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Atto a cui si riferisce:
C.4/01810 il 20 aprile del 1989 il comune di Salerno, con deliberazione della giunta, affidava ad uso gratuito dei locali in cui l'A.I.G. sezione di Salerno, avrebbe potuto svolgere attività di ostello...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 24 febbraio 2014
nell'allegato B della seduta n. 178
4-01810
presentata da
GIORDANO Silvia

Risposta. — Il comune di Salerno, consultato in merito ai fatti riferiti dall'interrogante, ha comunicato che il servizio di prima accoglienza di immigrati e di persone con basso reddito è affidato alla cooperativa sociale «Livingstone promozione e turismo srl», operante nel settore già da tempo.
Tale servizio viene svolto in locali di proprietà comunale, in passato concessi alla cooperativa a titolo gratuito per la realizzazione di un ostello della gioventù; la convenzione è poi scaduta nell'ottobre del 2009, ma l'attività è continuata anche dopo.
Il comune di Salerno, nell'ambito delle politiche di contenimento della spesa pubblica, da alcuni anni ha dato inizio a una dismissione graduale dei fitti passivi, recedendo in tale ottica anche dal contratto di locazione degli immobili occupati dalla Livingstone.
Tuttavia, tenuto conto dell'ingente richiesta di accoglienza proveniente dalle molte persone in difficoltà, nel luglio del 2012 il comune ha stipulato con la Livingstone un protocollo d'intesa in base al quale, a fronte di un contributo annuo di 46 mila euro erogato dall'Ente, la società si impegnava al pagamento dell'affitto dei locali; l'accordo prevedeva anche una riserva di dieci posti di prima accoglienza per le persone in difficoltà segnalate dall'Assessorato alle politiche sociali.
Il 24 aprile dell'anno seguente, il provvedimento è stato revocato per inadempienza da parte della Livingstone, con la conseguente richiesta di rilascio dei locali comunali occupati. Al riguardo, l'amministrazione comunale ha fatto sapere di non possedere altre strutture idonee ad accogliere quel particolare tipo di attività.
Per quanto concerne invece i beni confiscati alla mafia, si ricorda che l'articolo 48, comma 3, lettera c) del decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011 stabilisce che debbano confluire, per finalità istituzionali o sociali, nel patrimonio dell'ente territoriale in cui sono situati; questo, a sua volta, delibera – nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento – la concessione di tali beni alle associazioni e comunità individuate sul territorio.
La vigente normativa, pertanto, non prevede tra le attribuzioni di questa Amministrazione la destinazione diretta degli immobili alle associazioni anzidette, riservandole, per il tramite dell'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla mafia, esclusivamente un'attività di verifica in ordine all'effettivo utilizzo a fini istituzionali o sociali dei beni trasferiti agli enti locali.
Il Viceministro dell'interno: Filippo Bubbico.