• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03270 DONNO, MORONESE, GIARRUSSO, PAGLINI, PUGLIA - Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che risulta agli interroganti che con delibera n. 1929 del 30...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03270 presentata da DANIELA DONNO
mercoledì 2 novembre 2016, seduta n.713

DONNO, MORONESE, GIARRUSSO, PAGLINI, PUGLIA - Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che risulta agli interroganti che con delibera n. 1929 del 30 novembre 2015 della Direzione generale della ASL di Lecce è stato predisposto un piano di rimodulazione dell'architettura funzionale di patologia clinica per cui le prestazioni dei laboratori di analisi dei presidi territoriali di assistenza dei comuni di Martano, di Campi Salentina e di San Cesario verranno accentrate su un unico polo territoriale ovvero la cittadella della salute di Lecce;

considerato che:

il distretto sociosanitario di Martano costituisce un'articolazione territoriale dell'organizzazione sanitaria dell'azienda sanitaria locale di Lecce e comprende 10 comuni (Martano, Calimera, Melendugno, Vernole, Castrì, Martignano, Caprarica, Sternatia, Zollino, Carpignano) per una popolazione complessiva di circa 50.000 abitanti;

il territorio del medesimo distretto sociosanitario è privo di presidi ospedalieri e di strutture private accreditate, quindi l'offerta sanitaria è in gran parte erogata dal poliambulatorio distrettuale, sito a Martano, dove attualmente sono attivi i seguenti servizi e branche specialistiche: ginecologia, ortopedia, ecografia clinica, servizio di radiologia, laboratorio analisi, neurologia, oculistica, cardiologia, geriatria, endocrinologia, otorinolaringoiatria, dermatologia, odontoiatria, reumatologia, pneumologia, chirurgia. Nella struttura distrettuale è, altresì, presente il servizio di riabilitazione, il consultorio familiare, il servizio ADI (assistenza domiciliare integrata) e l'unità operativa di igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione, mentre sul territorio distrettuale sono presenti il SER.T (servizi per le tossicodipendenze), il CSM (centro di salute mentale) ed ulteriori tre centri prelievi con sedi a Calimera, Melendugno e Vernole;

la "domanda di salute" da parte della popolazione, intesa come bisogno di assistenza, di prevenzione e di cure adeguate, è in continua crescita. La spesa sanitaria cresce anche naturalmente in relazione all'aumento dell'età: le persone, infatti, invecchiando, si ammalano maggiormente con conseguente aumento di malattie croniche, di consumi sanitari e spese mediche. Questo dato di fatto crea motivi di preoccupazione per l'evoluzione della spesa sanitaria se si guarda alle previsioni che segneranno l'Italia da qui al 2050, quando secondo l'Istat i 2 terzi del budget del Servizio sanitario nazionale potrebbero essere impiegati per garantire la salute della popolazione anziana;

la limitatezza delle risorse finanziarie ha determinato e sta determinando la ricerca di nuove strategie di politica sanitaria, fondate sui LEA (livelli essenziali di assistenza), definiti come l'insieme di tutte le prestazioni, servizi ed attività che i cittadini hanno diritto ad ottenere dal Servizio sanitario nazionale, prestazioni che devono essere garantite in condizione di uniformità, ovvero a tutti e su tutto il territorio nazionale, indipendentemente quindi dal reddito e dal luogo di residenza, in tempi adeguati alle condizioni cliniche;

l'elenco delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale è suddiviso in 3 grandi aree: 1) la prevenzione, ovvero l'assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alla collettività ed ai singoli (tutela dagli effetti dell'inquinamento, dai rischi infortunistici negli ambienti di lavoro, sanità veterinaria, tutela degli alimenti, profilassi delle malattie infettive, vaccinazioni e programmi di diagnosi precoce, medicina legale); 2) l'assistenza distrettuale, ovvero tutte le attività ed i servizi sanitari e sociosanitari diffusi capillarmente sul territorio, dalla medicina di base all'assistenza farmaceutica, dalla specialistica e diagnostica ambulatoriale alla fornitura di protesi ai disabili, dai servizi domiciliari agli anziani ed ai malati gravi, ai servizi territoriali consultoriali (consultori familiari, SER.T, servizi per la salute mentale, servizi di riabilitazione per i disabili, eccetera), alle strutture semiresidenziali e residenziali (residenze per gli anziani e i disabili, centri diurni, case famiglia e comunità terapeutiche); 3) l'assistenza ospedaliera, ovvero l'assistenza in pronto soccorso, in ricovero ordinario, in day hospital eday surgery, in regime di ricovero per la lungo-degenza e la riabilitazione;

l'alternativa possibile al sistema "ospedalocentrico", inevitabilmente caratterizzato da elevati livelli di inappropriatezza e dispendiosità, non passa soltanto da interventi di chiusura, riordino o ristrutturazione degli ospedali, ma anche e soprattutto dalla capacità di sviluppare una rete i cui nodi siano costituiti da unità territoriali di cure primarie organizzate e gestite dal distretto e, quindi, attraverso una contemporanea e parallela implementazione delle attività sanitarie territoriali, extraospedaliere;

sul territorio della ASL provinciale di Lecce il distretto sociosanitario di Martano è l'unico distretto "puro", sprovvisto cioè di strutture ospedaliere e di strutture private accreditate, e svolge effettivamente i compiti che la normativa nazionale e regionale gli hanno assegnato, vale a dire di filtro della domanda sanitaria e di ottimizzazione delle risorse;

