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Atto a cui si riferisce:
C.1/01441    premesso che:     nell'ultimo rapporto predisposto dalla commissione incaricata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di formulare proposte per fermare...



Atto Camera

Mozione 1-01441presentato daRONDINI Marcotesto diMartedì 6 dicembre 2016, seduta n. 711

   La Camera,
   premesso che:
    nell'ultimo rapporto predisposto dalla commissione incaricata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di formulare proposte per fermare l'obesità infantile viene sottolineato che molti bambini oggi crescono in ambienti sempre più insalubri, che favoriscono l'aumento di peso, grazie alla globalizzazione e all'urbanizzazione. Si tratta di una tendenza che riguarda tutte le fasce sociali sia nelle nazioni povere sia in quelle ricche. Il fattore che più incide nei Paesi in via di sviluppo è la diffusione dai cibi malsani e di bevande analcoliche;
    secondo i dati, tra il 1990 e il 2014, la percentuale di bambini di età inferiore ai cinque anni in sovrappeso è passata dal 4,8 per cento al 6,1 per cento, il che significa, in numeri assoluti, da 31 a 41 milioni. Durante lo stesso periodo, nei paesi a basso o medio reddito il numero di bambini in sovrappeso è più che raddoppiato, passando da 7,5 milioni a 15,5 milioni. Sulla base dei dati 2014, quasi la metà (48 per cento) di tutti i bambini con meno di cinque anni in sovrappeso e obesi vive in Asia e un quarto in Africa (il numero è quasi raddoppiato, rispetto al 1990, passando da 5,4 milioni a 10,3 milioni);
    il rapporto dell'Oms formula una serie di raccomandazioni rivolte ai Governi, per invertire la tendenza. Si tratta di promuovere l'assunzione di cibi sani e di scoraggiare il junk food mediante una tassazione efficace sulle bevande zuccherate, predisponendo anche dei limiti anche al marketing;
    in merito all'educazione e all'informazione delle persone, l'Oms afferma che la cultura della nutrizione e della salute dovrebbero far parte dell'istruzione scolastica, facendo in modo che le informazioni e le linee guida nutrizionali siano diffuse in modo semplice, comprensibile e accessibile a tutti i gruppi sociali. Un supporto agli sforzi di alfabetizzazione in materia di nutrizione e salute potrebbe venire dall'adozione di un sistema standardizzato di etichetta nutrizionale, obbligatoria per alimenti confezionati e bevande. Un sistema di etichettatura facile da capire, come quello basato sui colori del semaforo o sulla classificazione a stelle, viene ritenuto un aiuto, seppur di per sé non sufficiente, all'educazione nutrizionale;
    per i bambini delle scuole primarie (6-10 anni), si stima un 24 per cento di bimbi in sovrappeso e un 12 per cento obeso. Fra gli aspetti più critici rilevati vale la pena citare che l'11 per cento dei bambini non fa la prima colazione e il 28 per cento la fa in maniera non adeguata, l'82 per cento fa una merenda a scuola qualitativamente non corretta, il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano giornalmente frutta e verdura (solo il 2 per cento dei bambini ne mangia più di 4 porzioni al giorno), il 41 per cento dei bambini beve ogni giorno bevande zuccherate (il 17 per cento più di una volta al giorno), solo 1 bambino su 10 ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età, mentre 1 su 2 trascorre più di due ore al giorno davanti al televisore o a videogiochi e ha un televisore in camera. Infine, circa 4 madri su 10 di bambini con sovrappeso/obesità non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo;
    come riportato in uno studio pubblicato sull’International Journal of Food Science and Nutrition, i bambini (in media) traggono oltre il 40 per cento dell'energia quotidiana dai grassi e, consumano una quantità di frutta e verdura più bassa rispetto a quanto raccomandato dalle linee guida. Come riportato dagli studi «la dieta poco sana comincia già nei primi anni di vita, con un eccesso di proteine, carboidrati semplici, grassi saturi e sodio, e un basso consumo di ferro e fibra alimentare. Se si compara la prevalenza del sovrappeso tra i bambini di sette anni in 17 Paesi europei, l'Italia, assieme alla Grecia e alla Spagna, ha i valori più alti»;
    un problema particolarmente grave è quello dell'insorgenza dell'obesità tra bambini e adolescenti, esposti fin dall'età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell'apparato digerente e di carattere psicologico;
    dai dati pubblicati emerge che chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto; aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all'infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l'ipercolesterolemia;
    il problema dell'obesità in pediatria è stato molto studiato, ma gli studi controllati (EBM) sugli interventi esclusivamente medici, come ad esempio le diete, sono stati un fallimento soprattutto nella valutazione delle recidive dopo 3 e 5 anni;
    il problema dell'obesità cosiddetta essenziale, cioè senza cause endocrine evidenti, si evidenzia fra i 3 e i 7-8 anni, cioè quando i bimbi sono in carico al pediatra di famiglia, che rileva sistematicamente con le visite filtro il discostamento dalle linee di crescita corrette;
    gli studi dimostrano come sia molto importante, se non fondamentale, l'allattamento al seno, ma è necessario che i piccoli pazienti siano seguiti in maniera, corretta nel «periodo critico» (3-8 anni) dai pediatri di famiglia, che devono poter avere facile accesso ad accertamenti di II livello in maniera rapida e diretta, evitando i cronici tempi di latenza di 6 mesi,

impegna il Governo:

1) a predisporre iniziative affinché siano mantenute e potenziate le visite «filtro» effettuate dai pediatri per tutti i bambini (0-14) e siano predisposti protocolli che prevedano contatti con gli specialisti ospedalieri, con gli insegnanti, al fine di programmi condivisi di educazione alimentare e di avvio all'attività motoria, e con le società sportive per offrire strumenti di intervento anche mirato;
2) a predisporre strumenti normativi che facilitino la presa in carico del bambino obeso o in sovrappeso che necessiti di cure primarie-cure ospedaliere come previsto dalla legge della regione Lombardia di evoluzione del sistema socio sanitario lombardo n. 23 del 2015;
3) a promuovere, attraverso strumenti divulgativi, uno stile alimentare più corretto finalizzato ad una concreta essenzialità, al fine di rendere l'opzione dell'alimentazione più sana la più semplice.
(1-01441) «Rondini, Fedriga, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Busin, Caparini, Castiello, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Molteni, Pagano, Picchi, Gianluca Pini, Saltamartini, Simonetti».