• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10289    l'Unione europea, attraverso la legislazione in materia di sicurezza alimentare e la normativa che organizza il sistema dei controlli ufficiali intesi a verificare la conformità in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10289presentato daCOVA Paolotesto diMartedì 17 gennaio 2017, seduta n. 725

   COVA. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   l'Unione europea, attraverso la legislazione in materia di sicurezza alimentare e la normativa che organizza il sistema dei controlli ufficiali intesi a verificare la conformità in materia di mangimi, alimenti, salute e benessere animale (regolamento (CE) n. 882/2004), ha previsto che le autorità competenti di tutti gli Stati membri si dotino di un sistema di audit per verificare la conformità e l'efficacia delle disposizioni previste in materia e l'adeguatezza di queste ultime rispetto alla capacità di perseguire e raggiungere gli obiettivi prefissati;
   la direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione e la direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute svolgono, nel rispetto di tale mandato, un'attività di audit volta alla verifica dei sistemi regionali di prevenzione in sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria. Tale attività è intesa come analisi critica e sistematica della azione e del funzionamento delle autorità competenti in tale ambito;
   l'attività di audit sulle autorità competenti regionali si inserisce in un contesto operativo più ampio, definito a livello nazionale dall'accordo della Conferenza Stato-regioni del 7 febbraio 2013 («Linee guida per il funzionamento ed il miglioramento dell'attività di controllo ufficiale da parte del Ministero della Salute, delle Regioni e Province autonome e delle AASSLL in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria»), che si articola secondo un meccanismo a cascata tra le autorità competenti e che vede, dunque, oltre al sistema ministeriale, anche la coesistenza di sistemi di audit che dal livello regionale si diramano sulle aziende sanitarie locali di pertinenza;
   in questo quadro normativo europeo, in Italia i servizi veterinari pubblici si occupano sia dei problemi di sanità animale in senso stretto e del benessere delle popolazioni animali sia dei problemi di sanità pubblica veterinaria, con particolare attenzione per gli aspetti sanitari della produzione animale e per la tutela della salute dei consumatori e dei cittadini in generale;
   nell'organizzazione dei servizi veterinari pubblici si distinguono tre livelli: il livello centrale, affidato al dipartimento di sanità pubblica veterinaria alimenti e nutrizione del Ministero della salute, e all'Istituto superiore di sanità; il livello regionale, dove i servizi veterinari regionali coordinano i servizi veterinari locali; infine il livello locale regolamentato dal decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni dove si prevede che i servizi veterinari siano organizzati all'interno delle singole Asl;
   a livello locale il decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni prevedono l'organizzazione dei servizi veterinari locali in tre aree funzionali: a) sanità animale, in cui confluiscono identificazione delle aziende e degli animali, misure di profilassi ed esecuzione dei piani nazionali, vigilanza veterinaria sul commercio di animali vivi, mercati, fiere, maneggi e altro, trasporto di animali vivi; b) igiene degli alimenti di origine animale; c) igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche nel cui ambito sono compresi tra cui igiene urbana, commercio animali vivi d'affezione, detenzione animali esotici, lotta al randagismo, sperimentazione clinica, controlli su mangimi, controlli sulla produzione da latte, controllo sui farmaci veterinari e sui residui, rifiuti animali e speciali –:
   a fronte di questi molteplici compiti svolti dal servizio veterinario nazionale, quanti siano i veterinari dipendenti pubblici, in totale e per ciascuna regione, nonché la loro età anagrafica e quella lavorativa;
   quanti siano i veterinari convenzionati con il sistema sanitario nazionale e la loro distribuzione geografica nelle singole regioni e, se ritenga, viste le peculiarità delle funzioni svolte dai veterinari pubblici e convenzionati, che il loro numero sia sufficiente a poter svolgere in modo adeguato tutti compiti loro assegnati ed, in particolar modo, quelli di controllo.
   (5-10289)