il poliambulatorio di Martano con la sua presenza ed attività sul territorio, con un corretto ed appropriato uso delle risorse strutturali, tecnologiche e professionali, fa registrare il più basso tasso di ricoveri ospedalieri e i costi pro capite più bassi di tutta la provincia di Lecce, con 20 euro pro capite rispetto ai 40 euro di tutti gli altri distretti ASL;

l'organizzazione territoriale del distretto di Martano, che nasce ab origine quale struttura sanitaria territoriale e non come tutti gli altri distretti quale appendice degli ospedali presenti su quei territori, dimostra emblematicamente la bontà delle linee guida regionali e nazionali che in questi anni hanno previsto il superamento della logica "ospedalocentrica" ed il rafforzamento della componente territoriale dell'assistenza sanitaria;

considerato inoltre che:

il distretto sociosanitario, istituito dalla legge n. 833 del 1978 e modificato con decreto legislativo n. 502 del 1992 e decreto legislativo n. 517 del 1993 è definito all'art. 14 della legge n. 25 del 2006 della Regione Puglia quale "sede di erogazione di tutta l'attività sanitaria e socio-sanitaria delle strutture territoriali, con l'obiettivo di garantire la presa in carico globale dell'utente per una risposta strutturata e complessiva ai bisogni di salute"; il distretto "garantisce l'assistenza sul territorio in maniera diffusa, omogenea ed uniforme, attraverso un elevato livello d'integrazione tra le diverse professionalità e tra i diversi servizi che erogano le prestazioni sanitarie e tra questi i servizi socio-assistenziali in modo da consentire una risposta coordinata continuativa ed unitaria ai bisogni di salute della popolazione";

la Regione Puglia, a far data dal 2006, è intervenuta con una produzione normativa orientata nella direzione del distretto forte, come dimostrano le leggi regionali n. 1 del 2006, n. 25 del 2006 e n. 26 del 2006, per consentire di svolgere, pur con la necessaria gradualità attuativa, tutte le funzioni ed i compiti idonei a farne il riferimento principale in materia di programmazione, coordinamento ed erogazione delle prestazioni sociosanitarie, in coincidenza anche con l'obiettivo, già realizzato, della creazione delle ASL monoprovinciali;

il piano di rientro e di riqualificazione del sistema sanitario regionale 2010-2012, sottoscritto il 2 dicembre 2010 presso il Ministero per i rapporti con le Regioni come accordo tra il Governo e la Regione Puglia e approvato in Consiglio regionale il 3 febbraio 2011, focalizzava l'attenzione sul trasferimento di oltre 150.000 ricoveri in setting assistenziali alternativi al ricovero, maggiormente adeguati alle esigenze dei pazienti e con un minor costo per la collettività, secondo il seguente schema: trasformazione dal 10 al 15 per cento dei ricoveri per acuti in ricoveri lungodegenza o riabilitazione; trasformazione dal 35 al 40 per cento dei ricoveri in assistenza sostitutiva nell'ambito di RSA (residenza sanitaria assistenziale) o hospice; trasformazione dal 45 al 50 per cento in attività ambulatoriale, day service, o in prestazioni da effettuare nell'ambito di case della salute;

il piano, tramite il riordino della rete ospedaliera ed il conseguente riequilibrio della rete territoriale, prevedeva un risparmio di spesa a regime non inferiore a 68,30 milioni di euro nonché la riduzione del ricorso dei cittadini all'ospedalizzazione, favorendo altresì l'assistenza territoriale ed i servizi domiciliari, in ottemperanza alle previsioni di cui al decreto legislativo n. 229 del 1999, che afferma la centralità della territorialità dell'assistenza con il passaggio da un sistema di tipo "ospedalocentrico" ad uno più spostato sul versante "territoriale";

il regolamento regionale n. 16 del 2008 all'art. 2 attribuisce alla conferenza dei sindaci, tra l'altro, "ai sensi dell'art. 3 comma 14 del decreto legislativo n. 502/92 e successive modifiche e integrazioni, la definizione, nell'ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica delle attività delle aziende sanitarie";

il Consiglio comunale di Martano, capofila del distretto sociosanitario, con propria delibera n. 5 del 6 marzo 2014 recante ad oggetto "Piano di Riorganizzazione del Distretto Socio-Sanitario di Martano", si è già espresso sull'eventuale ridimensionamento del ruolo del distretto;

considerato infine che, a parere degli interroganti, sarebbe opportuno valutare un confronto tra la Regione Puglia, i Comuni interessati dal piano e la ASL di Lecce al fine di arginare, mediante la proposizione di concrete soluzioni e di mirate azioni, la situazione di emergenza sanitaria che si è venuta a creare,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se intendano attivarsi con iniziative di competenza presso le amministrazioni coinvolte, affinché vengano avviate tempestive misure volte a tutelare i cittadini, nonché a prevedere la sospensione o la modifica del piano di rimodulazione dell'architettura funzionale dei laboratori di patologia clinica della ASL Lecce nella parte in cui prevede che le prestazioni dei laboratori di analisi dei presidi territoriali di assistenza di Martano, Campi Salentina e San Cesareo vengano accentrate su un unico polo territoriale, la cittadella della salute di Lecce, considerando che la chiusura del centro analisi di Martano non risponde a nessun criterio di logicità, efficienza ed economicità, ma andrebbe semplicemente a favorire delle strutture private ed un centro pubblico che non ha mai vantato analoghe prestazioni.

(3-03270)