• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/01538    il Governo ha previsto importanti misure economiche per le scuole paritarie. Ai cinquecento milioni di euro stanziati vanno aggiunti infatti anche 24 milioni per aiutare le scuole con...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01538presentato daBINETTI Paolatesto diMartedì 8 novembre 2016, seduta n. 703

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere – premesso che:
   il Governo ha previsto importanti misure economiche per le scuole paritarie. Ai cinquecento milioni di euro stanziati vanno aggiunti infatti anche 24 milioni per aiutare le scuole con ragazzi disabili ed altri 25 milioni per aumentare le risorse per le scuole materne;
   ulteriori, significative misure sono state previste al fine di sostenere le famiglie che si rivolgono a tali istituti scolastici la cui importanza all'interno del sistema di istruzione nazionale è ormai ampiamente riconosciuta;
   le misure adottate dall'attuale Esecutivo testimonia la particolare attenzione che presta nei confronti del «mondo» della scuola sul quale è già intervenuto positivamente con l'approvazione della legge sulla cosiddetta «buona scuola»;
   l'avviso pubblico «Scuole al centro», iniziativa di contrasto alla dispersione scolastica e di inclusione sociale, finanziato dal fondo sociale europeo nell'ambito del PON 2014-2020, mette a disposizione 240 milioni di euro per prolungare l'apertura in orari extra scolastici di 6.000 istituzioni scolastiche statali (72,4 per cento delle 8.281 presenti sul territorio);
   l'obiettivo primario è quello di riequilibrare e compensare situazioni di svantaggio socio-economico in zone particolarmente disagiate, nelle aree a rischio e in quelle periferiche, intervenendo in modo mirato su gruppi di alunni con difficoltà e bisogni specifici e quindi esposti a maggiori rischi di abbandono, ma anche coinvolgendo altri soggetti del territorio: enti pubblici e locali, associazioni, fondazioni, professionisti;
   le iniziative possono essere realizzate in raccordo con soggetti sia pubblici che privati e, in particolare, con enti locali. I soggetti privati devono essere individuati nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e non discriminazione;
   appare, pertanto, strategico che le scuole si aprano, oltre i tempi classici della didattica agli alunni e alle loro famiglie, diventando spazio di comunità in aree di particolare disagio abitativo e con elevato tasso di dispersione scolastica, attraverso lo studio di musica, arte e teatro, educazione ambientale e percorsi di legalità, per ampliare l'offerta formativa, utilizzando anche metodi di apprendimento innovativi;
   il bando «Scuole al centro» vede come uniche beneficiarie del finanziamento le scuole statali, poiché le scuole paritarie si possono candidare soltanto attraverso una collaborazione con l'istituzione scolastica proponente;
   si evidenzia, pertanto, un significativo discrimine tra scuole paritarie e scuole statali, in quanto le scuole paritarie non possono partecipare autonomamente pur rientrando legittimamente nel sistema nazionale di istruzione restando escluse da ogni forma di finanziamento;
   è bene sottolineare che, in base alla normativa vigente, la legge n. 62 del 2000 include espressamente le scuole paritarie nel quadro del sistema nazionale dell'istruzione. Ai sensi della normativa nazionale applicabile le scuole paritarie, previo riconoscimento, hanno l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, al pari degli istituti statali;
   esse svolgono, pertanto, un servizio pubblico, nel rispetto del principio costituzionale di libertà di insegnamento, e quindi accolgono chiunque richieda di iscriversi;
   ai fini della «parità», le scuole in questione debbono conformarsi alla scuola statale ed alle norme che regolamentano l'erogazione del servizio pubblico dell'istruzione. La legge n. 62 del 2000, in conformità con il dettato costituzionale, prevede un contributo statale che si configura come intervento per il diritto allo studio, e non come finanziamento all’«ente» scuola paritaria. Come costantemente affermato dalla Corte costituzionale, difatti, i contributi statali alle scuole paritarie sono a favore del destinatario del servizio scolastico e non della scuola paritaria, essendo volti a garantire il diritto allo studio costituzionalmente sancito –:
   se non intenda chiarire, in considerazione del fatto che il programma operativo nazionale (PON) «Per la scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento» 2014/2020 è precluso alle scuole paritarie, le ragioni sulla base delle quali si operano alcune importanti distinzioni nel trattamento delle scuole paritarie;
   se non sia necessario che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca adotti opportune soluzioni al fine di riconoscere alle stesse scuole paritarie la natura di beneficiari al pari degli istituti scolastici statali nell'ambito degli interventi PON istruzione.
(2-01538) «Binetti, Bosco».