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Atto a cui si riferisce:
C.4/00184 con delibera dell'8 marzo 2005 la regione Calabria ha espresso parere favorevole riguardo alla realizzazione di un progetto congiunto – avanzato separatamente nel 2003 da due distinte società...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 13 settembre 2013
nell'allegato B della seduta n. 77
4-00184
presentata da
NESCI Dalila

Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame, si vuole rilevare quanto segue:
1. Circa la richiesta di sospensione della procedura amministrativa in attesa del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (da ora CSLLPP), si conferma quanto contenuto nel decreto interministeriale di autorizzazione del 14 febbraio 2012, ed in particolare si richiama il combinato disposto degli articoli 7, punto 1 e 4 e articolo 8 punto 3, del decreto di autorizzazione, dai quali si evince l'obbligo della società di ottemperare alle prescrizioni di tutti gli enti ed amministrazioni intervenuti nel procedimento, nonché a quelle del CSLLPP. Si evidenzia, inoltre, che la verifica di ottemperanza delle prescrizioni è di pertinenza di ciascuna amministrazione o ente interessato (articolo 7, punto 2) sulla base del progetto definitivo che la società dovrà redigere (articolo 7, punto 4), e che «l'inizio dei lavori è comunque subordinato alla verifica di ottemperanza delle specifiche prescrizioni» (articolo 8, punto 3), comprese quelle, eventuali, di pertinenza del CSLLPP, che saranno confermate anche nell'atto di concessione demaniale di imminente rilascio da parte dell'autorità portuale, dopo il parere favorevole espresso dal comitato portuale riunitosi in data 20 marzo 2013;
2. Per quanto riguarda la richiesta di una nuova «consultazione della popolazione» per permettere alla stessa di essere sentita, si conferma che il diritto alla informazione è stato soddisfatto in applicazione alla normativa vigente sia riguardo alla comunicazione nelle fasi di VIA e di NOF (legge n. 349 del 1986 e successive modificazioni e integrazioni di cui ai decreti legislativi n. 152 del 2006 e n. 4 del 2008), sia alla consultazione della popolazione ai sensi del decreto legislativo n. 334 del 1999.
In particolare:
a) la procedura di comunicazione/pubblicità è stata esperita, ai sensi della normativa vigente, mediante «Avviso» pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale e sul quotidiano più diffuso nella regione Calabria, una prima volta in data 5 novembre 2005, in occasione dell'avvio della procedura di VIA, con il deposito della documentazione (Progetto preliminare, SIA e relativa sintesi non tecnica) presso gli appositi uffici della Regione, ai fini della consultazione da parte degli interessati ed alla produzione di eventuali osservazioni nei termini previsti. Successivamente, in occasione della presentazione della documentazione integrativa al progetto preliminare e al SIA richiesta dalla commissione designata del Ministero dell'ambiente, oltre che della presentazione al CTR Calabria del Rapporto preliminare di sicurezza per l'avvio della procedura di pertinenza, è stata fatta una seconda pubblicazione con le stesse modalità sopra citate in data 4 novembre 2006.
b) la procedura di consultazione della popolazione, richiesta sia dal Ministero dell'Ambiente in sede di prima riunione di conferenza dei servizi (20 settembre 2005), sia dal CTR Calabria nell'ambito del nulla osta di fattibilità (NOF) del 7 agosto 2007, è stata esperita dalla società d'intesa con il coordinatore delle commissioni prefettizie dei tre comuni, che – in mancanza, all'epoca, di una norma strutturata che disciplinasse le modalità della consultazione (carenza attuativa delle modalità di cui al comma 2 dell'articolo 23 del decreto legislativo n. 334 del 1999 da parte del Ministero dell'ambiente e delle regioni) – ha elaborato una procedura (mutuata dall’«Inchiesta pubblica» di cui all'Allegato IV al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 dicembre 1988, opportunamente integrata), che è stata svolta nei modi sotto riportati. La procedura in questione, svoltasi nell'arco di due mesi, è stata avviata in data 14 maggio 2009 con l’«Avviso al pubblico» pubblicato su un quotidiano nazionale e tre quotidiani a diffusione regionale, ed il contestuale deposito della documentazione progettuale presso le segreterie dei tre comuni. L'avviso informava i cittadini che nelle date del 16-17-18 giugno 2009 nelle sedi dei tre comuni di Rosarno, Gioia Tauro e San Ferdinando, la società avrebbe illustrato il progetto e risposto alle domande dei cittadini. Lo stesso avviso indicava lo svolgimento di una assemblea intercomunale in data 14 luglio 2009 presso il comune di Gioia Tauro, aperta alla popolazione interessata, nel corso della quale sarebbero state acquisite anche le eventuali osservazioni di merito presentate dagli interessati. Per un maggiore coinvolgimento della cittadinanza i tre incontri e l'Assemblea intercomunale sono stati preceduti, anche, da «manifesti murali» affissi negli appositi spazi dedicati dai tre municipi. Nel corso dell'assemblea intercomunale citata, il notaio dottor Stefano Poeta, designato dal prefetto Bagnato alla verbalizzazione dell'incontro ed alla raccolta delle osservazioni presentate dai soggetti interessati, ha poi inoltrato l'intera documentazione al Ministero procedente dello sviluppo economico unitamente alla registrazione dell'evento su supporto informatico;

