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Atto a cui si riferisce:
C.5/00975 in materia di finanza locale, negli ultimi anni sono stati promossi numerosi interventi normativi principalmente rivolti al contenimento della spesa e alla riduzione dell'indebitamento da parte...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 11 settembre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-00975

Con l'interrogazione a risposta immediata in Commissione l'On. Fragomeli ed altri chiedono che venga rivista l'attuale disciplina in materia di estinzione anticipata dei mutui degli enti locali.
Al riguardo, Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ha comunicato che l'indennizzo previsto per l'estinzione anticipata dei prestiti ordinari concessi dalla medesima in favore degli enti locali, e regolati a tasso fisso, ha la finalità di recuperare i costi connessi al disallineamento tra i tassi dell'originaria provvista necessaria ai fini della concessione del finanziamento e i tassi di mercato vigenti al momento del rimborso anticipato.
Pertanto, a fronte di una riduzione dell'indennizzo per estinzione anticipata da parte degli enti locali, associata a una elevata richiesta di rimborso di prestiti, potrebbero verificarsi significative conseguenze per la società in termini di redditività ed equilibrio economico-patrimoniale.
In particolare, relativamente ai prestiti ordinari regolati a tasso variabile, viene richiesto un indennizzo in misura forfettaria pari allo 0,125 per cento del debito residuo oggetto di rimborso, a copertura degli oneri connessi alla gestione del prestito nel corso della sua durata.
La possibilità che vengano estinti dei prestiti a tasso fisso senza indennizzo, o con indennizzo non superiore allo 0,50 per cento, per mutui in essere a tassi superiori a quelli vigenti sul mercato creerebbe un'asimmetria rispetto al fatto che Cassa Depositi e Prestiti resta obbligata a corrispondere tassi, anche elevati, nei confronti dei risparmiatori che hanno sottoscritto buoni postali, che costituisce la provvista a fronte della quale la società concede prestiti agli enti locali.
Inoltre, la fissazione di indennizzi per estinzione anticipata a livelli predefiniti non superiori allo 0,50 per cento potrebbe condurre alla completa sostituzione dei prestiti a tasso fisso con quelli a tasso variabile, ovvero la fissazione di tassi di interessi (fissi) a livelli più elevati, proprio per tener conto dei possibili oneri conseguenti ad un'eventuale estinzione anticipata degli stessi richiesta dagli enti locali mutuatari.
Infine, per quanto riguarda i prestiti che presentano quale modalità di calcolo dell'indennizzo quello previsto dal decreto ministero dell'economia e finanze 20 giugno 2003, Cassa Depositi e Prestiti ha precisato che una eventuale revisione dello stesso, che comporti la corresponsione di indennizzi inferiori a quelli attualmente previsti, determinerebbe la necessità di reintegrare la società per i minori introiti che si verrebbero a creare in conseguenza della revisione stessa.