• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10063    recentemente, in Umbria, è balzata alle cronache la notizia di un ragazzo, colpevole dell'omicidio della madre, che, assolto per incapacità di intendere e di volere, dovrebbe essere...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10063presentato daGALLINELLA Filippotesto diVenerdì 25 novembre 2016, seduta n. 709

   GALLINELLA. — Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   recentemente, in Umbria, è balzata alle cronache la notizia di un ragazzo, colpevole dell'omicidio della madre, che, assolto per incapacità di intendere e di volere, dovrebbe essere ricoverato, per disposizione del giudice, in una Rems (Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza);
   dalla sentenza, datata 13 luglio 2016, sono passati quattro mesi, ma l'uomo, al momento, risulta ricoverato presso il reparto psichiatria dell'ospedale di Perugia poiché la residenza alla quale dovrebbe essere destinato non ha posti liberi;
   il soggetto è considerato pericoloso e dovrebbe essere quindi accolto in una struttura in grado di gestire sia i problemi di natura mentale, sia in grado di rispondere anche a criteri di custodia, e non certo secondo l'interrogante presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, esponendo così ad un possibile pericolo sia altri pazienti sia lo stesso personale sanitario dell'ospedale;
   i posti riservati ai servizi psichiatrici di diagnosi e cura nella regione Umbria, a fronte di una media nazionale di 0,79 posti letto ogni 10 mila abitanti, sono soltanto 0,36 per lo stesso numero di abitanti, la percentuale più bassa d'Italia; non sono inoltre presenti residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (esiste una convenzione con la regione Toscana, tanto che la struttura di destinazione dell'uomo dovrebbe essere quella di Volterra);
   il caso sopracitato espone quindi a diverse problematiche: l'inadeguatezza del numero di Rems su tutto il territorio nazionale e il fatto che un uomo considerato pericoloso e che avrebbe bisogno di una adeguata assistenza con custodia, si trovi ricoverato in un reparto ospedaliero destinato a casi acuti che, vista la carenza di posti letto, rischiano di non poter essere ricoverati e dover essere quindi trasferiti in altre regioni;
   infatti, nonostante siano passati oltre due anni dall'approvazione della legge 30 maggio 2014 n. 81, che – dando il via ad un nuovo tassello della riforma/dell'assistenza psichiatrica in Italia – ha previsto la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) e la contestuale attivazione delle Rems; non sono ancora state definite le caratteristiche di queste strutture che, al momento, non appaiono in grado di far fronte alle esigenze dei pazienti prima ospitati negli Opg, spesso pericolosi, e che necessitano della presenza di personale adeguatamente formato;
   la norma sancisce, infatti, che tutti i diritti della persona internata nelle Rems siano disciplinati dalla normativa penitenziaria, ma la custodia passa dal Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) alla sanità (Dipartimento salute mentale), ponendo una serie di criticità sulla garanzia di sicurezza sia dei pazienti, che del personale che lavora nelle Rems;
   in alcuni casi, inoltre, le Rems che hanno fatto seguito alla chiusura degli Opg – al momento quelli ancora aperti in Italia sono quattro e detengono 90 pazienti – o non vengono attivate in tutte le regioni, come nel caso umbro, oppure vengono gestite esattamente come un vecchio ospedale psichiatrico –:
   se, in base a quanto esposto in premessa, i Ministri interrogati, non intendano chiarire, per quanto di competenza, in maniera più stringente le modalità di trasferimento dei pazienti un tempo destinati agli ospedali psichiatrici giudiziari, considerato che in diverse regioni non sono presenti le Rems e che il ricovero all'interno di un reparto di servizi psichiatrici di diagnosi e cura appare all'interrogante inadeguato;
   se si ritenga che il numero di posti letto delle attuali Rems presenti sul territorio nazionale sia sufficiente a far fronte al fabbisogno di coloro che necessitano delle cure sopra evidenziate;
   quale sia, allo stato attuale, la situazione delle Rems in Italia, e nelle diverse regioni, e come ritenga che la rete delle Rems sul territorio nazionale permetta una gestione adeguata dei pazienti non dimissibili, in seguito alla chiusura degli Opg. (5-10063)