• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10381    da alcuni anni Poste Italiane s.p.a. ha avviato un piano di riorganizzazione imperniato sulla considerevole riduzione del numero degli sportelli attivi e sul ridimensionamento del servizio...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10381presentato daROMANINI Giuseppetesto diMercoledì 25 gennaio 2017, seduta n. 730

   ROMANINI e PATRIZIA MAESTRI. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   da alcuni anni Poste Italiane s.p.a. ha avviato un piano di riorganizzazione imperniato sulla considerevole riduzione del numero degli sportelli attivi e sul ridimensionamento del servizio di recapito postale che, ormai in tutto il Paese, viene effettuato a giorni alterni, fatta salva la consegna dei quotidiani che grazie ad uno specifico accordo con Governo e Federazione degli editori ha assicurato, in 1.900 comuni (nessuno dei quali ricadente in aree interne o montane), il recapito quotidiano tramite una rete di diffusione dedicata;
   diversi comuni, osteggiando le decisioni dell'azienda, hanno presentato ricorso ai tribunali amministrativi regionali i quali, in più circostanze, si sono pronunciati a favore delle motivazioni addotte dai comuni contrari al piano di razionalizzazione di Poste s.p.a. riconoscendo che la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici e senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura;
   le aree montane, fra cui quelle dell'Appennino parmense, come il comune di Borgo Val di Taro, vivono, a fronte di questa riorganizzazione, una situazione di forte disagio che interessa non solo i singoli cittadini ma tutto il tessuto economico. Nella stessa provincia di Parma diversi comuni hanno subito la chiusura di uffici postali (San Vitale frazione di Sala Baganza, Sivizzano e Riccò frazione di Fornovo, Basilicagoiano frazione di Montechiarugolo, Coltaro frazione Sissa-Trecasali, Gaiano frazione di Collecchio) e sono stati soggetti a riduzione dei servizi, scontando oltretutto l'inefficienza o l'assenza dei servizi sostitutivi più volte annunciati dalle Poste;
   in data 22 gennaio 2014 il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni rispondendo a specifica missiva del presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna ha ricordato che con apposita delibera l'Authority ha «ritenuto opportuno inserire (...) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (...) ritenendo prevalente l'esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio»;
   Poste Italiane s.p.a. ha sospeso per il 2017 il piano di riorganizzazione della presenza territoriale dell'azienda, grazie all'impegno dei comuni e dell'Uncem che ha promosso una forte mobilitazione;
   l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha espresso a marzo 2015 il proprio avviso sulla modalità di recapito a giorni alterni, modificando la proposta di Poste ed indicando che la misura potrà interessare un numero di comuni che rappresentino al massimo il 25 per cento della popolazione e in funzione di particolari circostanze, anche geografiche del territorio italiano e ricordando che la misura dovrà essere notificata alla Commissione europea;
   la Conferenza unificata ha espresso il 5 agosto 2016 e il 20 dicembre 2016, la necessità di un monitoraggio sulle attività di consegna da parte di Poste Italiane, per evitare disservizi alle aree interne e montane del Paese, in particolare relative alla distribuzione di giornali quotidiani e di settimanali –:
   di quali iniziative il Ministro interrogato intenda farsi promotore, per quanto di competenza, al fine di evitare o alleviare il forte disagio che il susseguirsi di misure di ridimensionamento dei servizi da parte di Poste Italiane, s.p.a. sta determinando nei confronti dei cittadini ed, in particolare, di coloro che risiedono nei comuni interni, in particolare se di piccole dimensioni o montani. (5-10381)