• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03237 MORONESE, DONNO, GIARRUSSO, PUGLIA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, PAGLINI, NUGNES - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: Lo Uttaro è una...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03237 presentata da VILMA MORONESE
mercoledì 19 ottobre 2016, seduta n.704

MORONESE, DONNO, GIARRUSSO, PUGLIA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, PAGLINI, NUGNES - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

Lo Uttaro è una località del comune di Caserta, situata nella zona sud-est della città. Geograficamente si colloca al confine con i comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni ed è baricentrica rispetto a tutti e 4 i nuclei abitati;

Lo Uttaro ha rappresentato, fin dai primissimi anni '90, una vasta area utilizzata come discarica, in cui si stima la presenza di circa 6 milioni di metri cubi di rifiuti di ogni tipo, oggetto di interventi invasivi, che ne hanno causato un insanabile inquinamento e deturpamento, soprattutto a danno delle comunità presenti nelle aree circostanti, in termini di salute pubblica e di vivibilità;

nel settembre 2005, la Regione Campania dichiara l'area di Lo Uttaro "sito di interesse nazionale" da bonificare, visto il gravissimo stato di degrado ambientale, dovuto alla presenza di 3 discariche, un sito di stoccaggio e uno di trasferenza di rifiuti;

nel 2009 viene sottoscritto l'accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro, che prevede l'erogazione di 10 milioni di euro in 4 anni;

la Regione Campania, con decreto dirigenziale n. 193 dell'11 agosto 2011 (pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania n. 54 del 16 agosto 2011), ha autorizzato la realizzazione e la gestione di un impianto di stoccaggio per rifiuti pericolosi e di stoccaggio e trattamento per rifiuti non pericolosi nell'area di Lo Uttaro, su un terreno della superficie di 3.360 metri quadrati;

l'azione di bonifica programmata dalla Regione sarebbe necessaria per effetto dell'elevato livello di compromissione delle matrici ambientali, e segnatamente della matrice acqua, dovuto alla presenza di diversi milioni di metri cubi di rifiuti sversati nella zona nell'arco degli ultimi 30 anni;

il Consiglio comunale di Caserta, con ordine del giorno approvato all'unanimità nel corso della seduta dell'8 novembre 2011, manifestava la contrarietà del Comune alla realizzazione dell'impianto ed impegnava il sindaco a rinnovare la richiesta di annullamento del citato decreto dirigenziale n. 193 del 2011 e ad inibire "definitivamente qualsivoglia attività concernente il ciclo dei rifiuti sull'area in parola e su quelle confinanti";

risulta agli interroganti che l'impianto autorizzato con decreto dirigenziale n. 193 del 2011 non sia stato realizzato, tuttavia negli ultimi mesi il dibattito si sarebbe nuovamente acceso a seguito di una delibera del Comune di Caserta avente ad oggetto la realizzazione di un impianto in zona ASI (area sviluppo industriale) Lo Uttaro;

considerato che:

il piano regionale di bonifica (PRB), approvato con delibera di Giunta regionale n. 129 del 27 maggio 2013, ha individuato in Campania 7 aree vaste, tra cui l'area vasta di Lo Uttaro, inserita tra gli ex siti d'interesse nazionale "Litorale Domitio flegreo ed Agro aversano";

ad avviso degli interroganti i dati esistenti inducono a ribadire che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa, a causa della presenza contemporanea, in porzioni di territorio relativamente limitate, di più siti inquinati o potenzialmente inquinati, tanto che la Regione Campania avrebbe deliberato di finanziare interventi di caratterizzazione;

l'ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Campania ha redatto specifico piano di caratterizzazione dell'area vasta, approvato con decreto direttoriale prot n. 4557/QdV/DI/B del 6 maggio 2008, con le prescrizioni formulate nella conferenza dei servizi decisoria del 12 novembre 2008, tenutasi presso l'allora competente Ministero dell'ambiente ed affidato per l'attuazione alla Sogesid SpA, nell'ambito delle attività previste dall'accordo di programma strategico per le compensazioni ambientali in Campania, in attuazione a quanto disposto dall'art. 11, comma 12, del decreto-legge n. 90 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2008;

considerato inoltre che, per quanto risulta agli interroganti:

a seguito di una serie di attività ed operazioni integrative del piano di caratterizzazione, nonché di successive indagini diagnostiche e numerosi elaborati, dal report della Sogesid l'area sita a Lo Uttaro è stata classificata come contaminata;

al fine di realizzare la messa in sicurezza e la successiva bonifica dell'area, nel corso del tavolo tecnico tenutosi il 10 marzo 2016 presso la Direzione "Autorizzazioni ambientali e rifiuti-Caserta", la Sogesid SpA sarebbe stata invitata a presentare il progetto definitivo di messa in sicurezza permanente entro i successivi 60 giorni, ovvero entro il 10 maggio 2016;

a seguito delle attività di indagine svolte nell'area vasta dalla So0gesid, si è ritenuto di dover estendere dette attività, focalizzando l'indagine sul monitoraggio delle acque sotterranee in corrispondenza dei piezometri e dei pozzi, dei suoli e delle acque sotterranee delle aree di cave e di discariche non ancora indagate nella fascia sudest dell'area vasta e dei suoli e delle acque sotterranee nell'area dell'ex cava Saint Gobain;

