• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14627    Berco spa un'azienda fondata da Vezio Bertoni nel 1918 a Copparo, in provincia di Ferrara, come piccola impresa di riparazioni di macchine agricole, arrivando ad acquistare poi nel tempo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14627presentato daPALMIZIO Elio Massimotesto diMartedì 25 ottobre 2016, seduta n. 698

   PALMIZIO. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   Berco spa un'azienda fondata da Vezio Bertoni nel 1918 a Copparo, in provincia di Ferrara, come piccola impresa di riparazioni di macchine agricole, arrivando ad acquistare poi nel tempo sempre maggiore importanza nel proprio territorio ed espandendosi così oltre i confini provinciali di Ferrara e dell'Emilia-Romagna;
   il 7 ottobre 2016 i vertici aziendali hanno comunicato l'avvio della procedura di mobilità relativa a 365 esuberi, 331 nella stabilimento copparese e i restanti 34 a Castel Franco Veneto;
   negli ultimi sei anni Berco spa ha contato 1.300 licenziamenti, considerando anche i 365 esuberi del 2016. Si tratta di una situazione molto grave per tutto il territorio coinvolto;
   il 18 ottobre 2016, si è riunito, presso il Ministero dello sviluppo economico un tavolo tecnico, alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori e dei vertici aziendali; nel corso dell'incontro si è chiesto di bloccare la procedura di mobilità e di trovare una soluzione che scongiurasse i licenziamenti, ma da parte dell'azienda non si è evidenziata alcuna apertura al riguardo;
   per istituzioni e sindacati, intervenuti al Ministero dello sviluppo economico, l'azienda non ha chiarito le ragioni dell'avvio della procedura di mobilità per 331 lavoratori dello stabilimento di Copparo e per 34 di quello di Castelfranco Veneto, oltre ai motivi del mancato raggiungimento degli obiettivi posti tre anni fa a seguito dell'accordo siglato l'8 agosto del 2013, che già aveva imposto pesanti sacrifici ai lavoratori;
   l'assessore alle attività produttive dell'Emilia-Romagna Palma Costi ha sottolineato: «I generici riferimenti alla crisi del mercato internazionale e alla elevata concorrenza non sono bastati per farci condividere la lettura della situazione. Le istituzioni e i sindacati hanno chiesto all'azienda di ritirare la mobilità, in modo da consentire alle parti un vero confronto per ricercare un piano di rilancio della Berco che possa garantire all'azienda un futuro. Al tavolo l'azienda ha rifiutato la richiesta fatta ufficialmente dalla viceministro Bellanova creando un clima difficile per la prosecuzione della trattativa, ma continueremo a fare la nostra parte. Siamo convinti che se l'azienda vuole superare l'attuale situazione e trovare le condizioni per un rilancio imprenditoriale, potrà farlo solo con la condivisione delle rappresentanze dei lavoratori e con il sostegno delle istituzioni.»;
   il segretario Uil Paolo Da Lan ha dichiarato: «la situazione è grave e bisogna trovare una soluzione che non vada ad incidere sul futuro dei dipendenti in modo negativo. Tutto questo è uno schiaffo alla comunità, preparato e studiato mesi fa. Una vicenda che colpisce tutto il territorio. Ancor più grave è che l'azienda ha perso la fiducia dei dipendenti che sono stati traditi –:
   quali iniziative di propria competenza intenda assumere il Ministro interrogato al fine di scongiurare il licenziamento di quasi quattrocento lavoratori e, al contempo, per promuovere un piano di rilancio che possa garantire la continuità aziendale in un lungo periodo. (4-14627)