• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10083    in data 28 novembre 2016 la testata www.informazione.tv, quotidiano on line della provincia di Fermo, ha pubblicato una intervista (intitolata «A Fermo non è possibile abortire....



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10083presentato daRICCIATTI Laratesto diMartedì 6 dicembre 2016, seduta n. 711

   RICCIATTI, COSTANTINO, DURANTI, GREGORI, MARTELLI, NICCHI, PANNARALE, PELLEGRINO, PIRAS, QUARANTA, SCOTTO e FRATOIANNI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   in data 28 novembre 2016 la testata www.informazione.tv, quotidiano on line della provincia di Fermo, ha pubblicato una intervista (intitolata «A Fermo non è possibile abortire. Intervista esclusiva all'unico medico non obiettore della provincia fermana») alla dottoressa Lucia Tossichetti, specialista ambulatoriale titolare nella branca di ostetricia e ginecologia, unico medico non obiettore di coscienza in materia di interruzione volontaria di gravidanza operante nell'area vasta 4 (livello amministrativo sanitario che copre i confini della provincia di Fermo, da Sant'Elpidio a Mare, Pedaso, sino a Montefortino);
   secondo quanto afferma nell'intervista citata la dottoressa – che esercita presso il consultorio ginecologico di Porto San Giorgio e di Montegiorgio: «Molti si professano obiettori, ma in realtà non hanno rilasciato alcuna dichiarazione di obiezione di coscienza nei loro posti di lavoro, quindi il numero reale di obiettori potrebbe essere ancora più alto di quello ufficialmente rilasciato»;
   la dottoressa Tossichetti, peraltro, non effettua fisicamente l'interruzione volontaria di gravidanza, ma svolge una funzione preliminare, preparando le donne che fanno richiesta di interruzione di gravidanza ad effettuare la procedura fuori provincia. Il consultorio di Porto San Giorgio si limita, in sostanza, a rilasciare il certificato medico necessario, la prescrizione degli esami che servono per l'anestesia, l'ecografia con la datazione della gravidanza, indirizzando le richiedenti al centro più vicino dove effettuare l'aborto;
   pertanto non sarebbe possibile effettuare l'interruzione volontaria di gravidanza a Fermo;
   il documento redatto dalla CGIL «Marche: Interruzioni di gravidanza in calo ma troppi obiettori di coscienza mettono a rischio l'attuazione della Legge», basato – come riporta l'articolo stampa richiamato – sull'ultima relazione del Ministero della salute sull'attuazione della legge 194 del 1978, nonché sui dati forniti dalla, regione Marche, riporta, infatti, livelli di obiezione di coscienza per l'ospedale di Fermo, già nel 2013, pari al 90 per cento dei medici, il 42,9 per cento degli anestesisti e il 3,9 per cento dei paramedici;
   l'obiezione di coscienza è un diritto che andrebbe bilanciato con il diritto delle donne alla interruzione volontaria di gravidanza, così come previsto dalla legge n. 194 del 1978, e spetta allo Stato ed alle regioni, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, garantire che il diritto degli uni non vanifichi quello degli altri;
   gli interroganti hanno più volte sollevato l'allarme su come nella regione Marche di fatto vi sia una non applicazione della legge n. 194 del 1978, in ordine alla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti richiamati in premessa e se non intenda promuovere una verifica al riguardo;
   quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare affinché il sistema sanitario offra un servizio omogeneo sul territorio nazionale, garantendo la piena applicazione della legge n. 194 del 1978. (5-10083)