• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14748    la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute ha recentemente pubblicato i dati relativi alla diffusione delle vaccinazioni in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14748presentato daNACCARATO Alessandrotesto diMercoledì 9 novembre 2016, seduta n. 704

   NACCARATO, MIOTTO, CAMANI e NARDUOLO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute ha recentemente pubblicato i dati relativi alla diffusione delle vaccinazioni in Italia;
   l'andamento negativo degli ultimi anni è confermato in tutte le regioni nel 2015;
   la media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata in media del 93,4 per cento rispetto al 94,7 per cento del 2014, al 95,7 per cento del 2013 e al 96,1 per cento del 2012;
   in questo quadro preoccupante esistono importanti differenze tra le regioni;
   la soglia raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità per ottenere la cosiddetta immunità di popolazione è rappresentata dal 95 per cento per le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (antidifterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B), generalmente impiegato in Italia nei neonati per il ciclo di base;
   per quanto riguarda le principali forme di vaccinazione, i dati relativi al 2015 indicano una situazione di cronico difetto da parte di tutte le regioni del Nord-est, in particolare da parte della provincia autonoma di Bolzano come confermano i dati pubblicati dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità;
   il Trentino Alto Adige/Südtirol, rispetto alla media nazionale, raccoglie quasi 4 punti percentuali di distacco nell'anti-epatite B (89,62 per cento contro il 93,2 delle altre regioni) e più di 3 punti nell'anti-tetanica (90,3 per cento contro il 93,56);
   il Veneto, rispetto alla media nazionale, raccoglie quasi 3 punti percentuali di distacco nell'anti-epatite B (90,8 per cento contro il 93,2 delle altre regioni) e quasi di 2 punti nell'anti-tetanica (91,75 per cento contro il 93,56);
   questi dati in Veneto sono il risultato della legge regionale n. 7 del 23 marzo 2007 che ha sospeso l'obbligo di vaccinazione per l'età evolutiva;
   particolarmente preoccupanti sono i dati per le vaccinazioni di morbillo e rosolia, che hanno perso ben 5 punti percentuali dal 2013 al 2015, dal 90,4 per cento all'85,3 per cento, incrinando anche la credibilità internazionale del nostro Paese impegnato dal 2003 nel piano globale dell'Oms per eliminare queste malattie;
   questa grave situazione rischia di far fallire il piano in quanto il presupposto per dichiarare l'eliminazione di una malattia infettiva da una regione dell'Oms è che tutti i Paesi membri siano dichiarati «liberi»;
   anche in questo caso il Trentino Alto-Adige/Südtirol si ferma alla percentuale del 77 per cento con la provincia autonoma di Bolzano addirittura al 68,8 per cento, per cui addirittura su 10 bambini solo 7 vengono vaccinati;
   ad opinione degli interroganti questi dati suscitano preoccupazione e allarme soprattutto dopo le numerose campagne di promozione del Ministero della salute che ha riconosciuto e finanziato diversi progetti per individuare strategie efficaci di promozione delle vaccinazioni;
   tali campagne non sono tuttavia riuscite a vincere la diffidenza di un numero crescente di soggetti, probabilmente anche in ragione della diffusione di campagne anti-vaccinazioni che stanno sortendo effetti molto gravi –:
   se sia al corrente dei fatti sopra esposti;
   in che modo intenda attivarsi per favorire e promuovere la diffusione delle vaccinazioni nelle regioni del Nord-est e, in particolar modo, nelle province autonome di Trento e Bolzano. (4-14748)