• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14692    il decreto-legge n. 98 del 2011 ha reintrodotto, per le prestazioni mediche specialistiche ambulatoriali a carico dei non esenti, il pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a 10...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14692presentato daGALLO Luigitesto diMercoledì 2 novembre 2016, seduta n. 700

   LUIGI GALLO, SILVIA GIORDANO, LOREFICE, COLONNESE, DI VITA e MICILLO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   il decreto-legge n. 98 del 2011 ha reintrodotto, per le prestazioni mediche specialistiche ambulatoriali a carico dei non esenti, il pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro (prevista dall'articolo 1, comma 796, lettera p), della legge n. 296 del 2006, e abolita, per gli anni 2009, 2010 e 2011, dall'articolo 61, comma 19, del decreto-legge n. 112 del 2008), consentendo però alle regioni di adottare, in alternativa, misure differenti che assicurino lo stesso gettito;
   l'importo del ticket che i cittadini sono tenuti a pagare per le prestazioni specialistiche ambulatoriali dipende, in ciascuna regione: dalle tariffe regionali delle singole prestazioni, fino al limite massimo ex lege n. 53 del 1993 (36,15 euro) o previsto localmente; dalle eventuali misure di compartecipazione aggiuntive eventualmente adottate; dal decreto-legge n. 98 del 2011 (quota per ricetta o misure alternative);
   attualmente 4 regioni non applicano la quota ricetta di cui al suddetto decreto-legge (Valle d'Aosta, provincia autonoma Bolzano, Basilicata, provincia autonoma Trento a quota ridotta), Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna applicano la quota aggiuntiva per ricetta di 10 euro; le restanti applicano misure alternative alla quota fissa articolate secondo diverse modalità: in cinque regioni la quota ricetta è rimodulata in base al reddito familiare; in tre la rimodulazione è basata sul valore della ricetta;
   a livello nazionale sono previste esenzioni per: specifiche condizioni di salute; alcune attività di prevenzione; alcune categorie di cittadini in base all'associazione tra condizioni personali e socio-reddituali;
   la regione Campania applica ai non esenti il ticket massimo di euro 36,15; la quota ricetta aggiuntiva di euro 5,00 o euro 10,00 in base al reddito e al numero di componenti del nucleo familiare; la quota ricetta (« superticket» decreto-legge n. 98 del 2011) di euro 10,00;
   per quanto concerne il reddito, gli esenti devono avere un reddito fino a euro 36.151,98, mentre, per i pazienti con patologie suscettibili di esenzione, tale diritto dipende dal reddito e dal numero dei componenti del nucleo familiare: fino a 18.000 euro, fino a 22.000 euro, fino a 24.000 euro, fino a 36.151,98 euro e tra 36.151,98 e 50.000 euro;
   la succitata normativa di attuazione in regione Campania è stata adottata con i decreti del commissario ad acta nn. 50, 51, 52 e 53 del 27 settembre 2010 confermati e prorogati con i decreti del commissario ad acta nn. 90 del 2011, 157 del 2012, 130 del 2013 (fino al 31 dicembre 2014) e 141 del 2014 (fino al 31 dicembre 2015);
   successivamente è stato adottato il decreto del commissario ad acta n. 32 del 30 marzo 2015 che ha provveduto a modificare il regime delle esenzioni;
   al momento, la normativa regionale contenente l'applicazione delle maggiorazioni sopra enucleate e la quota ricetta cosiddetta superticket non risulta prorogata con un atto del commissario ad acta e, pertanto, risulterebbe priva della necessaria copertura normativa;
   misure di compartecipazione incoerenti e inique fanno sì che le strutture sanitarie private siano spesso in grado di offrire prestazioni a tariffe concorrenziali rispetto ai ticket del sistema sanitario nazionale, mettendo a rischio i livelli di assistenza previsti –:
   se la mancata approvazione di un decreto del commissario ad acta volto alla proroga della validità delle misure per la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria nel settore delle prestazioni specialistiche ambulatoriali – parimenti a quanto fatto dal 2011 e fino al 31 dicembre 2015 – possa influire sull'effettiva erogabilità della componente variabile regionale, ossia sulla quota ricetta fissa e sulla quota ricetta cosiddetta superticket;
   se il Ministro abbia intenzione di assumere iniziative per equilibrare i sistemi di tassazione per rendere più equo l'accesso ai Lea a tutti i cittadini e ridurre il costo della sanità per i cittadini.
   (4-14692)