• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02630/027/ ... in sede di esame dell'atto Senato 2630 recante conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini; premesso che: la legge 29...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2630/27/01 presentato da BRUNO MANCUSO
giovedì 26 gennaio 2017, seduta n. 453

Il Senato,
in sede di esame dell'atto Senato 2630 recante conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini;
premesso che:
la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee, all'articolo 29 contiene disposizioni per il "rimborso dei tributi riconosciuti incompatibili con il diritto comunitario";
il comma 1 dell'articolo prevede che il termine quinquennale di decadenza previsto dall'articolo 91 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, deve intendersi applicabile a tutte le domande e le azioni esperibili per il rimborso di quanto pagato in relazione ad operazioni doganali. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, il predetto termine ed il termine di prescrizione previsto dall'articolo 84 dello stesso testo unico sono ridotti a tre anni. Il comma 2, nella formulazione iniziale, invece, prevedeva che i diritti doganali all'importazione, le imposte di fabbricazione, le imposte di consumo, il sovrapprezzo dello zucchero e i diritti erariali riscossi in applicazione di disposizioni nazionali incompatibili con norme comunitarie sono rimborsati a meno che il relativo onere non sia stato trasferito su altri soggetti;
nella sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea n. 129 del 9 dicembre 2013, riguardante la norma sopra citata, la Corte conclude che il diritto comunitario osta a che uno Stato membro assoggetti il rimborso di diritti doganali e di imposte incompatibili con il diritto comunitario a una condizione, quale la mancata ripercussione di tali diritti e imposte su altri soggetti, che spetterebbe al ricorrente provare;
al tempo stesso, la giurisprudenza della Corte ha dichiarato incompatibili con il diritto comunitario tutte le modalità di prova il cui effetto sia di rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile il rimborso della tassa riscossa, in particolare quando si presume che l'onere fiscale sia stato trasferito su altri soggetti e si impone al contribuente di provare che ciò non è avvenuto. Il diritto comunitario vieta che uno Stato membro subordini il rimborso di dazi doganali e di tributi percepiti in violazione delle norme comunitarie alla condizione che i detti dazi o tributi non siano stati trasferiti su terzi, quando la relativa prova debba essere fornita dal ricorrente,
impegna il Governo a:
valutare l'opportunità di adottare tutte le modifiche normative necessarie a garantire che il termine ordinario di prescrizione previsto dall'articolo 2946 del codice civile per le domande ed azioni di ripetizione degli aventi diritto al rimborso di imposte e diritti erariali riscossi in applicazione di disposizioni nazionali incompatibili con il diritto comunitario, ai sensi dell'articolo 29, comma 2 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, decorra dalla dichiarazione di incompatibilità delle medesime, al fine di non rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile il rimborso della tassa indebitamente riscossa.
(0/2630/27/1)
MANCUSO, BIANCONI