• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03662 sul sito del Corriere della Sera.it del 18 febbraio 2014 è pubblicato un articolo dal titolo «La minaccia radioattiva alle porte di Taranto», nel quale si denuncia la presenza in un deposito...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03662presentato daDURANTI Donatellatesto diGiovedì 20 febbraio 2014, seduta n. 177

DURANTI, FRATOIANNI, MATARRELLI, PANNARALE, SANNICANDRO, ZAN, ZARATTI e PELLEGRINO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
sul sito del Corriere della Sera.it del 18 febbraio 2014 è pubblicato un articolo dal titolo «La minaccia radioattiva alle porte di Taranto», nel quale si denuncia la presenza in un deposito a 20 chilometri da Taranto, di migliaia di fusti contenenti scorie che emanano radiazioni, abbandonati da vent'anni in un deposito dell'ex Cemerad di Statte, a 20 chilometri da Taranto;
ricordiamo peraltro che Statte, è stato inserito per la sua vicinanza, nel Sito di interesse nazionale di Taranto, e continua a pagare in malattia e morte un prezzo altissimo per le emissioni del siderurgico dell'Ilva;
nel suddetto deposito, un semplice capannone di lamiera, sono stoccati da troppi anni 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi ammassati in torri alte fino a venti metri, e in tutti questi anni, come riporta l'articolo «la situazione “non è migliorata” e i fusti hanno subito un “deterioramento inevitabile”», secondo l'ex direttore del dipartimento nucleare dell'Ispra, Roberto Mezzanotte;
l'articolo è peraltro accompagnato da immagini inedite che riprendono l'interno del deposito, e girate dagli investigatori del Corpo Forestale nel 1995, durante una perquisizione richiesta del procuratore di Matera, Nicola Maria Pace. Su alcuni dei fusti ritrovati nel deposito è riportata una data di decadenza della radioattività a 10 mila anni, ricordano gli ufficiali della forestale che eseguirono la perquisizione;
dopo una lunga vicenda giudiziaria il deposito della Cemerad è stato sequestrato e la ditta è fallita. A pagare la bonifica rischia di essere anche in questo caso la collettività. Il comune di Statte ha finora provveduto, con fondi regionali, alla caratterizzazione dei rifiuti, ma è evidente che ora risulta indispensabile provvedere alla relativa bonifica –:
se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa, e se non ritenga attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di garantire la completa messa in sicurezza e bonifica dell'area. (4-03662)