• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00261 premesso che: nel tentativo di uscire dalla crisi ed avviare la ripresa, il nostro Paese è da tempo alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell'economia e...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00261presentato daBRAGANTINI Matteotesto diMartedì 11 febbraio 2014, seduta n. 171

La I Commissione,
premesso che:
nel tentativo di uscire dalla crisi ed avviare la ripresa, il nostro Paese è da tempo alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell'economia e dell'occupazione;
in questo contesto, le esportazioni sono particolarmente importanti alla sopravvivenza ed allo sviluppo delle imprese italiane, stante lo stato di prolungata debolezza della domanda interna, destinato tra l'altro a protrarsi nel tempo a causa del forte inasprimento della pressione fiscale;
il 90 per cento della produzione di armi leggere del nostro Paese è destinato all'esportazione, con quote crescenti dirette verso i mercati statunitense, brasiliano e sudafricano;
il comparto armiero del nostro Paese è al momento composto da 108 imprese, alcune delle quali di fama mondiale, con oltre tremila addetti ed un fatturato pari ad almeno 250 milioni di euro;
in Italia la vendita di armi civili è rigorosamente disciplinata dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza sin dal 1931, mentre è più recente l'intervento normativo comunitario, rappresentato dal Regolamento (CE) n. 258/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, risalente al 14 marzo 2012, emanato con l'intento di armonizzare le normative dei singoli Stati dell'Unione, alcuni dei quali non erano sufficientemente strutturati dal punto di vista normativo e in materia di controlli;
proprio dalle modalità del recepimento interno del recente intervento normativo europeo stanno tuttavia derivando notevoli difficoltà aggiuntive per le imprese del comparto armiero del nostro Paese, che già operavano in un contesto severamente regolamentato;
si stigmatizza in particolare, la circostanza che a causa delle nuove normative europee, la già complessa istruttoria aziendale delle pratiche è passata da 16 ad 86 pagine, caricando di ulteriore lavoro non solo le strutture d'impresa all'uopo deputate, ma altresì gli uffici competenti delle questure e del Ministero dell'interno, con l'effetto ultimo di allungare sensibilmente i tempi necessari all'ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie;
infine, come non risulta che tutti gli Stati membri dell'Unione europea abbiano dato attuazione immediata al regolamento (CE) n. 258/2012, né, tanto meno, che quelli che vi hanno già provveduto lo abbiano fatto con la medesima severità del nostro Paese, con l'effetto ultimo di accentuare lo svantaggio competitivo delle imprese nazionali del comparto armiero nazionale,

impegna il Governo

ad intervenire sulla normativa nazionale attuativa del regolamento (CE) n. 258 del 2012 per salvaguardare la competitività del settore armiero, minacciata dalla crescita del gravame burocratico imposto alle imprese del comparto, che le sta ostacolando sui mercati internazionali, con gravi danni economico-finanziari che rischiano di riflettersi sul mantenimento dei livelli produttivi ed occupazionali.
(7-00261) «Matteo Bragantini, Caparini, Invernizzi».