• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/10362    in data 20 giugno 2016 è stata emessa dalla corte d'assise d'appello di Brescia una sentenza con la quale è stato condannato Gilberti Enrico, manager della raffineria Tamoil di Cremona,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-10362presentato daROSTELLATO Gessicatesto diMartedì 24 gennaio 2017, seduta n. 729

   ROSTELLATO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   in data 20 giugno 2016 è stata emessa dalla corte d'assise d'appello di Brescia una sentenza con la quale è stato condannato Gilberti Enrico, manager della raffineria Tamoil di Cremona, alla pena di anni 3 di reclusione per il reato di disastro colposo ai sensi dell'articolo 449 c.p. e confermando a carico del medesimo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali cagionati alle costituite parti civili che saranno liquidati in separato giudizio civile, con l'assegnazione alle parti civili di una provvisionale immediatamente esecutiva. Detta provvisionale nel caso della parte civile comune di Cremona ammonta a un milione di euro;
   il 27 ottobre 2015 nella risposta alla interrogazione presentata dalla sottoscritta n. 3-01788 (già 5-05409) relativa alla mancata costituzione di parte civile del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si evidenzia che dalla relazione tecnica di ISPRA viene ipotizzato un danno ambientale di notevole consistenza e sono individuate alcune possibili misure di riparazione compensativa per un valore economico di circa 5,4 milioni di euro, con riserva di fornire, in una fase successiva, una precisa valutazione delle voci di danno individuate;
   nella medesima risposta si dà notizia che, a seguito della intervenuta sentenza di condanna di primo grado, la competente direzione generale ha richiesto all'avvocatura distrettuale dello Stato di avviare un'azione civile di risarcimento del danno –:
   se sia stata intrapresa o sia previsto di intraprendere l'azione civile di risarcimento del danno ambientale, anche alla luce della sentenza di secondo grado, le cui motivazioni sono state depositate dalla corte d'assise d'appello di Brescia di data 22 settembre 2016. (5-10362)