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Atto a cui si riferisce:
C.5/00583 il 10 luglio 2013 su diversi quotidiani online è stato diffuso il risultato di uno studio di settore svolto dalla Generations futures, associazione francese, in materia di residui chimici di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 23 ottobre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-00583

Il controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti è una delle priorità sanitarie più rilevanti nell'ambito della sicurezza alimentare ed ha la finalità di garantire un livello elevato di protezione dei consumatori.
Il Ministero della salute coordina e definisce i programmi nazionali di controllo ufficiale sui prodotti alimentari, comprendenti anche i piani annuali in materia di residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. Tali piani sono parte integrante di un programma coordinato di controllo previsto dall'Unione europea e rivolto a verificare i livelli massimi consentiti di residui nelle derrate alimentari.
I programmi di controllo riguardano tutti i prodotti alimentari, sia quelli d'importazione che quelli di produzione interna commercializzati nel territorio dell'Unione europea oppure destinati ai Paesi terzi. Vengono effettuati in tutte le fasi della produzione, della trasformazione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio, della somministrazione e dell'importazione.
Al fine di assicurare un sempre più elevato livello di protezione dei consumatori, degli operatori e dell'ambiente, sono state adottate, negli ultimi anni, alcune importanti normative comunitarie. In particolare, mi riferisco al regolamento (CE) n. 1107 del 2009 relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e alla direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi.
Il regolamento sull'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari in particolare definisce i criteri di valutazione delle sostanze attive al fine di escludere, a priori, quelle pericolose per la salute dell'uomo, degli animali o dell'ambiente, prevedendo procedure autorizzative diversificate a seconda del tipo di sostanza attiva e definisce, altresì, un sistema di sostituzione delle sostanze attive più tossiche con sostanze alternative, anche non chimiche, più sicure.
La direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi, ha l'obiettivo di dare attuazione ai contenuti della «Strategia tematica per l'uso sostenibile dei pesticidi» prevista dal Sesto programma d'azione in materia di ambiente, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
In particolare, la direttiva è finalizzata a garantire la protezione del consumatore, degli operatori agricoli, degli utilizzatori non professionali e della popolazione presente nelle aree agricole nonché la tutela dell'ambiente acquatico e delle acque potabili, della biodiversità e degli ecosistemi, ma anche la protezione di quanti accedono e usufruiscono delle aree pubbliche quali, ad esempio, parchi e scuole.
Gli strumenti principali identificati per il raggiungimento di tali obiettivi sono, oltre le limitazioni d'uso nelle aree sensibili, la diffusione della difesa integrata e della produzione biologica, la formazione degli operatori del settore e la sensibilizzazione della popolazione sugli effetti derivanti dall'impiego dei prodotti fitosanitari.
Come è noto, la suddetta direttiva è stata recepita nell'ordinamento interno con il decreto legislativo n. 150 del. 2012 che prevede in linea con la direttiva, l'adozione di un Piano di azione nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Il Piano è attualmente in corso di definizione e conterrà tutte le misure, le modalità e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dell'utilizzo dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità.
In questo quadro di normative in costante evoluzione per garantire crescenti standard di sicurezza alimentare e nel contesto di competenze operative multilivello, l'azione principale, sul territorio nazionale, coordinata dal Ministero della salute, si esplica attraverso gli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC), gli uffici di sanità marittima per gli alimenti (USMAF), i posti di ispezione frontaliera (PIF) per i mangimi e attraverso le ASL dislocate sul territorio nazionale.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali interviene, per quanto di competenza, attraverso l'azione del Dipartimento dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) quale organo tecnico di controllo prevalentemente dedicato alla prevenzione e repressioni delle frodi alimentari a tutela dei consumatori e che, nel settore specifico dei prodotti da agricoltura biologica, svolge anche controlli di rintracciabilità comprendenti gli accertamenti di tipo analitico su campioni prelevati, principalmente matrici, come i prodotti ortofrutticoli, i cereali in granella e gli sfarinati, per rilevare attraverso le analisi multi-residuali, le eventuali tracce di pesticidi non consentiti.
Pertanto, questi particolari controlli hanno lo scopo di evidenziare, oltre alla regolarità del sistema di etichettatura dei prodotti, anche e soprattutto la correttezza delle procedure di rintracciabilità adottate dagli operatori, il possesso delle previste caratteristiche «biologiche» delle materie prime impiegate e dei prodotti trasformati e finiti, nonchè l'eventuale presenza in alimenti biologici di residui di prodotti fitosanitari e di eventi GM non consentiti.
L'insieme coordinato di tutte le attività svolte dagli organi predetti costituisce una rete serrata di controlli capillari sui prodotti agro-alimentari provenienti dai Paesi comunitari ed extra comunitari al fine di garantire i massimi livelli di prevenzione e verifica delle presunte contaminazioni da pesticidi non autorizzati nell'Unione europea.
Infine, a conferma dell'elevata priorità di attenzione di questo Governo sulle problematiche in esame, voglio anche segnalare che, in sede di Consiglio dei Ministri del 29 luglio scorso, è stato approvato, in via preliminare, il disegno di legge recante «Disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana nonché di benessere animale» che dedica l'intero Capo IV al rafforzamento delle misure in materia di sicurezza alimentare.