• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/06576 CASALETTO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico - Premesso che: in Italia sono allevati meno di 8,7 milioni di maiali, destinati per il...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06576 presentata da MONICA CASALETTO
giovedì 27 ottobre 2016, seduta n.711

CASALETTO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico - Premesso che:

in Italia sono allevati meno di 8,7 milioni di maiali, destinati per il 70 per cento alla produzione dei 36 tipi di salumi che hanno ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di denominazione di origine (Dop o Igp);

il settore della produzione di salumi e carne di maiale in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi di euro;

con l'entrata in vigore, a fine settembre 2016, del "decreto salumi" di cui al decreto ministeriale 26 maggio 2016 disposto dal Ministero dello sviluppo economico, pubblicato il 28 giugno 2016, che recepisce norme comunitarie, vengono aumentati di un punto percentuale i tassi di umidità relativi al prosciutto cotto, a quello cotto scelto e a quello cotto di alta qualità. Il contenuto di acqua consentito sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne. L'incremento del tasso di umidità previsto per le tre categorie di prosciutto metterà in discussione la qualità del prodotto stesso a discapito del maiale italiano, le cui carni hanno caratteristiche qualitative superiori a quelle dei maiali importati dai Paesi del nord, penalizzando i nostri allevatori;

tale decreto cancella poi il divieto di utilizzare aromi chimici, aprendo così la strada alla possibilità di correggere gusto e sapore dei salumi fatti con materia prima scadente e di dubbia origine. Viene infatti sostituita la distinzione tra aromi artificiali e naturali identici con un riferimento generale al regolamento (UE) n. 1334/2008, relativo agli aromi e alle sostanze aromatizzanti. Ad essere abolita è anche la "scadenza", il cosiddetto termine minimo di conservazione che era fissato al massimo entro 60 giorni dalla data di confezionamento del prosciutto cotto e che ora sarà invece deciso direttamente dal produttore;

viene mantenuta, invece, la possibilità di utilizzare le cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato per il quale viene però ridotta a 40 giorni la fase minima di riposo (55 giorni per le cosce superiori agli 11 chili). Si tratta di norme per favorire le importazioni dall'estero di maiali più leggeri di quelli italiani in una situazione in cui 2 prosciutti su 3 venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta, dove non è ancora obbligatorio indicare l'origine;

in tale decreto viene inserito il "Culatello", sino ad oggi assente, ma che apre a un'industrializzazione del prodotto con uso di involucri artificiali al posto del tradizionale budello naturale che rischia di abbassarne la qualità;

considerato che occorre salvaguardare la tradizione artigianale della salumeria italiana che ha conquistato i mercati internazionali nel rispetto della tradizione e della qualità e a giudizio dell'interrogante va fermata una deriva comunitaria che punta all'omologazione verso il basso della qualità troppo spesso con la complicità di una parte dell'industria anche nazionale,

si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per limitare la deriva comunitaria che punta, secondo l'interrogante, alla standardizzazione della qualità dei prodotti soprattutto enogastronomici.

(4-06576)