• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00125 GAMBARO, ANITORI, DE PIN - Al Ministro della giustizia - Premesso che: i dati riguardanti lo stato, immobile, conservativo e antiquato, della giustizia in Italia, civile, penale e...



Atto Senato

Interpellanza 2-00125 presentata da ADELE GAMBARO
mercoledì 26 febbraio 2014, seduta n.198

GAMBARO, ANITORI, DE PIN - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

i dati riguardanti lo stato, immobile, conservativo e antiquato, della giustizia in Italia, civile, penale e amministrativa, sono davvero drammatici e preoccupanti per quanto concerne sia la tempistica dei processi sia la complessiva qualità del servizio reso ai cittadini;

tali oggettive e inconfutabili condizioni hanno sottoposto l'Italia alle dure critiche da parte dei supremi organismi di giustizia sovranazionale, e lo Stato italiano alla condanna come da sentenza della Corte europea dei diritti umani dell'8 gennaio 2013 per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani che vieta la tortura o il trattamento disumano o degradante;

i provvedimenti in tema di giustizia realizzati dagli ultimi Governi, come la mediazione obbligatoria e l'aumento progressivo dei contributi per intraprendere i giudizi civili ed amministrativi, lungi dal contribuire al raggiungimento del fine del deflazionamento del contenzioso ed alla rapida soluzione delle controversie, si sono risolti solo in un mero aumento dei costi della giustizia per la gente, più che raddoppiati nell'ultimo triennio come da statistiche dello stesso Ministero, oltre che nell'evidente ed inevitabile progressiva erosione dei margini di tutela dei diritti dei cittadini, costretti a subire pesi economici insopportabili a fronte di una spesso penosa oltre che farraginosa pratica processuale e decisoria;

le novità legislative preannunciate dall'ultimo Governo, ovvero la previsione di un costo ulteriore per conoscere la motivazione della sentenza al fine di valutare se proporre appello, l'ulteriore svilimento economico della difesa d'ufficio e gli aumenti complessivi dei costi della giustizia, si collocano nel solco di una palese violazione del diritto costituzionalmente garantito di difesa, impedendo l'accesso allo "Stato di diritto" dei cittadini meno abbienti, senza minimamente toccare i problemi strutturali del problema delle diverse carenze giudiziarie, derivanti in gran parte dalla cronica insufficienza dell'organico delle cancellerie e dei ruoli della magistratura, a cui il Governo può e deve ovviare con i doverosi provvedimenti;

considerato che:

tali azioni del Governo sono state fortemente avversate dall'avvocatura che ne ha messo in evidenza spesso il carattere del tutto disorganico, improvvisato, emergenziale ed oltremodo penalizzante nei suoi confronti;

le scelte compiute dai legislatori precedenti sono state applicate solo in una prospettiva disorganica ed emergenziale, senza un reale confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria che potrebbero proporre soluzioni concrete, e si sono rivelate soltanto fortemente limitative dei diritti dei cittadini, operando nei fatti un'indubbia discriminazione a danno di quelli meno abbienti,

si chiede di sapere:

quali siano gli obiettivi che il Governo intende perseguire per realizzare fattivamente un "sistema giustizia" degno di una grande democrazia moderna quale l'Italia e produrre forme compiute di tutela dei diritti, rispettose degli imprescindibili requisiti di certezza, efficacia e imparzialità, scolpiti nella nostra Costituzione, e attraverso quali misure legislative intenda farlo;

quali risorse economiche intenda impiegare per rendere celere ed efficiente la macchina, oggi appesantita e arcaica, della giustizia, evitando pericolosi sbarramenti all'accesso alla giustizia, rivelatisi nel corso degli anni solo elementi peggiorativi della qualità della funzione stessa dell'ordinamento giurisdizionale e drammaticamente insufficiente a garantire equità e il rispetto dei più basilari diritti civili nell'interesse dei cittadini.

(2-00125)