Con riguardo, invece, al tema del referendum richiesto dal Comitato «Rigassificatore: Voce ai Cittadini» di San Ferdinando in data 21 dicembre 2009 e respinto dalla commissione straordinaria dello stesso municipio con nota del 2 febbraio 2010 sul presupposto che l'istituto del referendum, secondo quanto previsto nell'articolo 8 del decreto legislativo n. 267 del 2000 e nell'articolo 20 dello Statuto comunale, è riservato alle sole materie di competenza locale, si aggiungono le considerazioni che seguono:
L'istituto referendario è previsto dalla normativa vigente (legge n. 142 del 1990 e decreto legislativo n. 267 del 2000), la quale se da una parte demanda espressamente agli Statuti dei comuni e delle provincie la competenza a prevedere e disciplinare tramite regolamenti attuativi (il comune di San Ferdinando all'epoca ne era sprovvisto) forme di consultazione della popolazione e referendum consultivi su richiesta di un adeguato numero di cittadini, dall'altra però lo limita alle materie «di esclusiva competenza locale».
Inoltre poiché le infrastrutture energetiche strategiche attengono a materie di interesse dello Stato, queste non sono esclusivamente di «competenza locale», come riconosciuto anche dai giudici amministrativi. Si riporta allo scopo la sentenza del tribunale amministrativo regionale Toscana del 21 febbraio 2008 n. 181, che ha sancito che «devono ritenersi inammissibili i quesiti referendari locali consultivi relativi alle procedure autorizzative per la realizzazione di un impianto di rigassificazione di GNL, atteso che tale forma di consultazione è consentita dalle disposizioni vigenti per le sole materie di esclusiva competenza locale». Appare evidente che, in ragione delle diverse amministrazioni coinvolte nella pronuncia di compatibilità ambientale e in virtù dei diversi interessi incisi, la realizzazione di un impianto di gassificazione non può considerarsi di esclusiva competenza del comune.
3. Per quanto attiene alla lamentata mancanza di garanzie fideiussorie, si precisa che il contenuto dell'intero articolo 18 della legge n. 84 del 1994 e quindi anche del relativo articolo 18, punto 6, lettera a, è riferito alle imprese portuali già autorizzate ai sensi dell'articolo 16 alle operazioni e servizi portuali con occupazione di banchine, mentre le specifiche attività della LNG Medgas Terminal, con previsione di occupazione di specchi acquei esterni al porto e servitù di passaggio per una fascia interna al porto, sono regolate dal Codice della navigazione (Regio decreto n. 327 del 1942 articoli 36 e 52) e dal regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 1952), che all'articolo 17, prevede il pagamento di una cauzione la cui entità è determinata dall'autorità portuale, e costituirà uno degli adempimenti che la società sarà chiamata a breve ad ottemperare, dalla stessa autorità portuale, unitamente all'accettazione della proposta dello stesso atto concessorio.
4. Con riferimento all'assenza della certificazione antimafia, si precisa che la nuova normativa in materia di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011 prevede che per importi di canone superiore a 150.000,00 euro, quale è il caso dell'impianto di rigassificazione di GNL di Gioia Tauro, la richiesta alla prefettura della sede legale della società (attualmente Roma), del certificato antimafia è di competenza dell'autorità portuale; pertanto, la stessa autorità dovrà provvedere a presentare detta richiesta in concomitanza all'inoltro, per accettazione, alla società dell'atto concessorio, ai fini del completamento della procedura di rilascio della concessione demaniale.
5. Con riferimento alla mancanza della valutazione ambientale strategica (VAS), si precisa che la normativa ambientale vigente decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2004 e successive modificazioni e integrazioni di cui al decreto legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008) prevede:
la VAS quando la valutazione ambientale riguarda piani e programmi di intervento sul territorio, e quindi è attinente ai provvedimenti di pianificazione e programmazione di livello comunitario, nazionale e regionale;
la VIA quando la valutazione ambientale riguarda singoli progetti, come è il caso dell'impianto di rigassificazione di Gioa Tauro.

In particolare con l'avvio del procedimento unico di cui all'articolo 8 della legge n. 340 del 2000 la società, d'intesa con il Ministero dell'ambiente, ha accettato di presentare la documentazione per una VIA attinente all'intero impianto ed alle opere connesse, come verbalizzato nel corso della prima conferenza dei servizi del 20 settembre 2005 presso il Ministero dello sviluppo economico. La procedura di VIA è stata poi esperita dalla commissione designata nel corso di tre anni (novembre 2005-settembre 2008), sulla base del progetto preliminare e successive integrazioni ed approfondimenti prodotti dalla società, che hanno portato alla emissione del Decreto di compatibilità ambientale con prescrizioni del 17 settembre 2008.
Il Ministro dello sviluppo economico: Flavio Zanonato.