• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10346    la sequenza drammatica di terremoti che ha colpito il centro Italia, da agosto 2015 ad oggi, ha causato ingenti perdite all'agricoltura di montagna e agli allevamenti con la morte di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-10346presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diLunedì 23 gennaio 2017, seduta n. 728

   ZACCAGNINI e SCHULLIAN. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   la sequenza drammatica di terremoti che ha colpito il centro Italia, da agosto 2015 ad oggi, ha causato ingenti perdite all'agricoltura di montagna e agli allevamenti con la morte di moltissimi animali. A causarne spesso il decesso è stato il crollo delle stalle o l'assenza di ricovero, a cui si somma, in vari casi, l'impossibilità di poter garantire l'alimentazione del bestiame. Le difficoltà hanno colpito in particolare aziende agricole del Centro Italia, che hanno informato le autorità e richiesto aiuti in tempi brevi all'esercito, anche per superare gli effetti dell'ultima imponente nevicata;
   le organizzazioni di categoria – dalle segnalazioni ricevute dalle zone colpite dal terremoto – hanno stimato che le aziende colpite «...sono circa 3 mila, con oltre 100 mila animali tra mucche, pecore e maiali coinvolti... gli animali sono rimasti nelle campagne terremotate dove a distanza di 5 mesi dalle prime scosse si registrano pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche con le difficoltà che si aggravano con il maltempo»;
   in data 19 gennaio 2017, l'agenzia stampa Adnkronos riportava la seguente dichiarazione di Giuseppe Zamberletti, il «padre» della Protezione civile italiana, che si trovò a gestire l'emergenza del terremoto del Friuli e dell'Irpinia: «Diversamente da allora – riferendosi alle polemiche di questi giorni sui soccorsi – la “macchina” della protezione civile sta dimostrando di essere molto efficiente[..] C’è da dire che questa volta non abbiamo avuto la collaborazione europea che abbiamo sempre avuto, sia in Friuli che in Irpinia». Rispetto alla situazione drammatica che ha coinvolto gli animali isolati dalla neve, Zamberletti spiega: «bisognava realizzare delle stalle collettive, esattamente come furono realizzate in Irpinia, gestite dal corpo forestale in modo da avere una cura pianificata di tutti gli animali. Mi hanno detto, però, che le attuali normative europee non lo consentono. Bastava un'ordinanza specifica, a questo serve il potere delle ordinanze di emergenza» –:
   sul presupposto che quanto riportato nella dichiarazione citata riguardo all'impossibilità di realizzare stalle collettive corrisponda a verità, se il Governo non intenda assumere ogni iniziativa di competenza per superare le rigidità della normativa europea rendendo operative soluzioni, quali quella delle «stalle collettive», che garantirebbero una cura pianificata di tutti gli animali e il ripristino della loro capacità produttiva. (5-10346)