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Atto a cui si riferisce:
C.4112 Delega al Governo per la regolamentazione della vendita dei biglietti per gli spettacoli dal vivo in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori


Frontespizio Relazione Progetto di Legge
Testo senza riferimenti normativi
XVII LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 4112


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
FIORIO, D'OTTAVIO, GADDA, FIANO, FERRARI, FERRO, TULLO, MARANTELLI, DALLAI, ROMANINI, FRAGOMELI, CAROCCI, PATRIARCA, LODOLINI, AMATO, CULOTTA, CARRA, CAPOZZOLO, MINNUCCI, PAOLA BRAGANTINI, LUCIANO AGOSTINI, DI SALVO, TENTORI
Delega al Governo per la regolamentazione della vendita dei biglietti per gli spettacoli dal vivo in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori
Presentata il 24 ottobre 2016


      

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Onorevoli Colleghi! — Il «secondary ticketing» è un mercato di biglietti parallelo a quello autorizzato, attivo prevalentemente sulla rete internet, che offre in vendita tagliandi per ogni genere di eventi (in particolare dello spettacolo dal vivo) a un prezzo maggiorato rispetto a quello iniziale. Questo fenomeno è attivo in tutto il mondo e sta raggiungendo pericolosi livelli di guardia anche nel nostro Paese, dove ormai per la prevendita dei biglietti il canale maggiormente utilizzato è proprio la rete. Grazie a sofisticati software è infatti possibile aggirare le restrizioni utilizzate dai siti ufficiali (solitamente quattro tagliandi per utente) e acquistare centinaia di biglietti; tagliandi che uno stesso individuo può rivendere, a prezzo maggiorato, sia su appositi siti internet dedicati a tale pratica, sia con pacchetti turistici che prevedono anche volo e pernottamento, sia attraverso le tradizionali forme di bagarinaggio.
      È utile fare alcuni esempi recenti: per il concerto a Milano dei prossimi 3 e 4 luglio 2017 dei Coldplay tutti i biglietti sono stati venduti in pochi minuti per poi ricomparire subito dopo, a prezzi moltiplicati, in altri siti non ufficiali. Stessa situazione per il concerto di Bruce Springsteen a Milano dello scorso luglio dove furono venduti 40.000 tagliandi in un minuto; mentre particolarmente eclatante fu l'episodio dell'8 dicembre 2014, quando in un solo minuto un singolo acquirente riuscì ad acquistare on line 1.012 biglietti per un concerto degli U2 al Madison Square Garden di New York, nonostante il rivenditore avesse fissato un limite massimo di 4 tagliandi per utente.
      Recenti indagini hanno reso noto che i margini di guadagno medi per il mercato del «secondary ticketing» sono del 49 per cento a tagliando, mentre il volume di affari complessivo dovrebbe aumentare del 20 per cento nei prossimi quattro anni. Sono inoltre emersi, negli Stati Uniti d'America, inquietanti intrecci di proprietà tra siti «ufficiali» e siti di «rivendita» (TicketsNow, per esempio, appartiene dal 2008 a TicketMaster).
      Va inoltre aggiunto che il «secondary ticketing» sta continuando a crescere anche in virtù di una normativa, nazionale ed europea, parziale e inefficace. I siti internet rivenditori di biglietti non sono attualmente soggetti a sanzioni giuridiche o penali rilevanti qualora l'acquirente, con tecniche informatiche fraudolente, acquisti un numero maggiore di biglietti rispetto a quelli consentiti. D'altro canto la Corte di Cassazione, nel 2008 (sentenza n. 10881), ha sancito che «Chi acquista e poi rivende a proprio rischio non compie alcuna attività di intermediazione, neppure atipica», almeno finché non venga dimostrata la provenienza illecita del bene. È altrettanto evidente che il «secondary ticketing» causi anche perdite alla finanza pubblica in quanto i ricavi effettuati con la vendita non ufficiale dei tagliandi non vengono spesso denunciati come reddito. Proprio su questo stesso tema è intervenuta anche la Società italiana degli autori ed editori (Siae), che ha posto seri dubbi circa l'assolvimento degli oneri legati al versamento, da parte di intermediari non autorizzati, dell'imposta sugli intrattenimenti che è proporzionale proprio al prezzo di vendita.
      Oltre alle problematiche che riguardano i consumatori circa gli aumenti esponenziali dei biglietti e quelli di natura fiscale degli intermediari non autorizzati, il «secondary ticketing» assume oggi anche una valenza di sicurezza pubblica. Recenti tragici episodi di cronaca hanno infatti evidenziato come eventi di massa quali gli spettacoli dal vivo, di ogni natura, possano essere obiettivi sensibili del terrorismo internazionale. Con le norme vigenti è oggi impossibile poter risalire dal biglietto al soggetto che lo ha effettivamente utilizzato. Nell'ordinamento italiano, per gli spettacoli sportivi calcistici in impianti di capienza superiore a 10.000 unità, è vigente dal 2005 il decreto del Ministro dell'interno 6 giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005. In base a tale decreto i biglietti devono essere associati anche alle generalità o alla ragione sociale dell'acquirente. Si tratta, in sintesi, di biglietti nominativi che permettono l'ingresso esclusivamente insieme a un documento valido di identità e che quindi non possono essere utilizzati, per esempio, nei circuiti del «secondary ticketing».
      In questo contesto non aiuta certo il quadro normativo europeo. L'Unione europea, nonostante il «secondary ticketing» abbia una dimensione evidentemente transfrontaliera, ha ribadito in più occasioni la volontà di lasciare ai singoli Stati membri la possibilità di legiferare in materia. In alcune nazioni sono infatti in discussione progetti di legge: in Inghilterra è stato prospettato di vietare la rivendita di tagliandi con un ricarico superiore al 10 per cento rispetto al loro prezzo base, mentre in Belgio è stata avanzata l'idea di mettere in vendita biglietti di ingresso nominativi ai concerti nonché di stabilire un numero massimo di biglietti per persona.
      È quindi auspicabile un intervento del legislatore per contrastare con efficacia e tempestività il fenomeno del «secondary ticketing» al fine di tutelare i consumatori, assicurare la sicurezza pubblica ed evitare conseguentemente forme di evasione fiscale.
      L'urgenza di una normativa specifica appare ancora maggiormente impellente alla luce delle ultime iniziative intraprese sia dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato che dalla magistratura, che hanno aperto inchieste a seguito di esposti delle associazioni dei consumatori.
      La presente proposta di legge si compone di un articolo e delimita la sua applicazione alla vendita di biglietti per gli spettacoli dal vivo in impianti con capienza che superi le 5.000 unità. Il comma 1 delega il Governo ad adottare un decreto legislativo che preveda di associare a ciascun biglietto emesso le generalità o la ragione sociale del rivenditore o del cedente e di associare a ciascun biglietto venduto o ceduto le generalità dell'acquirente o del cessionario memorizzando i dati in modo sicuro e protetto. Il decreto deve specificare, inoltre, che i biglietti devono essere stampati con tecniche anticontraffazione e che le società organizzatrici dell'evento devono predisporre controlli e un sistema di sicurezza interno all'impianto per verificare che l'ingresso agli spettacoli dal vivo sia effettuato soltanto da spettatori in possesso di biglietto nominativo. Per quanto riguarda i biglietti omaggio viene data la possibilità alle società organizzatrici di riservare una quantità di tagliandi, comunque non superiore al 5 per cento del totale, per finalità di promozione o di marketing. Tali biglietti devono essere tutti associati a posti predefiniti, individuati in un unico settore dell'impianto appositamente separato dagli altri settori.
      I commi successivi dispongono, poi, che il decreto sia adottato su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e trasmesso alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti. Il decreto, inoltre, specifica che il trattamento dei dati personali deve essere effettuato secondo le disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003 e dal presente provvedimento non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la regolamentazione della vendita dei biglietti per gli spettacoli dal vivo in impianti di capienza superiore a 5.000 spettatori volto ad assicurare la sicurezza pubblica, a tutelare i consumatori e gli artisti e a contrastare il fenomeno del bagarinaggio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

