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Atto a cui si riferisce:
S.4/00442 BOTTICI, SERRA, PAGLINI, CASTALDI, PUGLIA, GAETTI, CASALETTO, DE PIETRO, BUCCARELLA, SANTANGELO, AIROLA, CRIMI, MARTON, MONTEVECCHI, CIOFFI, BULGARELLI, MUSSINI, MORONESE, CAPPELLETTI,...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 018
all'Interrogazione 4-00442

Risposta. - Le condizioni climatiche verificatesi nell'estate del 2012, caratterizzate da una prolungata siccità, hanno determinato un'accresciuta contaminazione da aflatossina B1 nelle produzioni di mais oltre i limiti fissati dalla normativa europea, particolarmente in alcune aree territoriali nelle quali, oltre alle temperature elevate rispetto agli anni precedenti, la raccolta delle materie prime è stata ritardata.

Tali circostanze hanno accresciuto il livello di attenzione da parte delle autorità competenti nei confronti del rischio rappresentato dalla presenza della aflatossina M1, "metabolita dell'aflatossina B1", nel latte prodotto da bovini alimentati con il mais contaminato.

Il Ministero, nel settembre 2012, ha fornito delle indicazioni operative rivolte alle autorità competenti, tra cui il comando Carabinieri per la tutela della salute, nonché ad altri enti ed organismi coinvolti nel controllo ufficiale, al fine di intensificare i controlli ufficiali sia sul mais pronto per l'immissione sul mercato per il consumo umano ed animale sia sul latte.

Nell'ambito di tali attività di controllo nel settore lattiero-caseario, il comando Carabinieri per la tutela della salute ha sottoposto a verifica anche l'attività della ditta "Cospalat FVG".

Nel corso degli accertamenti, è emerso che alcune partite di latte bovino, raccolto alla fine del mese di ottobre dalla ditta, benché con concentrazioni di aflatossina M1 superiori ai tenori massimi fissati dalla normativa europea, sono state miscelate con altre partite conformi, al fine di abbatterne i livelli di contaminazione. Il latte così miscelato è stato successivamente distribuito ad altri operatori del settore alimentare per la vendita o la trasformazione in prodotti lattiero-caseari. Tali partite di latte sono state vendute dalla Cospalat FVG a stabilimenti lattiero-caseari ubicati in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Toscana, Umbria, Campania e Puglia.

I nuclei antisofisticazioni e sanità (NAS) competenti per il territorio delle aziende destinatarie delle stesse partite di latte sono stati allertati per le verifiche di competenza e l'operazione ha portato al sequestro di 1.017 forme di formaggio prodotte con latte contaminato, in parte già distrutte su disposizione delle locali autorità sanitarie.

L'accertamento dell'eventuale presenza in commercio di ulteriori alimenti derivati dal latte contaminato è tuttora oggetto delle indagini di polizia giudiziaria in corso, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Udine.

Benché non si disponga dei dati di consumo del latte, si segnala che i dati dei controlli ufficiali forniti dalla Regione Friuli-Venezia Giulia non hanno rilevato la non conformità nel prodotto finito, riconducendo ciò al fatto che il latte contaminato potrebbe essere stato diluito con latte conforme per ricondurre nei limiti di legge la presenza di aflatossine, anche se tale pratica non è consentita dalla legislazione.

Per quanto concerne i controlli in materia di sicurezza alimentare si precisa che i NAS, nel corso dell'ordinaria attività di vigilanza ed in relazione alle competenze derivate dal piano nazionale integrato sulla sicurezza alimentare, hanno svolto 3.929 controlli mirati nel settore del latte e derivati nel periodo dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2013. Tali controlli hanno portato al sequestro di prodotti per un valore di 52 milioni di euro, a 421 sanzioni penali e a 1.335 sanzioni amministrative.

Inoltre, il controllo della filiera latte "dalla stalla alla tavola" viene svolto attraverso i competenti servizi del Servizio sanitario nazionale. Solo a titolo esemplificativo si ricorda che, nell'anno 2012, presso gli stabilimenti del settore sono state effettuate 45.046 ispezioni di controllo ufficiale e sono state effettuate 27.464 analisi.

Per gli aspetti di propria competenza, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha inteso precisare di riservare particolare e costante attenzione alla tutela delle produzioni agroalimentari di qualità più rappresentative del "made in Italy" e a quelle a denominazione tutelata (formaggi, salumi, vini, olio d'oliva, eccetera), mediante gli accertamenti posti in essere dal proprio organo tecnico di controllo, l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).

I controlli svolti dall'ICQRF nel comparto delle denominazioni tutelate (per garantirne la qualità, l'identità, la provenienza, come anche il rispetto delle regole da parte degli operatori del settore nelle diverse fasi della filiera produttiva) riguardano, in particolare, le caratteristiche merceologiche delle materie prime, dei semilavorati destinati all'industria nazionale e dei prodotti finiti, l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti (con particolare riferimento all'eventuale indicazione dell'origine geografica), nonché il sistema di tracciabilità aziendale.

Si forniscono i seguenti dati sintetici relativi ai controlli svolti nell'anno 2012 dall'ICQRF sulle produzioni di qualità regolamentata e, in particolare, sui formaggi a DOP e ICP: 2.466 controlli per l'intero settore delle DOP/IGP, di cui 1.128 per i formaggi a DOP/IGP; 2.066 operatori controllati sempre nel settore, di cui 980 per i formaggi; 2.991 prodotti controllati, di cui 1.445 formaggi a DOP/IGP, con una percentuale di irregolarità del 10,9 per cento per il totale dei prodotti a DOP/IGP e del 7,3 per cento per i formaggi a DOP/IGP; 643 campioni totali analizzati, di cui 541 formaggi DOP/IGP, con una percentuale di irregolarità pari al 5,9 per cento per l'intero settore dei prodotti a DOP/IGP e pari al 4,1 per cento per i formaggi a denominazione tutelata; 22 notizie di reato inoltrate all'autorità giudiziaria competente, relative a prodotti a DOP/IGP, di cui 15 per i formaggi; 766 contestazioni amministrative elevate per i prodotti a DOP/IGP, di cui 156 per i formaggi.

Presso l'Ispettorato è stato costituito e reso operativo l'Osservatorio permanente antifrode (cui partecipano esperti con diversi profili professionali) che, attraverso lo studio congiunturale dei vari fenomeni (disponibilità di materie prime, prezzi di mercato, illeciti riscontrati, eccetera) che possono concorrere a la realizzazione di fattispecie illecite, ha il compito di fornire indicazioni utili all'individuazione di quei fattori che aumentano compatti merceologici. Esso consente di supportare la pianificazione delle ispezioni e l'analisi del rischio di frodi nel settore agroalimentare e costituisce un valido strumento diretto a rafforzare e ottimizzate l'attività di controllo.

FADDA PAOLO Sottosegretario di Stato per la salute

25/10/2013