• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03266 CATALFO, PUGLIA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 7 ottobre 2016 è...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03266 presentata da NUNZIA CATALFO
mercoledì 2 novembre 2016, seduta n.713

CATALFO, PUGLIA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

in data 7 ottobre 2016 è stata pubblicata la graduatoria relativa all'avviso n. 8/2016 inerente alla formazione professionale in Sicilia, con cui sono state stanziate risorse pubbliche per complessivi 136 milioni di euro;

la pubblicazione ha fatto riemergere la questione dell'idoneità dei criteri adottati, al fine di individuare gli enti preposti allo strategico settore della formazione siciliana ed il relativo personale;

il quotidiano on line "blogsicilia", in data 13 ottobre 2016, ha evidenziato che numerose sono le criticità che sarebbero state riscontrate da più parti, e anche dalla stampa, circa le modalità, con cui si è formata la graduatoria provvisoria resa nota recentemente; tali criticità, secondo quando riportato, "mettono in discussione quanto emanato a suo tempo dopo che era stato già ritirato una volta per questioni meramente tecniche rilevate dagli stessi enti potenziali concorrenti e destinatari delle somme";

a parere degli interroganti, al netto del business che potrebbe derivarne per pochi ed ignoti soggetti, si stenta a rinvenire nella misura valide opportunità di crescita per una qualche categoria sociale, soprattutto per quei giovani siciliani ai quali dovrebbero essere prioritariamente indirizzate le risorse economiche distribuite con l'avviso;

considerato che:

il decreto presidenziale del 1° ottobre 2015, n. 25, che contiene disposizioni per l'attuazione della legge regionale n. 9 del 2015 in materia di accreditamento degli organismi della formazione professionale, specifica che l'accreditamento è l'atto con cui l'Assessorato regionale siciliano per l'istruzione e formazione professionale riconosce agli organismi pubblici o privati, in possesso di requisiti predeterminati, la possibilità di realizzare, in un'ottica di qualità, azioni di sviluppo delle risorse umane, mediante interventi di orientamento o formazione professionale. L'accreditamento degli enti proponenti è, dunque, funzionale alla verifica del possesso, in capo all'ente, di requisiti fondamentali, quali adeguate risorse infrastrutturali e logistiche, affidabilità economica e finanziaria, capacità gestionali e risorse professionali, efficacia ed efficienza, relazioni con il territorio;

tuttavia, il citato avviso n. 8, all'art. 3, comma 1, prevede che il requisito dell'accreditamento regionale debba essere posseduto entro la data di adozione del decreto di impegno di cui al successivo art. 9, dunque, in una fase successiva a quella dell'adozione della graduatoria definitiva che ammette i singoli soggetti proponenti ai finanziamenti previsti dall'avviso stesso, con la conseguenza che, nel caso in cui a seguito di una verifica postuma taluno degli enti provvisoriamente ammessi non dovesse essere in possesso del suddetto requisito, le risorse finanziarie che si dovessero rendere eventualmente disponibili verranno assegnate secondo criteri del tutto discrezionali, ad insindacabile giudizio dell'amministrazione e senza alcun diritto allo scorrimento, come stabilito al comma 4 dell'art. 9 dell'avviso;

considerato che, a parere degli interroganti:

il bando trascurerebbe, del tutto, l'imprescindibile valutazione dei possibili sbocchi occupazionali dei differenti percorsi formativi, in primo luogo, perché nella fase della valutazione delle proposte progettuali si attribuisce al criterio B.1, che tiene conto della connessione del progetto formativo con il tessuto produttivo, economico e sociale della Sicilia, un punteggio massimo di 4, che, nell'esame complessivo della proposta progettuale, assume scarsa rilevanza e, in secondo luogo, perché stabilisce all'art. 5, comma 4, che il periodo di stage formativo possa essere svolto anche attraverso imprese simulate, dunque non a diretto contatto con la realtà produttiva, in cui il beneficiario del percorso formativo potrebbe trovare collocazione;

