• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09891    nel fabrianese si sta aggravando la situazione economica e sociale in un comprensorio che già paga pesantemente un tributo alla crisi economica;    per oltre 450 lavoratori...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09891presentato daRICCIATTI Laratesto diMercoledì 26 ottobre 2016, seduta n. 699

   RICCIATTI, FERRARA, AIRAUDO, FRANCO BORDO, COSTANTINO, D'ATTORRE, DURANTI, DANIELE FARINA, FASSINA, FAVA, FOLINO, FRATOIANNI, CARLO GALLI, GIANCARLO GIORDANO, GREGORI, KRONBICHLER, MARCON, MARTELLI, MELILLA, NICCHI, PAGLIA, PALAZZOTTO, PANNARALE, PELLEGRINO, PIRAS, PLACIDO, QUARANTA, SANNICANDRO, SCOTTO e ZARATTI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   nel fabrianese si sta aggravando la situazione economica e sociale in un comprensorio che già paga pesantemente un tributo alla crisi economica;
   per oltre 450 lavoratori della ex Merloni si va incontro alla fine della mobilità;
   la Jp Industries, nel 2011, ha acquistato la Ardo, ex Merloni, promettendo il riassorbimento di 700 lavoratori tra Umbria e Marche e la continuità della produzione;
   ad oggi si è esaurito il termine dei due anni per i sussidi previsti per i lavoratori tra i quaranta e i cinquanta anni che sono stati estromessi dal ciclo produttivo a causa dell'acquisizione della Ardo da parte della JP Industries; si tratta di lavoratori in mobilità, con un età inferiore a 50 anni che, dal 12 ottobre 2016, sono rimasti senza alcun sostegno al reddito con il loro reddito è passato da 620 euro mensili a zero euro;
   già nel corso del 2015 si era esaurita la mobilità per i lavoratori di età inferiore ai 40 anni e, entro la metà di ottobre 2017, si concluderà la mobilità per i lavoratori con età superiore ai 50 anni;
   è solo l'inizio di una sorte che, se non cambieranno le condizioni attuali, toccherà a tutti i 450 dipendenti rimasti nel bacino degli ex Merloni; si tratta di un fatto grave, che dimostra le difficoltà del sistema istituzionale e produttivo nel creare alternative valide all'ammortizzatore sociale;
   a marzo del 2016 il Ministero dello sviluppo economico, attraverso Invitalia, ha rimodulato e sbloccato 26 milioni di euro di incentivi, previsti dalla legge n. 181 del 1989 e destinati ai comuni delle Marche e dell'Umbria investiti dagli effetti della chiusura della Merloni;
   per sei anni, l'accordo di programma non ha prodotto nulla e le risorse non sono state utilizzate a causa di una eccessiva difficoltà e rigidità nell'accesso ai fondi;
   è improrogabile avviare iniziative finalizzate al sostegno degli investimenti nell'area di crisi del fabrianese, tenuto conto che con decreto il Ministero dello sviluppo economico, sono stati stabiliti criteri e procedure per la concessione delle agevolazioni previste dalla legge 181 del 1989, ovvero le misure per la reindustrializzazione e il rilancio delle aree in crisi;
   il Governo aveva annunciato per le aree di crisi industriali complesse un assegno di tipo sociale di 500 euro mensili per i lavoratori con Naspi/mobilità in scadenza;
   ora la materiale attivazione delle procedure ricade sotto l'esclusiva competenza dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'Impresa –:
   se non si intendano assumere iniziative per procedere nel riconoscimento dell'area di Fabriano quale area di crisi industriale complessa;
   quali iniziative intenda assumere il Governo per dare seguito, per le aree di crisi industriale complessa, a quanto annunciato in materia di assegno sociale di 500 euro mensili per i lavoratori con Naspi/mobilità in scadenza, situazione nella quale versano i lavoratori della Ex Merloni. (5-09891)