• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10088    il quotidiano La Verità del 27 novembre 2016 ha pubblicato un'intervista a Mohammed Khalifa Al Ghwell, presidente del governo di salvezza nazionale libico. Nell'intervista sono riportate...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10088presentato daTOFALO Angelotesto diMartedì 6 dicembre 2016, seduta n. 711

   TOFALO, MANLIO DI STEFANO, FRUSONE, GRANDE, SCAGLIUSI, RIZZO, BASILIO, SPADONI, DI BATTISTA, CORDA, PAOLO BERNINI, SIBILIA e DEL GROSSO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:
   il quotidiano La Verità del 27 novembre 2016 ha pubblicato un'intervista a Mohammed Khalifa Al Ghwell, presidente del governo di salvezza nazionale libico. Nell'intervista sono riportate affermazioni molto delicate in merito ai contatti dello stesso Al Ghwell con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano in merito al contenimento dei flussi migratori e sui potenziali rischi a cui sarebbe sottoposto il contingente militare italiano della operazione «Ippocrate»;
   nell'intervista l'esponente libico afferma, inoltre: «L'immigrazione clandestina non rientra tra le priorità del governo Renzi. Noi abbiamo dato delle indicazioni al vostro esecutivo ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta di collaborazione. Abbiamo avuto contatti con i governi italiano e francese e gli abbiamo spiegato come affrontare il problema per porre fine all'immigrazione clandestina verso l'Europa, creando occasioni di sviluppo nel sud della Libia che vadano a beneficio di questi migranti, che si potrebbero stabilizzare nel sud del nostro Paese se venissero impiantate fabbriche o create altre opportunità di lavoro»;
   Khalifa Al Ghwell afferma anche di essere andato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dove «abbiamo incontrato dei funzionari italiani, ma non abbiamo avuto a loro collaborazione. L'immigrazione clandestina non è una priorità»;
   nel corso dell'incontro la delegazione guidata da Khalifa Al Ghwell avrebbe richiesto finanziamenti «la metà di quelli che avete dato a Gheddafi» che avrebbero consentito di tenere l'Italia «a riparo da questi flussi migratori clandestini... Con questi soldi noi avremmo costruito le infrastrutture necessarie e avremmo garantito una vita dignitosa alla povera gente africana che passa dalla Libia e arriva da Ciad, Niger, Mali e Sudan in cerca di una vita migliore. Perché sia chiaro non ci sono libici tra i clandestini perché i libici non sono desiderosi di migrare in Europa»;
   Khalifa Al Ghwell parla negativamente del rapporto tra il Governo italiano e quello di al Sarraj criticando l'accordo che «ha portato a Misurata circa 300 militari armati fino ai denti con la scusa d'intervenire per la questione sanitaria e difendere l'ospedale mobile». «Ma si tratta di una grande menzogna – prosegue Khalifa Al Ghwell – e il popolo di Misurata non è affatto soddisfatto dell'operazione. I vostri militari se ne devono andare via immediatamente. Qui sono indesiderati. Loro credono di aver portato la pace, invece hanno portato problemi a questa città»;
   Khalifa Al Ghwell afferma, infine, di aver ripreso possesso dei Ministeri a Tripoli abbandonati in seguito all'arrivo in città di Al Sarraj a bordo di una fregata inglese;
   proprio l'arrivo di Al Serraj avrebbe destabilizzato la Libia e in particolare Tripoli, tanto che si erano diffusi gli episodi di criminalità e di rapimento delle persone –:
   se trovi conferma che l'incontro con i libici di cui parla Khalifa Al Ghwell sia effettivamente avvenuto e, in caso di risposta affermativa, quali esiti abbia prodotto e perché si sia rifiutato il piano proposto alle autorità italiane per affrontare i flussi clandestini d'immigrazione;
   quali orientamenti il Governo intenda esprimere in relazione all'intervista del presidente Khalifa Al Ghwell e se non reputi che dalla stessa emergano problematicità sulla permanenza a Misurata del contingente militare italiano e in particolare circa l'incolumità fisica dei militari italiani;
   se il Governo non intenda assumere iniziative per rivedere l'asse costruito intorno a Al Serraj, visto che lo stesso sta perdendo ogni residuo prestigio e che rischia di rappresentare un oggettivo ostacolo al percorso di riconciliazione nazionale della Libia. (5-10088)