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Atto a cui si riferisce:
C.4/00950 con il decreto n. 468 del 2001 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'ex area industriale di Crotone è inserita nei siti di interesse nazionale (SIN); ...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 4 febbraio 2014
nell'allegato B della seduta n. 166
4-00950
presentata da
PARENTELA Paolo

Risposta. — La prima questione sottoposta dall'interrogante riguarda l'opportunità di realizzare un quadro programmatico che individui scadenze e capisaldi per le attività di bonifica delle aree ricadenti nel comune di Crotone per le quali al momento sono state contrattualizzate azioni prive di ogni efficacia se non realizzate secondo le procedure di bonifica ambientale previste dal decreto legislativo n. 152 del 2006 e, pertanto, previa applicazione delle opportune «analisi di rischio».
Al riguardo, è opportuno segnalare che la messa in sicurezza permanente è stata prevista solo per le aree fronte mare («Discarica Farina-Trappeto Ex-Fosfotec» e «Discarica Armeria Ex-Pertusola») già interessate da conferimenti abusivi di rifiuti, con presenza di riporti di materiali che rappresentano una problematica ambientale ancora aperta nell'ambito del sito d'interesse nazionale, soprattutto a livello locale.
Il primo progetto di bonifica presentato dall'Azienda Syndial spa, riguardante gli interventi di rimozione delle discariche ex Pertusola ed ex Fosfotec, prevedeva la realizzazione di una discarica di servizio agli interventi di bonifica da realizzare in località Giammiglione (Crotone), nel comune di Crotone, al confine con il territorio del comune di Scandale.
A seguito della pronuncia negativa di compatibilità ambientale sulla discarica in località Giammiglione da parte della regione Calabria, la Syndial spa, trasmetteva il progetto di bonifica, consistente in una messa in sicurezza permanente delle discariche medesime.
Con nota del 25 ottobre 2011 il comune di Crotone esprimeva la propria contrarietà a qualsiasi soluzione progettuale che non considerava la rimozione integrale dei rifiuti presenti nelle discariche a mare. Il comune, inoltre, comunicava che il proprio piano regolatore generale (PRG), per tutta l'area industriale, e, nello specifico, per le aree in esame, prevedeva la trasformazione da sito industriale a sito destinato a funzioni innovative e compatibili con lo sviluppo turistico legato alla presenza di siti archeologici e del mare. Il comune, quindi, esprimeva il proprio parere negativo, definendo tali trasformazioni incompatibili con il progetto di messa in sicurezza permanente proposto dalla Syndial spa.
Con nota dell'8 novembre 2011 la provincia di Crotone esprimeva il proprio parere negativo anche alla luce del piano regolatore generale del comune di Crotone, che risultava essere incompatibile con la messa in sicurezza permanente delle discariche a mare.
Con nota dell'8 novembre 2011 la regione Calabria rilasciava parere sfavorevole al progetto di messa in sicurezza permanente.
Altresì, la ASL di Crotone, con nota dell'11 novembre 2011, esprimeva parere igienico-sanitario non favorevole al progetto di messa in sicurezza permanente delle discariche a mare.
Infine, nella conferenza di servizi istruttoria del 9 maggio 2013, veniva richiesta all'azienda, preliminarmente alla presentazione di un nuovo elaborato progettuale, l'esecuzione di indagini di caratterizzazione delle discariche a mare anche al fine di definire l'estensione reale della contaminazione e la tipologia di rifiuti presenti nelle discariche medesime.
La seconda questione posta dall'interrogante concerne l'opportunità di verificare le procedure che hanno consentito l'approvazione del progetto di bonifica del sito ex industriale, sul quale giacciono almeno 528.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e 410.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi che, in base al progetto di bonifica approvato, rimarranno intatte su quello stesso suolo (circa 80 ettari), tenendo conto che sul sito di Pertusola sono concentrate la maggior parte delle sostanze pericolose e la bonifica in corso prevede, solo su 10 dei circa 50 ettari, tecniche di bonifica come la «fitorimediazione», i cui tempi effettivi, dimostrabili scientificamente, sarebbero pari all'incirca a 4.000 (quattromila) anni, tempi che nel progetto in corso sono indicati in soli 10 anni, nonché «rimediazione elettrocinetica» che non ha alcun effetto di bonifica sull'arsenico, semimetallo presente sul sito in concentrazioni elevatissime.
