• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06903 PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06903 presentata da ALESSIA PETRAGLIA
giovedì 26 gennaio 2017, seduta n.750

PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

Unicoop Tirreno, fondata a Piombino (Livorno) nel 1945 con il nome "La Proletaria", è una delle grandi cooperative di consumatori del sistema Coop;

Unicoop Tirreno conta oltre un milione di soci, un centinaio di punti vendita e circa 4.500 dipendenti tra Toscana, Lazio, Campania e Umbria;

nel corso degli ultimi anni, Unicoop Tirreno è entrata in sofferenza economica, a causa di ripetute perdite di esercizio, che hanno superato complessivamente i 100 milioni di euro, dovute, oltre alla crisi delle vendite, anche ad una errata politica gestionale, con gravi responsabilità gestionali, ed a scelte sbagliate di acquisizione di nuovi mercati; la Banca d'Italia ha inoltre attenzionato la cooperativa della costa toscana dopo l'entrata in vigore della prescrizione che, a tutela dei risparmiatori, impone di non far scendere il patrimonio aziendale sotto un terzo rispetto al prestito sociale;

a causa della situazione economica patrimoniale di Unicoop Tirreno, le cooperative "sorelle" del sistema nazionale Coop hanno sottoscritto quote di strumenti finanziari partecipativi per 170 milioni di euro;

tale "prestito patrimoniale" dovrebbe rientrare alle cooperative che lo hanno sottoscritto con la realizzazione del piano industriale 2016-2019 di Unicoop Tirreno, che punta a ristrutturare l'azienda, tagliando costi di gestione, snellendo la rete di vendita composta da 109 negozi e replicando la formula del franchising già sperimentata con 21 affiliati;

considerato che:

nelle settimane scorse la cooperativa con sede a Vignale Riotorto (Livorno) ha presentato ai sindacati il proprio piano di ristrutturazione che, riferisce una nota della Filcams-Cgil Toscana, prevede 481 esuberi full-time equivalenti, ossia oltre 600 addetti stante il part-time in Unicoop Tirreno intorno al 50 per cento e l'annullamento del contratto aziendale integrativo;

a questi numeri bisogna da aggiungere gli inevitabili contraccolpi per l'indotto, in particolare nei settori delle pulizie e dei trasporti;

oltre l'80 per cento degli esuberi è previsto nelle province toscane di Grosseto e Livorno ed in particolare nella sede di Vignale Riotorto, dove si prevedono 160 licenziamenti. Altri 95 esuberi sono previsti tra i negozi che resteranno aperti, mentre oltre 200 riguarderanno i punti vendita che saranno chiusi o che saranno venduti;

visto che:

il piano di risanamento di Unicoop Tirreno è stato valutato negativamente dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali, che si sono riuniti in varie assemblee territoriali ed hanno indetto una forte mobilitazione, che scaturirà in uno sciopero previsto per il 3 febbraio 2017;

tale piano, oltre a non dare nessuna certezza dal punto di vista del risanamento economico, a non prevedere concrete prospettive di crescita e sviluppo, risulta del tutto inaccettabile dal punto di vista sociale per l'enorme numero di esuberi previsti;

considerato inoltre che:

la crisi di Unicoop si colloca in un contesto socio-economico, quello della provincia di Grosseto e di Livorno, già particolarmente in difficoltà ed afflitto da una crisi economico-occupazionale che perdura da anni;

sarebbe totalmente insostenibile per il territorio subire una perdita di posti di lavoro delle proporzioni previste dal piano di Unicoop Tirreno,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto;

come e quando intendano attivarsi al fine di scongiurare gli esuberi previsti dal piano di Unicoop Tirreno;

se non ritengano opportuno convocare immediatamente un tavolo tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dello sviluppo economico, Unicoop Tirreno e sindacati.

(4-06903)