• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15314    il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95, recante «Attuazione delle direttive n. 75/439/CEE e n. 87/101/CEE relative alla eliminazione degli oli usati», ha istituito il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15314presentato daDE ROSA Massimo Felicetesto diLunedì 23 gennaio 2017, seduta n. 728

   DE ROSA, BUSTO, DAGA, MICILLO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95, recante «Attuazione delle direttive n. 75/439/CEE e n. 87/101/CEE relative alla eliminazione degli oli usati», ha istituito il Consorzio obbligatorio degli oli usati;
   l'articolo 236, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ha stabilito che al Consorzio degli oli minerali usati partecipano in forma paritetica tutte le imprese che producono, importano o mettono in commercio oli base vergini, le imprese che producono oli base mediante un processo di rigenerazione, le imprese che effettuano il recupero e la raccolta degli oli usati, nonché le imprese che effettuano la sostituzione e la vendita degli oli lubrificanti;
   il consiglio d'amministrazione del consorzio ha definito uno statuto il 14 dicembre 2009, senza che questo strumento sia stato approvato con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, così come previsto dalla legge;
   a far data 1o giugno 2014 il consorzio ha adottato un nuovo modello organizzativo, deliberando che le cessioni di partite di oli usati raccolti dalle imprese siano ceduti direttamente alla rigenerazione italiana;
   il contributo ambientale obbligatorio, pur non avendo carattere tributario, costituisce oggetto di un'obbligazione ex lege, entrando a far parte integrante del prezzo di vendita dell'olio lubrificante con costi scaricati sul consumatore finale;
   l'articolo 236, comma 7, del decreto legislativo n. 152 del 2006 stabilisce che il consorzio determina annualmente il contributo ambientale per chilogrammo dell'olio lubrificante che sarà messo a consumo nell'anno successivo e che questo, dal 1o dicembre 2016, è stato aumentato a 150 euro tonnellata;
   risulta, tuttavia, preoccupante la dinamica che si sta verificando per quel che riguarda l'andamento del corrispettivo riconosciuto alla rigenerazione;
   l'andamento cedente delle quotazioni internazionali dell'olio base ha prodotto l'innalzamento del corrispettivo da riconoscere agli impianti di rigenerazione dell'olio usato contestualmente ad una contrazione dei consumi di lubrificanti e della raccolta di olio usato a causa dello stato dell'economia italiana;
   una sostanziale quantità di oli usati destinati alla rigenerazione del nord Italia risulta provenire da imprese di raccolta di alcuni Stati membri confinanti;
   tale situazione risulta gravosa per gli equilibri del consorzio, non potendo distinguere le rese di oli lubrificanti rigenerati, prodotti con le partite di oli usati ceduti dalle imprese di raccolta italiane da quelle cedute da imprese di altri Stati membri;
   l'attuale governance del consorzio risulta immutata oltre 30 anni;
   se il Governo non intenda assumere iniziative per una revisione della governance del consorzio, a partire dallo schema di statuto tipo adottato con decreto del 7 dicembre 2016, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, al fine di tutelare tutti i soggetti attori della filiera del recupero dell'olio usato, con specifico riferimento ai consumatori e alle imprese che effettuano la raccolta degli oli usati, così come di vigilare sul consorzio, anche attraverso gli strumenti di conoscibilità e valutazione di cui al comma 10 del citato articolo 236;
   se il Governo non intenda assumere le iniziative di competenza affinché il consorzio effettui unicamente gli adeguamenti dello statuto con l'opportuna presenza e condivisione delle due categorie di imprese, di cui alle lettere c) e d) del comma 4 dello schema di statuto, convocate ad una partecipazione paritetica tra produttori, rigeneratori, raccoglitori e consumatori;
   se il Governo non intenda convocare un tavolo tecnico presso la sede istituzionale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che incoraggi e promuova un'intesa costruttiva tra le quattro citate categorie di imprese, avvalendosi del supporto delle associazioni di categoria interessate;
   se il Governo non intenda assumere iniziative per affidare a parte terza gli opportuni rilievi e verifiche, in riferimento al comma 12, lettera l-ter dell'articolo 236, riguardante la correttezza di erogazione del corrispettivo alla rigenerazione, con decorrenza dall'anno 2009. (4-15314)