il criterio di valutazione A.3, relativo al grado di copertura degli stage previsti nell'ambito della proposta progettuale, non tiene in alcun modo conto delle dimensioni delle aziende ospitanti, dell'attinenza delle attività svolte con i profili professionali da formare, dell'adesione eventualmente prestata dalla stessa azienda a più progetti; inoltre, non rassicura la previsione di cui al comma 5 dell'art. 6, secondo cui, in sede di progettazione esecutiva, i beneficiari dovranno fornire le convenzioni di stage sottoscritte dalle imprese che si sono impegnate ad ospitarli, in quanto si tratta, ancora una volta, di una valutazione postuma che, nel caso in cui dovesse avere esito negativo, determinerebbe degli irrimediabili pregiudizi per i destinatari dei percorsi formativi;

considerato inoltre che:

le disposizioni in materia di appalti pubblici, applicabili al caso di specie anche in virtù di quanto previsto dai "Criteri di selezione delle operazioni finanziate dal FSE", prevedono che gli operatori economici debbano possedere requisiti di capacità economico-finanziaria; tuttavia, l'avviso n. 8 fa menzione del documento unico di regolarità contributiva (DURC), che attesta la regolarità contributiva dell'operatore economico, e, dunque, costituisce uno dei principali indici delle suddette capacità, in una fase molto avanzata della procedura, ovvero al momento della presentazione della domanda di acconto o saldo da parte dell'ente ammesso, richiedendo, solo in questa fase, che vengano forniti dal soggetto proponente i dati e le informazioni necessarie all'acquisizione del DURC;

a parere degli interroganti, nella valutazione delle proposte progettuali presentate dai soggetti proponenti, sulla base di quanto previsto dall'avviso n. 8, occorre considerare, oltre alla validità del progetto formativo, anche il modello organizzativo e le caratteristiche curriculari del personale in forza all'ente proponente, secondo il criterio comunitario di "qualificazione dell'ente proponente", ovvero avendo riguardo alle esperienze pregresse maturate dall'ente nello stesso ambito d'intervento; alla luce di ciò, il criterio A dell'avviso, che ha riguardo esclusivamente all'ultimo quadriennio di attività dell'ente e sulla scorta del quale può essere assegnato un punteggio di 40 punti, appare del tutto irragionevole e pone sullo stesso piano soggetti con esperienza ultradecennale e soggetti che si sono affacciati da poco tempo al mondo della formazione. Inoltre, il punteggio viene calcolato in base al rapporto tra allievi iscritti e allievi che hanno concluso il corso, senza tenere in considerazione il dato secondo cui l'ente che ha attivato un numero maggiore di corsi, con conseguente maggior numero di discenti, rischia, inevitabilmente, un maggior numero di abbandoni; criterio che favorirebbe gli enti di nuova costituzione;

il livello qualitativo delle risorse umane impiegate viene valutato in funzione delle ore di docenza attribuite a personale con più di 10 anni di esperienza professionale o didattica (7 punti e 7 punti); tuttavia, a giudizio degli interroganti l'avviso non chiarirebbe, in alcun modo, che cosa si debba intendere per esperienza professionale e didattica, limitandosi ad un generico richiamo del decreto del dirigente generale n. 966 del 19 marzo 2013, ed ingenerando, così, non poca confusione nei destinatari del bando; peraltro, i soggetti utilmente collocati in graduatoria sono obbligati a comunicare il personale docente impiegato "con relativi curricula" ovvero "da individuare", con la conseguente impossibilità di effettuare una loro valutazione preventiva ed il concreto pericolo che i 2 requisiti possano rivelarsi mancanti in un gran numero di casi;

considerato infine che, a parere degli interroganti, la gestione delineata contravverrebbe ai principi di imparzialità, trasparenza ed efficacia dell'azione amministrativa, che costituiscono il corollario del canone di buon andamento dell'azione amministrativa, principio consacrato dall'art. 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione il conseguimento degli obiettivi legislativamente prefissati con il minor dispendio di mezzi,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano attivarsi presso gli enti coinvolti, affinché sia fatta chiarezza sulla pubblicazione riguardante l'avviso n. 8 del 2016 della Regione Siciliana;

se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano adottare provvedimenti finalizzati ad ovviare alle evidenziate criticità, considerando prioritario l'interesse generale, nel pieno rispetto dei principi che presiedono l'attività amministrativa, nonché prevedere criteri preventivi di verifica del possesso dei requisiti necessari all'aggiudicazione delle risorse del settore formativo.

(3-03266)