Al riguardo, occorre segnalare che il progetto di bonifica mediante phitoremedetion ed electrochemical remedetion ed enhanced monitored natural attenuation (EKRT), contenuto nel documento «Progetto operativo di bonifica ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006 – Aree Syndial – sito d'interesse nazionale di Crotone – Stabilimenti ex Pertusola», trasmesso da Syndial AD spa e individuato dalla stessa Syndial quale «Primo lotto di intervento relativamente agli interventi di bonifica in situ dei suoli dell'area dello stabilimento ex Pertusola (volume I)», è stato autorizzato all'avvio dei lavori con prescrizioni con decreto ministeriale n. 1098/TRI/DI/B del 25 gennaio 2011.
Si tratta di un progetto sperimentale che ha lo scopo di «testare» le metodologie sopra riportate, applicate in una limitata area situata all'interno dell'area ex-Pertusola. In caso di esito positivo tale intervento potrà essere esteso a tutti i 50 ettari della ex-Pertusola.
Un'ulteriore richiesta attiene all'opportunità di intervenire con azioni permanenti di monitoraggio e controllo per attuare in maniera coordinata i piani organici di sviluppo e riqualificazione delle aree ricadenti nel comune di Crotone interessate alle operazioni di bonifica.
In particolare, l'area archeologica, che occupa una superficie di circa 79 ettari (786.300 metriquadri), è stata individuata, da tempo, quale sito di grande valenza archeologica. L'iter istruttorio per la bonifica dell'area medesima è iniziato, ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999, con l'approvazione/autorizzazione da parte della conferenza di servizi decisoria del 15 aprile 2003 del piano di caratterizzazione, trasmesso dal comune di Crotone nel febbraio 2003.
Successivamente, la conferenza di servizi decisoria del 16 settembre 2004 aveva preso atto, con prescrizioni, dei risultati della caratterizzazione dei suoli, eseguita da ARPACAL. La medesima conferenza di servizi aveva ritenuto approvabile, con prescrizioni, il progetto definitivo stralcio – area archeologica – trasmesso dall'ufficio del commissario delegato per l'emergenza ambientale della regione Calabria (redatto ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999) in data 15 settembre 2004, che prevedeva il raggiungimento dei valori limite previsti nella colonna A, tabella 1, allegato 1 del decreto ministeriale n. 471 del 1999, allora vigente, in un periodo di quattro anni, eventualmente prolungabili, mediante un intervento di fitodepurazione.
La conferenza di servizi decisoria del 19 luglio 2005, alla luce dei risultati di caratterizzazione delle acque di falda, aveva deliberato di chiedere al commissario delegato per l'emergenza Calabria di attivare immediati interventi di messa in sicurezza d'emergenza delle acque di falda e di trasmettere, al fine della elaborazione del decreto interministeriale di approvazione del progetto definitivo di bonifica, un documento di recepimento delle prescrizioni già formulate dalla conferenza di servizi del 16 settembre 2004.
Con le ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3585 del 24 aprile 2007 e n. 3731 del 16 gennaio 2009 veniva trasferita alla regione Calabria la competenza sulle attività di bonifica nel sito d'interesse nazionale «Crotone, Cassano e Cerchiara».
Il comune di Crotone (individuato dall'accordo di programma quadro del 2006 quale soggetto attuatore dell'intervento medesimo) trasmetteva ulteriore documentazione integrativa, relativa al «Progetto definitivo di bonifica – stralcio dell'area archeologica» nel novembre 2009.
Infine, nel novembre 2010, il comune di Crotone inviava il «Progetto integrato per la bonifica dell'area archeologica», quale compendio dell'iniziale progetto redatto ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999 e delle sue successive integrazioni.
