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Atto a cui si riferisce:
S.1/00719 premesso che: il numero dei tumori alla mammella è in crescita e ogni anno si stimano 47.000 nuovi casi diagnosticati; certamente il fenomeno della crescita delle acuzie è dovuto...



Atto Senato

Mozione 1-00719 presentata da RICCARDO MAZZONI
mercoledì 25 gennaio 2017, seduta n.748

MAZZONI, BARANI, AMORUSO, AURICCHIO, COMPAGNONE, CONTI, D'ANNA, FALANGA, GAMBARO, IURLARO, LANGELLA, Eva LONGO, MILO, PAGNONCELLI, PICCINELLI, RUVOLO, SCAVONE, VERDINI - Il Senato,

premesso che:

il numero dei tumori alla mammella è in crescita e ogni anno si stimano 47.000 nuovi casi diagnosticati;

certamente il fenomeno della crescita delle acuzie è dovuto all'allungamento della vita, ma è anche vero che, a fronte della crescita del numero dei casi, la mortalità diminuisce perché le cure sono diventate sempre più efficaci;

in particolare, l'incidenza del tumore alla mammella è aumentato del 30 per cento tra le donne fino a 50 anni di età, con una proiezione che si attesta intorno ai 50.000 casi nell'arco del prossimo 2017;

nello specifico del tumore alla mammella, i fattori di rischio da prendere in considerazione in quanto all'aumentata incidenza sono il sovrappeso, il diabete, lo squilibrio alimentare, la vita sedentaria, il fumo, l'ipertensione e gli squilibri ormonali;

tuttavia, nonostante l'aumento dei nuovi casi, è parimenti aumentata la sopravvivenza delle pazienti con una possibilità di guarigione che riguarda l'80-85 per cento dei casi, grazie a un'attenzione maggiore agli stili di vita che culturalmente si sono fatti strada nella nostra società, ma grazie anche al progresso degli strumenti diagnostici e all'utilizzo di protocolli di cura sempre più personalizzati, che prevedono l'utilizzo di farmaci più innovativi e selettivi, in grado di colpire le cellule tumorali preservando quelle sane;

si rileva la presenza in Italia presso il Dipartimento di oncologia del "Santo Stefano" di Prato, anche grazie al contributo essenziale della fondazione "Pitigliani", la prima realtà di unità di bioinformatica con la quale si possono analizzare i dati di elementi biologici per ottenere conclusioni che potranno risultare utili per il trattamento delle pazienti;

un'azione di prevenzione veramente efficace, unita alla diagnosi precoce, potrebbe portare l'aumento del tasso di guarigione fino al 95 per cento dei casi;

lo sviluppo del tumore alla mammella è assai lento nella fase iniziale, dal momento che si stima che per raggiungere la dimensione di un centimetro esso impiega 6 anni, mentre il raddoppio della massa dopo tale lasso di tempo subisce un'accelerazione esponenziale di pochi mesi;

soltanto un'azione di prevenzione veramente costante, da estendere anche a donne molto giovani, potrebbe portare a un 'inversione di tendenza nell'escalation dei casi di tumore;

anche da un punto di vista economico tale situazione sarebbe auspicabile, poiché le risorse che vengono impiegate per la cronicizzazione della malattia in pazienti resilienti sono di gran lunga più consistenti di quelle che servirebbero per un'efficace e costante attività di prevenzione attraverso l'ampliamento degli screening gratuiti;

secondo le conoscenze scientifiche a disposizione l'attività di prevenzione dovrebbe prevedere esami ecografici e visite senologiche annuali fino ai 40 anni di età e l'aggiunta dell'esame mammografico per donne di età superiore ai 40 anni;

considerato che:

è a disposizione una serie di documenti emanati a livello europeo contenenti raccomandazioni e risoluzioni per affrontare il fenomeno del cancro alla mammella (come la risoluzione del Parlamento europeo 2002/2279);

le donne fino a 50 anni sono attualmente escluse dai programmi di screening previsti dal Servizio sanitario nazionale, operanti solo per donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni;

alcune Regioni hanno esteso volontariamente lo screening mammografico gratuito, allargando la fascia di età alle donne fra i 45 e i 74 anni;

il tasso di sopravvivenza delle donne affette da cancro al seno è molto alto e le possibilità di guarigione elevatissime,

impegna il Governo:

1) a potenziare i programmi di screening in tutte le Regioni italiane, prendendo atto che le aree del Sud Italia hanno minori tassi di adesione ai programmi, ma anche una minore efficienza degli stessi, perché il numero di donne che riceve l'invito per l'esame è ancora molto basso;

2) ad attivare le breast unit, cioè le raccomandazioni europee cui devono attenersi i centri i senologia su tutto il territorio nazionale;

3) a potenziare il monitoraggio dei dati regionali per permettere di migliorarne l'efficienza;

4) a promuovere interventi volti a sensibilizzare le donne a più livelli, dalle scuole con programmi mirati per le ragazze, al coinvolgimento dei medici di famiglia, ad efficaci campagne mediatiche;

5) ad istituire finanziamenti ad hoc, gestiti con bandi specifici, che prevedano la valutazione dei progetti da parte di revisori di chiara fama nel settore a livello internazionale;

6) ad intervenire con ogni più opportuna iniziativa, affinché entro l'anno 2017 sino attivati in tutte le Regioni i centri di senologia, in ossequio alle linee guida di cui al documento di indirizzo nazionale per la definizione di specifiche modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia;

7) a favorire la creazione di laboratori traslazionali e a diffondere la creazione di unità di bioinformatica in tutto il territorio.

(1-00719)