• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14928    il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, attraverso specifiche risorse assegnate allo stesso annualmente dalla legge di bilancio, finanzia iniziative di ricerca...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14928presentato daLUPO Loredanatesto diMartedì 6 dicembre 2016, seduta n. 711

   LUPO, GALLINELLA e GAGNARLI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, attraverso specifiche risorse assegnate allo stesso annualmente dalla legge di bilancio, finanzia iniziative di ricerca applicata sia promuovendo la libera espressione da parte dei ricercatori sia individuando priorità tematiche;
   così come espresso nel piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale (2014-2020), le politiche per l'innovazione in ambito agricolo si collocano nella strategia per una crescita intelligente ed inclusiva e costituiscono un ponte tra le politiche di ricerca e quelle di sviluppo rurale;
   come previsto dal comma 381 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014: «(...) l'Istituto nazionale di economia agraria (INEA) è incorporato nel Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), che assume la denominazione di Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (...)» (CREA);
   sia l'INEA che il CRA negli anni hanno ampiamente usufruito, per la selezione del loro personale di ricerca, di contratti a tempo determinato e di collaborazione tanto che, ad oggi, il nuovo ente (CREA) conta nel proprio organico circa 450 ricercatori, che versano in condizioni di precariato;
   l'eccessivo ricorso a contratti a tempo determinato e di collaborazione è facilmente riscontrabile in diverse sedi dislocate sul territorio nazionale del CREA, dove i ricercatori con contratti di precariato ricoprono l'intera pianta organica del personale; a titolo esemplificativo e per quanto risulta agli interroganti, si citano alcune delle sedi: il «Centro di politiche e Bioeconomia» del Friuli Venezia Giulia con il 100 per cento di ricercatori con contratti di precariato o il «CREA-PB» di Palermo, dove i ricercatori precari ricoprono l'87,5 per cento della pianta organica –:
   quali iniziative, anche di carattere normativo, ritenga di dover porre in essere al fine di stabilizzare la posizione contrattuale dei ricercatori del settore agro-alimentare. (4-14928)