Pertanto, è opportuno evidenziare che il progetto iniziale, redatto ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999, è stato ritenuto approvabile con prescrizioni dalla conferenza di servizi decisoria del 16 settembre 2004. In data 28 giugno 2006, è stato firmato l'accordo di programma quadro in materia di tutela e risanamento ambientale per il territorio della regione Calabria, nel quale sono stati programmati gli interventi di bonifica dell'area archeologica. L'articolo 265, comma 4 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede che entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo medesimo può essere presentata una adeguata relazione tecnica al fine di rimodulare gli obiettivi di bonifica già autorizzati. Tale relazione prevede l'analisi di rischio sito-specifica che deve essere redatta secondo le indicazioni contenute nel manuale «Criteri metodologici per l'applicazione dell'analisi assoluta di rischio ai siti contaminati», quale documento di riferimento per la determinazione e la validazione dei parametri sito-specifici utilizzati nell'applicazione dell'analisi di rischio ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006. Tali parametri sono caratteristici del sito e, ai fini dell'elaborazione di un'analisi di rischio sito-specifica, debbono essere determinati esclusivamente mediante verifiche e/o indagini dirette. Tale relazione non è mai stata presentata dal commissario delegato.
Lo scrivente ministero, considerata anche la scadenza dei tempi per l'utilizzo dei finanziamenti stanziati dall'accordo di programma per un importo pari ad euro 6.964.446,98 (a valere, originariamente sui fondi della delibera CIPE n. 35 del 2005, poi coperti con le cosiddette «risorse liberate») e la richiesta del decreto di autorizzazione avanzata dal comune di Crotone in via provvisoria per motivi d'urgenza all'avvio dei lavori di bonifica, autorizzava con prescrizioni il medesimo comune all'avvio dei lavori con decreto n. 1124/TRI/M/DI/B del 1o febbraio 2011.
Tuttavia, il comune di Crotone perdeva i finanziamenti stanziati dall'accordo di programma quadro, in quanto non aveva impegnato le risorse stanziate dall'accordo di programma quadro medesimo nei termini previsti dalla delibera CIPE del 31 dicembre 2010.
Successivamente, nel maggio 2013, il Ministero dello sviluppo economico trasmetteva allo scrivente ministero il verbale del tavolo dei sottoscrittori del 5 marzo 2013, nel quale era stata approvata la proposta di riprogrammazione di euro 6.964.446,98 (rinvenienti dalle economie accertate nell'ambito degli accordi di programma quadro) a favore dell'intervento afferente alla bonifica dell'area archeologica ricadente nel sito di interesse nazionale di Crotone, Cassano e Cerchiara che, pertanto, ad oggi, dispone della necessaria copertura finanziaria.
Giova sottolineare che nel 2006 questo Ministero, unitamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al commissario delegato per l'emergenza ambientale nel territorio della regione Calabria, ha promosso innanzi al tribunale civile di Milano (competente in ragione della sede legale della convenuta) un'azione risarcitoria nei confronti di Syndial spa per i danni provocati nel comune di Crotone ed in quelli limitrofi.
Le responsabilità imputabili alla società concernono attività di gestione illecita di rifiuti che hanno determinato la contaminazione del suolo e della falda dell'area industriale e dell'area archeologica limitrofa all'impianto nonché dei sedimenti della fascia costiera antistante lo stabilimento.
All'esito del giudizio di primo grado, il tribunale di Milano ha pronunciato la sentenza n. 2536 depositata il 28 febbraio 2012, che ha disposto a carico della società convenuta l'obbligo di adempiere al piano di risanamento previsto nel piano operativo di bonifica (POB) nonché la condanna al pagamento della somma di euro 56.200.000,00, oltre interessi, a titolo di risarcimento del danno ambientale.
La suddetta sentenza, non impugnata da alcuna delle parti, è passata in giudicato e, pertanto, sarà cura di questo ministero porre in essere le procedure per il recupero del credito.
Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Marco Flavio Cirillo.