• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02068/016 premesso che: il provvedimento in esame prevede, tra le altre cose, disposizioni finalizzate ad adottare misure di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica ed integrazione delle norme...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2068/16 presentato da ALDO DI BIAGIO
giovedì 2 febbraio 2017, seduta n. 754

Il Senato,
premesso che:
il provvedimento in esame prevede, tra le altre cose, disposizioni finalizzate ad adottare misure di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica ed integrazione delle norme in materia-di Servizio nazionale di protezione civile e delle relative funzioni, in base a principi di leale collaborazione e di sussidiarietà, nel rispetto delle norme della Costituzione e dell'ordinamento dell'Unione europea;
La suddetta prospettiva di riordino si ritiene non possa prescindere da quanto disposto dalla decisione n. 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, ad integrazione e proseguimento del meccanismo comunitario di risposta emergenziale già previsto dalla normativa europea precedente, che ha previsto all'articolo 11 disposizioni inerenti un meccanismo unionale di protezione civile denominato capacità europea di risposta emergenziale (EERC) "un pool volontario di mezzi di risposta preimpegnati degli Stati membri e comprende moduli, altri mezzi di risposta ed esperti";
A tal riguardo, la legge 115 del 2015 (legge Europea 2014), al fine di dare attuazione a quanto disposto dalla sopraccitata decisione n. 1313/2013/UE e con particolare riferimento alla costituzione dell'EERC, ha previsto all'articolo 27 "l'Impiego di moduli, di mezzi, di attrezzature e di esperti qualificati, all'uopo specificamente formati";
in particolare, il comma 3 dell'articolo 27 della legge Europea 2014 prevede che "Al fine della partecipazione dell'Italia alle attività di cui ai commi 1 e 2 , il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzato a intraprendere ogni utile iniziativa finalizzata ad attivare le misure rientranti nell'EERC anche stipulando appositi accordi e convenzioni con amministrazioni e organizzazioni, avvalendosi anche delle risorse finanziarie previste dalla decisione n. 1313/2013/UE";
è opportuno precisare che la decisione n. 1313/2013/UE interviene, come precisato dall'articolo 10, sia in tema di risposta alle catastrofi, sia in risposta alle crisi umanitarie, al di fuori dell'Unione, individuando e favorendo "le sinergie tra l'assistenza di protezione civile e i finanzia menti destinati agli aiuti umanitari erogati dall'Unione e dagli Stati membri";
in questa prospettiva di ritiene rilevante segnalare che in tema di supporto alle situazioni di emergenza e di soccorso, nell'ambito della recente approvazione del cosiddetto Decreto Missioni Internazionali, l'Italia ha previsto l'autorizzazione, a decorrere dallo gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, della spesa di euro 687.399 per l'impiego di personale della Croce Rossa italiana ausiliario delle Forze armate per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
sebbene la suddetta preveda un ridimensionamento delle risorse riservate al corpo militare della croce rossa italiana, rispetto a quanto sancito in provvedimenti di analoga materia, appare evidente la conferma da parte del Governo dell'attenzione riservata al corpo medesimo e del suo carattere ancora indispensabile sul fronte delle esigenze di supporto in aree di crisi, tale da prevedere un inderogabile coinvolgimento del medesimo corpo nell'ambito delle dinamiche di riordino di cui al presente provvedimento,
siffatto trend sembra stonare rispetto alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2016 recante le tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento del personale già appartenente al Corpo militare e quelli previste dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Associazione italiana della Croce Rossa (CRI) noto come provvedimento di "smilitarizzazione" adottato in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 178 del 2012, ai sensi del quale veniva rimessa all'autorità di Governo l'individuazione dei criteri e delle modalità di equiparazione "tra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della croce rossa italiana e quelli del personale di cui all'articolo 5 già appartenente al Corpo militare, nonché tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della Pubblica amministrazione";
il suddetto DPCM è stato oggetto di un procedimento di controllo preventivo di legittimità da parte della Corte dei conti che ha condotto a molteplici rilievi sia formali che sostanziali tali da compromettere al momento l'emanazione;
di contro, le disposizioni del decreto missioni confermano la rilevanza inderogabile del Corpo militare della croce rossa italiana, il cui rinnovato impegno come corpo ausiliario delle Forze armate consentirebbe al personale in servizio di continuare a prestare la propria opera in qualità di soccorritori alla luce anche degli impegni che l'Italia ha assunto nei teatri strategici internazionali e nei confronti europei per effetto degli adempimenti degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione;
il riconoscimento di tale rilevanza emerge ulteriormente dagli impegni più volte contratti dal Governo in materia, in ultimo con l'approvazione dell'odg in occasione della lettura al senato del ed Decreto missioni internazionali, attraverso il quale l'esecutivo si è impegnato "a valutare in ottemperanza agli impegni già accolti dal Governo, di inquadrare l'operatività del Corpo militare croce rossa italiana nell'ambite del meccanismo unionale di protezione civile europea" di cui all'articolo 27 della legge n. 115 del 2015 (legge europea 2014),
impegna il Governo a valutare l'opportunità di procedere alla piena attuazione di quanto sancito dall'articolo 27 della legge europea.
(numerazione resoconto Senato G1.108)
(9/2068/16)
DI BIAGIO