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Atto a cui si riferisce:
S.4/00535 SONEGO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: in data giovedì 27 giugno 2013 l'interrogante si è imbarcato sul volo Roma Fiumicino-Venezia Marco Polo con previsto decollo alle ore...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 017
all'Interrogazione 4-00535

Risposta. - In merito alla delicata questione sollevata si osserva che gli accertamenti svolti dagli operatori della Polizia di frontiera, circa i fatti occorsi a bordo del volo AZ1467 del 27 giugno 2013, fanno emergere che nel caso specifico sono state seguite attentamente tutte le norme di sicurezza che precedono le operazioni di controllo per l'embargo sulla base della normativa comunitaria. Tali norme infatti prevedono che i passeggeri siano sottoposti ad attente misure di sicurezza.

I controlli sono finalizzati a garantire la sicurezza del trasporto aereo, tenendo nella dovuta considerazione anche gli aspetti legati ai principi di tutela della privacy e dignità delle persone. Essi vengono effettuati da guardie particolari giurate appositamente formate, sotto la stretta supervisione di agenti di Polizia addetti alla verifica dell'attuazione delle misure previste dal programma nazionale di sicurezza (PNS). Ai passeggeri che rifiutano di sottoporsi ai controlli sul bagaglio a mano, nonché alle procedure di identificazione personale, non viene consentito l'accesso alle aree sterili dell'aeroporto, né a bordo del velivolo.

Gli operatori addetti al vettore verificano la concordanza tra il nominativo del passeggero riportato sulla carta d'imbarco con quello risultante dal documento d'identità personale. In caso di discordanza, il passeggero non viene imbarcato e contestualmente viene data comunicazione all'ufficio di Polizia di frontiera.

Si segnala, inoltre, l'interpretazione operata dal Consiglio di Stato in relazione al divieto sancito dall'articolo 5 della legge n. 152 del 1975 (sentenza n. 3076 del 19 giugno 2008). Secondo il Consiglio di Stato tale norma sancisce un divieto assoluto di comparire mascherati soltanto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico. Negli altri casi l'utilizzo di mezzi potenzialmente idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento sussiste solo se avviene senza giustificato motivo. Tra le circostanze idonee ad integrare un giustificato motivo rientra l'utilizzo del velo, in quanto espressione di una specifica tradizione religiosa e culturale

Si rappresenta, infine, che nel caso specifico il riconoscimento e l'identificazione della persona era stato già effettuato nella fase iniziale dei controlli per l'accesso alle aree aeroportuali e pertanto ulteriori successive identificazioni sarebbero state percepite dall'interessata come lesive della dignità personale in relazione anche al rispetto della propria libertà religiosa e culturale.

BUBBICO FILIPPO Vice ministro dell'interno

25/10/2013