• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02645    a parere degli interroganti, l'esito finale del referendum del 4 dicembre 2016 potrebbe essere decretato all'estero e più precisamente dai 4 milioni e 23 mila italiani iscritti...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02645presentato daDEL GROSSO Danieletesto diMercoledì 23 novembre 2016, seduta n. 708

   DEL GROSSO, SPADONI, MANLIO DI STEFANO, DI BATTISTA, SIBILIA, GRANDE e SCAGLIUSI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:
   a parere degli interroganti, l'esito finale del referendum del 4 dicembre 2016 potrebbe essere decretato all'estero e più precisamente dai 4 milioni e 23 mila italiani iscritti all'apposita anagrafe, ai quali è stata recapitata una lettera, per di più in contemporanea con la scheda elettorale, da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri ritenuta dai sottoscritti un fatto di gravità inaudita e fuori da qualsiasi responsabilità morale e istituzionale; peraltro, senza che siano ancora chiari né il costo sostenuto e da chi, né le procedure adottate per poter ottenere, senza violare la privacy, gli indirizzi dei connazionali residenti all'estero;
   anche il Governo evidentemente lo ha compreso, poiché, a partire dalla visita in Sudamerica della Ministra Maria Elena Boschi, si riscontra da qualche tempo e da più parti una particolare «attenzione» ai connazionali e ai loro bisogni, compreso il puntuale finanziamento nel disegno di legge di bilancio per il 2017;
   da un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano l'11 novembre 2016 si apprende, dopo averlo visionato, dell'esistenza di un documento riservato del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dal quale si evince come il verdetto referendario sia «appeso a un sistema «totalmente inadeguato, se non contrario ai fondamentali principi costituzionali che sanciscono che il voto sia personale, segreto e libero», come ha denunciato appena dopo le politiche 2013 l'ambasciatrice Cristina Ravaglia»; e ancora: «Quello per corrispondenza è soggetto, come evidente, a una serie di variabili e incertezze (quali l'affidamento ai sistemi postali locali, il pericolo di furti, incette, pressioni, compravendite, sostituzione del votante, ma non solo)»;
   si tratta di denunce anche gravi alle quali non è stato dato alcun riscontro;
   nelle sedi estere, dove tutte le operazioni avvengono nei consolati, non esiste una regolamentazione e non è chiaro da chi e in presenza di chi vengono aperte, scrutinate e imbustate nella valigia diplomatica le schede votate;
   è oltremodo necessario, invece, conoscere esattamente come si svolgono le operazioni di trasporto e di consegna del plico agli elettori; come vengono rintracciate le schede per sapere se effettivamente quelle che arrivano al consolato siano state effettivamente compilate dall'elettore e non da altri –:
   come mai le suddette denunce siano state gravemente ignorate e, in occasione del referendum del 4 dicembre 2016, quali siano le modalità, le garanzie e gli strumenti di trasparenza messi a disposizione delle sedi estere per far sì che i voti siano effettivamente liberi, segreti e personali e, dunque, non viziati. (3-02645)