• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.7/00075 esaminate congiuntamente, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla clonazione di animali delle...



Atto Senato

Risoluzione in Commissione 7-00075 presentata da FRANCESCO SCOMA
mercoledì 12 febbraio 2014, seduta n.042

La Commissione,

esaminate congiuntamente, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla clonazione di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini agricoli e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'immissione sul mercato di prodotti alimentari ottenuti da cloni animali;
preso atto delle osservazioni espresse dalla 14a Commissione permanente in data 5 febbraio 2014;

premesso che:

le proposte di direttiva riguardanti rispettivamente la clonazione di animali allevati e fatti riprodurre a fini agricoli e l'immissione sul mercato di prodotti alimentari ottenuti da cloni animali prendono le mosse dal parere contrario in materia di clonazione reso dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) nel 2008 e aggiornato e confermato da tre dichiarazioni del 2009, 2010 e 2012;
gli Stati membri hanno confermato che nell'Unione gli animali non vengono attualmente clonati a scopi agricoli o di produzione alimentare. I settori economici interessati (agricoltura, allevamento e industria alimentare) hanno dichiarato di non avere, al momento, alcun interesse a produrre alimenti ottenuti da cloni animali;

ricordato che:

Argentina, Australia, Brasile, Canada e Stati Uniti hanno invece confermato la clonazione di animali sul proprio territorio ma non sono stati in grado di indicare la portata di tali pratiche;

ai sensi della proposta di direttiva sui prodotti alimentari ottenuti da cloni animali, articolo 3, comma 2, per i prodotti alimentari di origine animale importati da Paesi terzi in cui i prodotti alimentari ottenuti da cloni possono essere legalmente immessi sul mercato o esportati, gli Stati membri provvedono affinché essi vengano immessi sul mercato dell'Unione unicamente in base alle condizioni specifiche di importazione adottate a norma degli articoli 48 e 49 del regolamento (CE) n. 882/2004, con ciò garantendo che nessun prodotto alimentare ottenuto da cloni animali sia esportato nell'Unione europea da questi Paesi terzi;

ritenuto che:

il principio di sussidiarietà è rispettato da entrambe le proposte di direttiva, giustificate dall'esigenza di evitare che misure isolate adottate dai singoli Stati membri conducano a distorsioni dei mercati agricoli interessati e di assicurare condizioni analoghe in tutto il territorio dell'Unione;

apprezzato che:

in base a tale quadro complessivo, la proposta di direttiva sulla clonazione di animali prevede che gli Stati membri vietino a titolo provvisorio la clonazione di animali e l'immissione sul mercato di cloni animali e di cloni embrionali;
la proposta di direttiva sui prodotti alimentari ottenuti da cloni animali prevede anch'essa un divieto provvisorio all'immissione sul mercato dei suddetti prodotti;

tenuto conto che:

entro cinque anni dalla data di trasposizione delle direttive, gli Stati membri riferiranno alla Commissione sull'esperienza acquisita nell'applicazione delle stesse, e la Commissione presenterà una relazione in merito, tenendo conto in particolare delle relazioni presentate dagli Stati membri, dei progressi scientifici e tecnici, riguardanti in particolare aspetti della clonazione attinenti al benessere degli animali e dell'evoluzione della situazione internazionale, nonché tenendo conto dei cambiamenti nella percezione che i consumatori hanno della clonazione in relazione al benessere degli animali;

ricordato infine che:

l'articolo 2 dell'Atto comunitario n. 892 definisce ai sensi della direttiva animali "allevati e fatti riprodurre a fini agricoli" quelli allevati e fatti riprodurre per ricavarne prodotti alimentari, lana, pelli, pellicce o per altri fini agricoli, escludendo espressamente gli animali allevati e fatti riprodurre esclusivamente per altri scopi quali la ricerca, la produzione di medicinali e dispositivi medici, la conservazione di razze rare o di specie minacciate di estinzione, gli eventi sportivi e culturali;

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

non appare sufficientemente motivata la mancata considerazione nell'ambito dei divieti provvisori del materiale riproduttivo proveniente da cloni, escluso dall'ambito di regolazione della proposta n. 892, al fine di "preservare la competitività degli agricoltori dell'Unione";
occorre chiarire le motivazioni dell'esclusione dall'ambito di applicazione della proposta n. 892 degli animali allevati e fatti riprodurre per eventi sportivi e culturali. Infatti, ove il riferimento riguardasse i cavalli utilizzati per le corse o per l'equitazione, il consentire tecniche di clonazione farebbe venire a mancare la selezione delle razze, compromettendo i profili di interesse agricolo alla materia. Inoltre, si eliminerebbe l'interesse dello scommettitore, qualora a una gara partecipassero animali geneticamente identici. Se con il termine "eventi culturali" si intendesse, poi, fare riferimento agli animali da compagnia, varrebbero eguali considerazioni, poiché come per gli equidi il ricorso alla clonazione condurrebbe a escludere l'esercizio di un'attività zootecnica, in favore di una mera attività commerciale.
(7-00075)
SCOMA