• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01628 PUPPATO, CASSON, SANTINI, FILIPPIN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: il rapporto tra Regione Veneto e Trenitalia SpA è regolato dal "Contratto per i...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01628 presentata da LAURA PUPPATO
mercoledì 5 febbraio 2014, seduta n.184

PUPPATO, CASSON, SANTINI, FILIPPIN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il rapporto tra Regione Veneto e Trenitalia SpA è regolato dal "Contratto per i servizi ferroviari di interesse regionale e locale per il periodo 1° gennaio 2009 - 31 dicembre 2014", approvato con delibera della Giunta regionale n. 1000 del 23 marzo 2010 e integrato con delibera 436 del 10 aprile 2013, successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2015;

esso prevede uno stanziamento di oltre 43 milioni di euro, di cui 23 a carico della Regione e il rimanente del Governo centrale;

il diritto alla circolazione e alla mobilità è riconosciuto dall'art. 16 della Costituzione italiana e dall'art. 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

considerato che:

il rapporto 2013 di Legambiente sullo stato nazionale delle ferrovie ha messo al quarto posto, tra le linee ferrate peggiori, la Calalzo-Padova, avendo verificato l'esistenza di ritardi e soppressioni ingiustificati, sovraffollamento dei treni e velocità di percorrenza in media di 50 chilometri orari su un tragitto di 155 chilometri;

contestualmente, è stato soppresso il servizio di treni interregionali tra Venezia e Milano per favorire l'utilizzo delle linee "Frecciabianca", molto più onerose e proibitive per la gran parte dei pendolari che si vedono costretti in molti casi al cambio di treno alla stazione di Verona porta Nuova;

la soppressione dei treni interregionali ha comportato, inoltre, la diminuzione del servizio nelle stazioni minori tra Venezia e Verona;

il risparmio derivante da tale soppressione non ha comunque significato da parte di Trenitalia un maggior investimento sulle linee regionali del Veneto, dove, nel periodo 2011-2013, a fronte di un incremento del 15 per cento delle tariffe, si è registrata una diminuzione del 3,35 per cento dei servizi;

oggi i cittadini veneti pagano molto di più per avere un servizio di gran lunga peggiore rispetto al passato;

la situazione che si è determinata ha favorito la formazione di numerosi comitati spontanei composti da cittadini e amministratori locali che oltre alle numerose soppressioni lamentano ritardi, sovraffollamento, sporcizia su gran parte delle tratte regionali e locali, così nel bellunese e nel trevigiano come anche nella province di Venezia, Padova e Rovigo, per le linee Portogruaro-Venezia, Calalzo-Venezia, Trento-Bassano del Grappa-Padova e per le linee che da Padova e Venezia si dirigono a Rovigo e Chioggia;

sulle stesse tratte sono presenti le stazioni di Venezia-Mestre, Padova, Castelfranco veneto e Cittadella, importanti snodi ferroviari verso le regioni del nord ovest e del centro-sud Italia;

le gravi carenze che ormai connotano il servizio ferroviario veneto costituiscono violazioni degli artt. 6, 10 e 13 del contratto richiamato;

profonde perplessità suscita, inoltre, quanto disposto dall'articolo 22 del medesimo contratto che impedisce la divulgazione dei costi di servizio di trasporto in nome di un incomprensibile diritto alla privacy che si si pone in stridente contrasto con il dovere alla trasparenza;

la rete ferroviaria regionale veneta, allo stato attuale, non è più servizio pubblico ma, per somma di disagi e mancanze, è ostacolo allo sviluppo economico e del turismo in Veneto. È piuttosto un danno sociale e non certo strumento positivo di welfare, come avviene nei Paesi europei più evoluti, lasciando scollegate molte realtà provinciali e si ripercuote anche sui collegamenti per e dal Friuli-Venezia Giulia. È ovvio che la conseguenza a questo disastroso stato di cose sia l'uso sistemico dell'auto privata per necessità con costi economici aggiuntivi, ma anche con costi ambientali pesantissimi, vista l'incidenza delle emissioni veicolari sulla quantità delle emissioni in atmosfera. Vanno sottolineate tutte le responsabilità della Regione Veneto che, non dando adeguata importanza al servizio, paga un costo chilometrico di gran lunga inferiore alle altre regioni Italiane;

in definitiva, Trenitalia, azienda controllata dallo Stato, avrebbe il dovere di porsi, soprattutto in questa fase così delicata per l'economia italiana, come vettore di facilitazione della mobilità, come si vorrebbe da una concessionaria dello Stato e non comportarsi come un'azienda privata orientata esclusivamente al profitto e non al servizio,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente dell'attuale sconfortante situazione della rete ferroviaria regionale veneta;

se e in che dimensione quantitativa siano previsti fondi per la modernizzazione della rete ferrata veneta;

se non ritenga di dover fissare un in tempi strettissimi un incontro con le autorità regionali e locali venete per definire, di concerto con loro, un piano regionale che garantisca ai cittadini veneti e ai tanti turisti che quotidianamente visitano questi luoghi un servizio dignitoso, civile ed adeguato alle esigenze di una regione che candidata ad ospitare i mondiali di sci alpino del 2019 e che nello stesso anno, vede Venezia candidata per divenire città europea della cultura.

(4-01628)