• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03230 MAZZONI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che: la regione del Kurdistan iracheno ha dovuto far fronte, a partire dalla metà del 2014, a...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03230 presentata da RICCARDO MAZZONI
martedì 18 ottobre 2016, seduta n.702

MAZZONI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

la regione del Kurdistan iracheno ha dovuto far fronte, a partire dalla metà del 2014, a bombardamenti che hanno colpito la regione con effetti devastanti. Con l'insurrezione di ISIS e le successive ondate di sfollamento di massa, la regione sta al momento facendo fronte ad ulteriori minacce che devono essere affrontate immediatamente;

la regione del Kurdistan iracheno è impegnata su tre diversi fronti emergenziali contemporaneamente. Il conflitto con l'ISIS e l'afflusso massiccio di sfollati si inserisce in un contesto di grave crisi finanziaria;

i peshmerga impegnati nella delicata lotta contro i terroristi dell'ISIS hanno liberato diverse zone della regione ed è attualmente in essere l'offensiva in molte altre città e province, in cui sono prese di mira le comunità cristiane in particolar modo;

i combattenti sono ormai da mesi senza stipendio, molti di loro sono feriti ed il Governo dell'Iraq non provvede ad inviare gli stanziamenti necessari per ottemperare al pagamento delle loro spettanze e cure mediche;

ai quasi 2 milioni di sfollati si aggiungeranno presto i cittadini della città di Mosul che conta una popolazione di quasi 3 milioni di persone;

tutte le aree liberate necessitano di operazioni di sminamento e di una profonda ricostruzione e riqualificazione infrastrutturale;

il Governo regionale del Kurdistan non è in grado di fornire ai peshmerga attrezzature militari e balistiche adeguate per far fronte all'avanzata dell'ISIS e necessita di un concreto sostegno internazione sul piano politico, militare, sanitario e umanitario;

considerato che:

solo il 40-45 per cento di tutta la popolazione della regione del Kurdistan, comprensiva di sfollati e rifugiati, viene raggiunta o servita da parte del sistema sanitario. La fornitura di energia elettrica pubblica è stata ridotta da 18 ore al giorno a circa 8-10 ore per garantire la massima copertura geografica. I progetti pubblici (5.000) e privati (3.000) sono quasi tutti sospesi per mancanza di finanziamenti. E a causa della sospensione di tali progetti migliaia di residenti, lavoratori stranieri, sfollati e rifugiati sono rimasti senza lavoro e migliaia di aziende sono fallite;

il finanziamento cronicamente inadeguato per la risposta umanitaria è una preoccupazione fondamentale e ricorrente e sta paralizzando di fatto la capacità di soddisfare le enormi esigenze della regione del Kurdistan;

la carenza di farmaci rappresenta un problema crescente che ha lasciato privi di cure molti pazienti con malattie croniche e malattie facilmente curabili e le scorte di sicurezza sono insufficienti, rendendo impossibile una risposta rapida ed efficace in caso di emergenza, mentre il sistema sanitario regionale non è in grado di gestire il volume di pazienti. Il Ministero della salute del KRG ha dichiarato che attualmente può fornire solo circa il 40-45 per cento dei servizi sanitari di base per la popolazione. Questo dato allarmante lascia un 50-55 per cento della popolazione senza accesso ai servizi sanitari. Si prevede che questo divario aumenti, a meno che un adeguato finanziamento non venga prontamente assicurato;

l'ISIS rappresenta una grave minaccia a livello globale,

si chiede di sapere quali misure il Governo abbia intenzione di mettere in campo a sostegno della regione del Kurdistan iracheno, in funzione del ruolo fondamentale da essa svolto in chiave anti ISIS.

(3-03230)