• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06847 GINETTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 1° novembre 2016 l'agente della Polizia penitenziaria, Maria Teresa Trovato Mazza, da tutti...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06847 presentata da NADIA GINETTI
mercoledì 18 gennaio 2017, seduta n.742

GINETTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

il 1° novembre 2016 l'agente della Polizia penitenziaria, Maria Teresa Trovato Mazza, da tutti chiamata Sissi, comandata ad eseguire un controllo di routine all'ospedale civile di Venezia nei confronti di una detenuta che aveva partorito, non ha fatto più rientro al carcere della Giudecca, da cui era partita;

l'agente è stata rinvenuta in una pozza di sangue all'interno di un ascensore dell'ospedale, ferita da un colpo di arma da fuoco alla testa, ed è tuttora in coma, dopo oltre 2 mesi, lottando contro la morte;

ritenuto che:

il notevole carico di stress che gli agenti della Polizia penitenziaria manifestano nell'espletamento del loro delicato lavoro è fatto noto, ormai incontrovertibilmente accertato, e gli organi di stampa, ma sembra anche gli stessi inquirenti della Procura della Repubblica di Venezia, hanno maturato la convinzione che ci si trovasse di fronte ad un tentativo di suicidio, tesi ampiamente avversata dalla famiglia;

innumerevoli dimostrazioni di affetto e vicinanza sono giunte alla famiglia dalla Polizia penitenziaria e da tutto il Paese, a testimonianza della stima di cui gode l'agente Trovato Mazza e dell'impressione che tale vicenda ha destato nell'opinione pubblica;

successivamente le indagini giudiziarie sono state improntate ad assoluto riserbo, e gli stessi mass media sembra che abbiano dimenticato l'accaduto, ad eccezione della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto", che ha sensibilizzato l'opinione pubblica, dedicando alla storia spazi di indagine, quasi settimanali;

gli inviati della trasmissione citata hanno analizzato i luoghi in cui il fatto è avvenuto, nonché gli effetti dei colpi di pistola sul corpo dell'agente Trovato ed alla luce degli elementi acquisiti, sia pure in maniera informale, sembra messa in dubbio la tesi del suicidio;

fermo restando la doverosa ed imprescindibile attività dell'autorità giudiziaria inquirente, il fatto che siano state diffuse notizie su presunti problemi dell'agente Trovato in ambito lavorativo e di come quest'ultimo abbia subìto dei procedimenti disciplinari nei mesi precedenti al ferimento, addirittura ipotizzando che l'agente avesse scoperto qualcosa di scabroso e di molto grave all'interno del carcere dove prestava servizio, tende a rendere oscuro il quadro in cui la tragedia è accaduta e ambigui i rapporti all'interno dell'istituto;

considerato che l'attività della Polizia penitenziaria è improntata, sin dalla sua istituzione, alla lealtà, al rispetto delle regole, al dovere verso lo Stato e i cittadini ed alla massima trasparenza del proprio operato, nonostante le note difficoltà di gestione legate alla carenza di organico e conseguenti lunghi turni di servizio spesso in orario straordinario,

si chiede si sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se non ritenga opportuno, verificata la corrispondenza dei fatti riportati dalla stampa e la fondatezza delle ipotesi dubitative in ordine al suicidio dell'agente Trovato, sollecitare l'attivazione, con l'urgenza che il caso suggerisce, di tutti gli strumenti di indagine interna all'amministrazione penitenziaria, ritenuti idonei per agevolare il lavoro della Procura della Repubblica di Venezia, nell'esclusivo e prioritario interesse all'accertamento della verità dei fatti e la sussistenza di eventuali responsabilità da parte di terzi.

(4-06847)