          a) associare a ciascun biglietto emesso le generalità o la ragione sociale del rivenditore o del cedente;

          b) associare a ciascun biglietto venduto o ceduto le generalità dell'acquirente o del cessionario memorizzando i dati in modo sicuro e protetto;

          c) prevedere che i biglietti siano stampati con tecniche di anticontraffazione e che riportino, anche per mezzo di codici cifrati, l'identità del titolare e gli estremi del ricevitore o del cedente. Il trattamento dei dati personali è effettuato secondo le disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

          d) prevedere che le società organizzatrici dell'evento predispongano controlli e un sistema di sicurezza interno all'impianto per verificare che l'ingresso agli spettacoli dal vivo sia effettuato soltanto da spettatori in possesso di biglietto nominativo;

          e) prevedere che le società organizzatrici dell'evento possano riservare una quantità di biglietti, comunque non superiore al 5 per cento del totale, per finalità di promozione o di marketing. Tali biglietti devono essere tutti associati a posti predefiniti, individuati in un unico settore dell'impianto

appositamente separato dagli altri settori.

          2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Lo schema del decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro sessanta giorni dall'assegnazione alle Commissioni medesime.
          3. Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 2, il decreto legislativo può essere comunque adottato.
          4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al medesimo comma 1 e secondo la procedura di cui al presente articolo, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive.
          5. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.