nella riunione del tavolo tecnico del 21 luglio 2016, inoltre, sono state stabilite ulteriori azioni (indagini ed acquisizione di documenti), propedeutiche alla bonifica dell'area;

il comma 6 dell'art. 14 della legge regionale n. 14 del 2016 testualmente recita "Nelle aree di cui al comma 1" (aree inquinate da bonificare previste nel PRB) "è consentito l'insediamento produttivo, limitatamente alle porzioni di area risultanti non contaminate, a seguito di indagini ambientali";

considerato altresì che, a quanto risulta agli interroganti:

sull'area del dismesso mattatoio comunale, in territorio della città di Caserta, in zona ASI Lo Uttaro, dovrebbe essere realizzato e attivato un nuovo impianto integrato di selezione di materiali riciclabili dal rifiuto indifferenziato e di trattamento dei rifiuti, riprendendo quindi, in parte, il progetto originario del 2011, poi annullato perché considerato impianto insalubre;

infatti, con deliberazione n. 62 del 29 settembre 2016, la Giunta comunale di Caserta ha deciso di pianificare la realizzazione di un "impianto integrato di selezione di materiali riciclabili dal rifiuto indifferenziato e trattamento biologico del rifiuto organico", in zona ASI Lo Uttaro, fornendo al responsabile del settore ambiente ed ecologia del Comune l'incarico di elaborare il progetto di cui allo studio di fattibilità approvato con deliberazione di Giunta comunale n. 118 del 2 ottobre 2013, individuando la nuova localizzazione dell'opera in zona Lo Uttaro rispetto alla precedente previsione;

i Consigli comunali di San Nicola la Strada e San Marco Evangelista hanno manifestato forti preoccupazioni. Oltre 20 associazioni si sono riunite in comitato cittadino per richiedere la bonifica dell'area e manifestare la contrarietà in merito alla realizzazione di nuovi impianti che possano essere ulteriormente dannosi per la salute e l'ambiente;

considerato infine che:

a giudizio degli interroganti tale delibera appare in contrasto con precedenti ed importanti decisioni, adottate dalla medesima città di Caserta per un progetto simile, che doveva essere ubicato sempre nell'area Lo Uttaro, ad esempio con la delibera n. 31 dell'8 novembre 2011 con la quale il Consiglio comunale stabiliva, tra l'altro, di "inibire definitivamente qualsivoglia attività concernente il ciclo dei rifiuti dell'Area in parola o in quelle confinanti" nonché con la delibera n. 51 del 27 giugno 2013 con la quale il Consiglio comunale decideva di richiedere al consorzio ASI per la provincia di Caserta di modificare la normativa di attuazione del piano regolatore limitatamente all'agglomerato di "San Nicola" in tenimento di Caserta, attraverso l'introduzione tra l'altro delle seguenti prescrizioni: "divieto di realizzazione di impianti industriali che trattino, smaltiscano, recuperino o stocchino rifiuti di qualsiasi natura, ovvero urbani, industriali, speciali, pericolosi e non"; "gli impianti industriali che a qualsiasi titolo operino nel ciclo integrato dei rifiuti attualmente ivi ubicati, non possono proseguire la loro attività oltre il termine delle vigenti autorizzazioni regionali e provinciali" (condivisa e approvata anche dal Consiglio comunale di San Nicola la Strada con deliberazione n. 12 dell'8 giugno 2013);

la realizzazione di un nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti si troverebbe nelle vicinanze del nascituro policlinico di Caserta;

la presenza di un impianto integrato di selezione di materiali riciclabili dal rifiuto indifferenziato e trattamento biologico del rifiuto organico in una zona già fortemente compromessa per gli elevati danni ambientali impedirebbe la possibilità di una reale e già troppo lunga attesa bonifica dell'area;

le dichiarazioni del sindaco di Caserta, Carlo Marino, rilasciate in data 16 ottobre 2016 ("Campania Notizie"), adducono la necessità di realizzare l'impianto al fine di ridurre il costo di smaltimento dell'umido,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia informato sulla questione e quali iniziative intenda assumere, al fine di impedire la realizzazione dell'impianto in una zona già particolarmente compromessa;

se non ritenga opportuno attivarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni, al fine si sollecitare le autorità locali ad una più attenta valutazione dell'impatto che la realizzazione dell'impianto potrebbe avere sul territorio;

se non ritenga di dover intervenire con iniziative di competenza, considerato che si starebbe cercando di realizzare un'attività insalubre in un'area che attende da anni di essere bonificata, anche in virtù del reato di omessa bonifica, introdotto nel codice penale dalla legge n. 68 del 2015;

se intenda operare una valutazione sulla possibile e rischiosa incidenza del nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti nei pressi del policlinico in corso di realizzazione;

quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere affinché sia garantito il rispetto di quanto introdotto dalla legge n. 221 del 2015, recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", in particolare con riferimento al compostaggio di quartiere e di prossimità, che, opportunamente attuato, porterebbe ad una forte diminuzione dei costi per la gestione dell'umido, senza ricorrere a impianti insalubri e impattanti.

(3-03237)