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Atto a cui si riferisce:
C.4/00745 l'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999 stabilisce che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 15 novembre 2013
nell'allegato B della seduta n. 119
4-00745
presentata da
COSCIA Maria

Risposta. — Con riferimento all'interrogazione parlamentare in esame, concernente i criteri di computo della quota di riserva delle assunzioni delle persone disabili, si rappresenta quanto segue.
La legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) ha la finalità di promuovere l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.
L'articolo 3 della suddetta legge prevede che i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori disabili in misure percentuali che variano a seconda del numero dei dipendenti (7 per cento dei lavoratori occupati se occupano più di 50 dipendenti, due lavoratori se occupano da 36 a 50 dipendenti e un lavoratore se occupano da 15 a 35 dipendenti).
Il comma 3 del medesimo articolo specifica altresì che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell'assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative e l'obbligo di tenere alle proprie dipendenze lavoratori disabili insorge solo in caso di nuova assunzione.
L'articolo 2, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 2000, n. 333 (regolamento di esecuzione della legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili) prevede inoltre che per gli enti e le associazioni di arte e cultura e per gli istituti scolastici religiosi, che operano senza scopo di lucro, soggetti agli obblighi di assunzione, la quota di riserva si calcola, successivamente alla verifica di possibilità di collocamento mirato di cui all'articolo 2 della legge n. 68 del 1999, sul personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative, individuato secondo quanto previsto dal comma 5 dello stesso articolo. Tale comma precisa che il personale tecnico esecutivo e svolgente funzioni amministrative di cui all'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999, è individuato in base alle norme contrattuali e regolamentari applicate dagli organismi di cui al già citato comma 3.
Con l'interpello dell'8 agosto 2008, n. 31, questo Ministero ha chiarito che «laddove le norme della contrattazione collettiva o quelle desumibili dai regolamenti degli organismi in questione non consentano una puntuale individuazione del personale rientrante nella quota di riserva, si ritiene che da detta quota debbano considerarsi esclusi unicamente quei soggetti i quali svolgono un'attività che, in senso stretto, costituisce diretta ed immediata espressione delle finalità proprie dell'organismo che viene in considerazione. [...] Trattandosi, nel caso di specie, di una istituzione scolastica religiosa, appare dunque corretto il computo, ai fini del collocamento obbligatorio, del personale docente, con esclusione di quanti esercitano le funzioni di culto costituenti diretta ed immediata espressione delle finalità proprie dell'istituto religioso».
La circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 18 marzo 2003, n. 31, stabiliva che «per i soggetti gestori di scuole paritarie, che operano senza fini di lucro, la quota di riserva di cui alla legge n. 68 del 1999 si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative».
Tuttavia, il medesimo Dicastero, con nota del 4 febbraio 2013, ha chiarito che la circolare ministeriale n. 31 del 18 marzo 2003 non trova più applicazione, in quanto, dopo l'entrata in vigore della legge 3 febbraio 2006, n. 27 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia di università, beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione di mutui), la materia del riconoscimento della parità scolastica è stata disciplinata dal decreto ministeriale n. 267 del 29 novembre 2007 (regolamento recante Disciplina delle modalità procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e per il suo mantenimento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27) e dal successivo decreto ministeriale n. 83 del 10 ottobre 2008 (Linee guida di attuazione del decreto 29 novembre 2007, n. 267 «Disciplina delle modalità procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e per il suo mantenimento»), i quali non contengono riferimenti alla legge n. 68 del 1999.
Il Viceministro del lavoro e delle politiche sociali: Maria Cecilia Guerra.