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Atto a cui si riferisce:
C.5/00950 in base all'articolo 46 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada), come modificato dall'articolo 8 della legge 29 luglio 2010, n. 120, si intendono per veicoli tutte...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 5 novembre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-00950

Con riferimento alle richieste degli interroganti circa l'eventualità di adottare misure atte a consentire la mobilità dei disabili forniti di macchine per uso di invalidi devo fare presente che, in base alla modifica introdotta dall'articolo 8, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120, il vigente articolo 46, comma 1, lettera b), del Codice della Strada esclude dall'alveo della definizione di veicolo le macchine per uso di invalidi, rientranti tra gli ausili medici secondo le vigenti disposizioni comunitarie, anche se asservite da motore.
Pertanto, la circolazione su strada di dette macchine deve ritenersi assimilata a quella dei pedoni.
Al riguardo, l'articolo 190, comma 7, del citato Codice della Strada prevede espressamente che le macchine di persone invalide, anche se asservite da motore, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni, secondo le modalità stabilite dai proprietari delle strade, garantendone dunque la mobilità.
Conseguentemente, in assenza di specifiche prescrizioni o divieti da parte degli Enti proprietari delle strade, anche la circolazione su strada delle macchine per uso invalidi deve ritenersi disciplinata dai commi da 1 a 6 del richiamato articolo 190.
Tale articolo, prevede, tra l'altro, che i pedoni e, dunque, detti ausili medici, devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino o siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione.
In tale quadro, è di tutta evidenza, come peraltro confermato anche dal Ministero dell'interno, che i precisi limiti costruttivi posti dal legislatore con l'articolo 196 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada), entro i quali le macchine in questione devono rientrare al fine di non essere considerati veicoli, hanno lo scopo di evitare eccessi nella loro costruzione e commercializzazione, posto che sono destinate esclusivamente al servizio di soggetti in particolari condizioni fisiche o psichiche.
In definitiva, l'assimilazione ai pedoni e pertanto la previsione normativa di non consentire la circolazione di tali ausili medici in aree aperte al traffico è pertanto da interpretarsi, piuttosto che come un limite, come una forma di tutela a garanzia della sicurezza per la categoria degli utenti invalidi.
Ciò a causa della condizione di pericolo in cui i medesimi potrebbero trovarsi per l'assenza di adeguati sistema di sicurezza passivi, nonché per le dimensioni, la ridotta velocità e la tenuta della strada dei mezzi in parola rispetto agli altri veicoli circolanti.
Infine, quanto all'opportunità che le macchine in questione siano coperte da assicurazione per la responsabilità civile obbligatoria, il Ministero dello sviluppo economico, interessato al riguardo, pur assicurando ogni disponibilità per un eventuale approfondimento sul tema assicurativo, fa rilevare come la normativa vigente, pur prevedendola per i veicoli a motore, ovvero per i veicoli in senso stretto, senza guida di rotaie per la circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, dotati di targa e di immatricolazione, ammette una serie di esclusioni quali i velocipedi, anche a pedalata assistita, con potenza e velocità fissate sotto determinate soglie, nel rispetto del bilanciamento degli interessi alla sicurezza dei cittadini e della circolazione stradale.
Conseguentemente, il legislatore ha valutato in termini di opportunità, a fronte di un rischio basso per la incolumità della collettività, il non obbligo di assicurazione in tutti quei casi, tra cui velocipedi e macchine per uso di invalidi non equiparate ai veicoli, in cui non risulta prevalente la necessità di contrarre una polizza auto.