• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14695    il 16 ottobre, sul territorio della regione Emilia-Romagna si è svolto, in 16 comuni, il referendum consultivo per dare vita, o meno, a sei nuovi comuni mediante fusione: in particolare,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14695presentato daPALMIZIO Elio Massimotesto diMercoledì 2 novembre 2016, seduta n. 700

   PALMIZIO. — Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   il 16 ottobre, sul territorio della regione Emilia-Romagna si è svolto, in 16 comuni, il referendum consultivo per dare vita, o meno, a sei nuovi comuni mediante fusione: in particolare, nel riminese, il referendum coinvolgeva i comuni di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio le cui amministrazioni avevano chiesto alla regione l'avvio del percorso di fusione;
   con delibera di giunta della regione Emilia-Romagna n. 99 del 1o febbraio 2016, si procedeva a formalizzare il progetto di legge «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio nella Provincia di Rimini» licenziato in data 5 luglio 2016 dalla Commissione competente;
   nel comune di Mondaino ha prevalso il «SI» con il 69,48 per cento (412 voti a favore e 118 contrari) così come a Montegridolfo dove «SI» ha prevalso con il 92,89 per cento (405 favorevoli e 31 contrari), mentre a Saludecio ha prevalso il «NO» con il 58,23 per cento pari a 612 voti contro il 41,77 per cento a favore del «SI» (439 voti);
   per il comune di Saludecio si apre indubbiamente una riflessione importante, poiché forzare sulla fusione significherebbe imporre a un comune questo processo riorganizzativo anche se la popolazione si è espressa a larga maggioranza per il «NO»;
   da verbale relativo alla delibera del consiglio comunale di Saludecio n. 32 del 4 giugno 2016 sulla «convenzione tra i Comuni di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo per la gestione in forma associata della segreteria comunale» si legge che il sindaco sottolinea «come la convenzione per l'esercizio in forma associata del servizio di segreteria con i Comuni di Mondaino e Montegridolfo si inserisce sulla scia del percorso di fusione intrapreso insieme con i vicini comuni, ribadendo tuttavia che saranno comunque i cittadini a decidere l'esito finale, precisando che anche se solo uno dei tre comuni coinvolti non si esprimerà a favore del progetto di fusione, nulla sarà fatto»;
   il sindaco di Saludecio ha espressamente ribadito di farsi garante della volontà dei cittadini, condizione di cui la regione Emilia-Romagna e il Ministro interrogato dovrebbero tenere conto;
   la legge regionale dell'Emilia-Romagna n. 24 del 1996 in tema di fusioni, di recente modificata e quindi non formalmente applicabile ai referendum del 16 ottobre, non prevede chiaramente la casistica di cui sopra e non offre dunque tutele nei casi di procedimenti di fusione tali per cui al referendum consultivo prevalga il «NO» alla fusione nella minoranza dei comuni;
   imporre un simile processo potrebbe potenzialmente andare in contrasto con l'articolo 5 della Costituzione che prevede che «la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo»; una simile imposizione potrebbe produrre un ricorso al Tar – tra l'altro già annunciato in caso di fusione – da parte del Comitato per il NO di Saludecio;
   negli ultimi tempi la linea politica nazionale propende per una valorizzazione dei piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti: diverse sono state le dichiarazioni del Ministro interrogato, il quale ha ribadito che le fusioni devono essere volontarie e che è preferibile avere unioni piccole e funzionali piuttosto che grandi enti poco efficienti –:
   se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
   quale sia la posizione del Governo rispetto al tema della sopravvivenza e della valorizzazione dei piccoli comuni e quali iniziative di competenza intenda mettere in campo per perseguire gli obiettivi di rilancio delle piccole comunità, soprattutto per quanto attiene l'obbligo delle gestioni associate, il blocco delle assunzioni e tutta una serie di vincoli cui i piccoli comuni sono tuttora sottoposti;
   se e come si intendano valorizzare prioritariamente gli strumenti delle convenzioni e delle unioni per far sì che i piccoli comuni conseguano risparmio ed efficientamento attraverso le gestioni associate, considerando le fusioni come un percorso finale che si può concretizzare solo e soltanto con un consenso largo e unanime dei comuni coinvolti. (4-14695)