• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02535/009/ ... in sede di esame del disegno di legge n. 2535 recante "Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino", premesso che: l'Albo degli...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2535/9/09 presentato da LEANA PIGNEDOLI
mercoledì 26 ottobre 2016, seduta n. 214

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 2535 recante "Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino",
premesso che:
l'Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, con circa 14.000 iscritti, dal 2011 è ininterrottamente il primo nel settore agrario come numero di candidati agli esami abilitanti all'esercizio della professione, con un "tasso di rinnovamento" elevatissimo, di oltre il 6,5 per cento annuale, ed un tasso di nuova occupazione (determinato dal numero di nuove partita IVA aperte) mai inferiore al 5 per cento all'anno, negli ultimi anni;
l'Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è l'unico Albo professionale realmente interdisciplinare al quale si possono iscrivere (previo svolgimento di un tirocinio professionale minimo semestrale, non previsto per altre categorie ordinistiche, e superamento dell'esame di Stato abilitante) i laureati di nove diverse "Classi di laurea" ed in particolare quelle tradizionalmente agrarie quali biotecnologie agrarie, scienze agrarie, scienze forestali, scienze naturali e scienze ambientali, eccetera. L'apertura dell'Albo a profili variegati, benché tutti uniti da una formazione di base prima ed abilitante dopo, ha consentito di dare vita a strutture interdisciplinari prima ancora dell'approvazione del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011, che ha previsto la riforma delle professioni, che non hanno uguali nel panorama ordinistico e che sono alla base del successo della professione;
considerato che:
il presente disegno di legge n. 2535, recante: "Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio di vino" è un provvedimento che ha raccolto ampio consenso nel mondo agricolo ed in quello dell'enologia, risultando essere il frutto di un lavoro parlamentare approfondito e una volta approvato potrà certamente dare alla filiera nuovi strumenti operativi, migliorare la capacità dell'export e tutelare particolari nicchie del settore, come i vigneti storici e, di conseguenza, l'irripetibile paesaggio italiano;
l'impianto complessivo del provvedimento in esame è nell'insieme ben equilibrato, laddove è evidente la volontà di riunire norme che vanno dalla coltivazione della vite, alla vinificazione, dal trattamento dei vini alla commercializzazione e tutto quanto ne consegue, con una giusta appendice per gli aceti;
tenuto conto che:
il comparto del vino rappresenta una componente di primo piano per il settore agroalimentare nazionale. Alcuni dati sintetici ne evidenziano con chiarezza l'importanza e il valore strategico all'interno dell'economia agricola italiana e del Made in Italy alimentare. La coltivazione della vite da vino, infatti, è fortemente diffusa, interessando poco meno del 23 per cento delle aziende agricole del nostro Paese e occupando una porzione della SAU (superficie agricola utile) intorno al 5 per cento (fonte Istat) sebbene in costante declino da ormai alcuni decenni;
si contano in Italia poco meno di 197.000 operatori agricoli che hanno formulato una dichiarazione di raccolta di uva da vino. Di questi, appena oltre la metà (51,8 per cento) agisce come operatore singolo, mentre una quota pressoché equivalente è costituita da viticoltori associati al sistema cooperativo, a testimonianza del forte legame che esiste in questo comparto tra produzione primaria e associazionismo;
sostenere questo settore con ogni mezzo disponibile è un dovere della politica nazionale, considerato il suo contributo all'occupazione ed al PIL italiano; peraltro una non indifferente quota di iscritti nell'Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati opera nel settore, vuoi come tecnici vitivinicoli, vuoi come ispettori nei vigneti riconvertiti a biologico, vuoi come enologi nelle cantine;
considerato l'elevato numero di iscritti nell'Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati che operano in questo settore (molti Enologi, non avendo né un proprio Albo né una propria autonoma Cassa di previdenza, sono iscritti all'Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati);
considerato che l'articolo 40 del disegno di legge n. 2535 reca la costituzione del "Comitato Nazionale vini DOP ed IGP", che prevede fra i suoi membri anche soggetti nominati da Albi professionali diversi da quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, escludendo irragionevolmente questi ultimi, nonostante l'importante presenza nel settore agrario in generale ed enologico in particolare,
impegna il Governo:
a valutare la possibilità, in fase di attuazione della legge, di prevedere nel "Comitato Nazionale vini DOP ed IGP" non solo la presenza di un componente esperto designato dall'Ordine nazionale degli agronomi e forestali, ma anche di due ulteriori componenti, designati rispettivamente dal Collegio degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati e dal Collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati.
(0/2535/9/9)
PIGNEDOLI, PANIZZA