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Atto a cui si riferisce:
C.1/01425    premesso che:     la Siria è straziata dal 2011 da una devastante guerra civile, che ha visto immense atrocità su entrambi i fronti e che ha portato a situazioni di...



Atto Camera

Mozione 1-01425presentato daSANTERINI Milenatesto diMartedì 8 novembre 2016, seduta n. 703

   La Camera,
   premesso che:
    la Siria è straziata dal 2011 da una devastante guerra civile, che ha visto immense atrocità su entrambi i fronti e che ha portato a situazioni di grande sofferenza, soprattutto nelle città assediate;
    infatti sono quattro milioni i siriani che hanno abbandonato il Paese a causa di una guerra che ha creato la peggiore crisi, in termini di rifugiati, dal secondo conflitto mondiale ad oggi;
    la situazione attuale rende quasi impossibile fornire assistenza medica nelle aree interessate dal conflitto: com’è noto, è stato ucciso il 25 aprile di quest'anno il dottor Mohammed Wasim Moaz, l'ultimo pediatra rimasto nella zona di Aleppo controllata dalle forze contrarie ad Assad;
    inoltre, le associazioni umanitarie di Aleppo riferiscono di attacchi regolari (detti double tap) per cui si attende l'arrivo dei mezzi di soccorso e delle équipe mediche per attaccare una seconda volta lo stesso luogo colpito in precedenza;
    attacchi di questo tipo hanno distrutto ospedali locali e gestiti da Médecins sans frontières. Risulta dunque molto difficile creare le condizioni per un'assistenza medica in loco;
    Aleppo è la città più colpita perché si trova al centro degli scontri fra ribelli e forze governative e dunque è diventato quanto mai difficile portare qualunque tipo di aiuto in quella città;
    finora le tregue, seppure concordate tra le parti, non sono state rispettate: ad esempio, il 19 settembre, nel pieno della tregua proclamata il 12 settembre è stato bombardato e distrutto in gran parte un importante convoglio che portava aiuti sufficienti per 78 mila persone. I morti sono stati 12 e le foto satellitari disponibili indicano che l'attacco è stato condotto dal cielo e di notte;
    anche le risoluzioni dell'Onu hanno avuto stessa sorte, tanto che il 22 dicembre 2015 lo stesso Consiglio di sicurezza ha adottato all'unanimità la risoluzione n. 2258, che ha espresso grave preoccupazione per la mancanza di effettiva attuazione delle sue risoluzioni nn. 2139 (2014), 2165 (2014) e 2191 (2014), ricordando a questo proposito gli obblighi di tutte le parti ai sensi del diritto internazionale umanitario e delle leggi internazionali sui diritti umani, così come di tutte le decisioni pertinenti del Consiglio di sicurezza: tra queste l'interruzione di tutti gli attacchi contro civili e obiettivi civili, compresi quelli che implicano attacchi su scuole, strutture sanitarie e interruzioni deliberate di approvvigionamento idrico, l'uso indiscriminato di armi, tra cui artiglieria, barili bomba e attacchi aerei, bombardamenti indiscriminati con mortai, autobombe, attacchi suicidi e bombe a tunnel, e affamare i civili come metodo di combattimento, anche attraverso l'assedio delle aree popolate; inoltre, l'uso esteso di torture, maltrattamenti, esecuzioni arbitrarie, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, violenza sessuale e di genere, e tutte le gravi violazioni e gli abusi commessi contro i bambini;
    tale situazione ha generato un'ondata di profughi senza precedenti che si è riversata nei Paesi vicini ed anche verso altri Paesi;
    infatti, dal 2011 al 2015 12 milioni di siriani, pari al 60 per cento della popolazione secondo l'Unhc hanno lasciato le loro case. Di questi, 8 milioni sono sfollati interni, mentre 4 milioni sono rifugiati in Turchia, Libano o Giordania;
    più precisamente, quasi 2 milioni in Turchia, 629.000 in Giordania e poco più di un milione in Libano. Solo il 3 per cento di loro, un numero pari a 350.000, chiede asilo in Europa;
    per arrivare nel nostro continente molti di loro rischiano e spesso perdono la vita in mare, come il piccolo Aylan, la cui foto ha sconvolto l'opinione pubblica lo scorso anno;
    solo nella prima settimana di novembre 2016, infatti, hanno perso la vita nel Mediterraneo 240 persone in due differenti naufragi che hanno portato a 4.220 il numero delle persone che hanno perso la vita attraversando il mare nel 2016;
    in generale, le vittime dei naufragi nel Mediterraneo, dovute ai viaggi pericolosi cui sono costretti anche i siriani che hanno diritto all'asilo per causa della guerra sono ormai circa 30.000. Un numero enorme, che nessuna realpolitik dei Paesi europei potrà mai giustificare;
    la situazione sopra esposta, evidenzia la necessità di individuare in ogni modo forme di aiuto in loco per soccorrere la popolazione colpita dalla guerra, soprattutto di Aleppo, come corridoi umanitari che permettano l'invio di aiuti medici e alimentari, nonché corridoi umanitari che permettano l'arrivo di profughi siriani da Paesi limitrofi alla Siria, quali ad esempio il Libano;
    inoltre, sono possibili e praticabili altre strade per permettere ai profughi siriani di giungere in Europa senza mettere in pericolo la loro vita. L'articolo 25 del regolamento europeo dei visti (810/2009) prevede un visto per motivi umanitari a territorialità limitata (VTL) per persone vulnerabili, che può essere emesso per l'Italia. All'arrivo si inizia la procedura per la richiesta di asilo politico;
    tali progetti pilota, replicabili in tutti i Paesi europei, possono evitare il traffico di esseri umani e le morti in mare, utilizzando altri canali di ingresso che non siano le vie dei barconi della morte;
    esperienze di corridoi umanitari a favore di circa 1000 profughi siriani, siro-palestinesi e iracheni entro il 2017 che si trovano nell'area di guerra sono già state avviate con successo in Italia dalla Comunità di Sant'Egidio, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, la Tavola valdese ed altre realtà, aprendo possibilità anche ad iniziative come quelle di Papa Francesco per l'accoglienza in Italia di alcuni siriani profughi dall'isola di Lesbo;
    altri corridoi umanitari verranno aperti dalla Conferenza episcopale italiana,

impegna il Governo

1) a incrementare e sostenere anche a livello europeo e internazionale, tenuto conto dei positivi risultati già ottenuti, l'esperienza dei corridoi umanitari come forma di viaggio sicuro verso l'Italia e l'Europa, nonché di accoglienza diffusa, per le categorie più vulnerabili tra i profughi siriani provenienti dai campi e dai Paesi limitrofi alle aree di guerra.
(1-01425) «Santerini, Marazziti, Dellai, Baradello, Fitzgerald Nissoli, Sberna, Capelli, Gigli, Tabacci».