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Atto a cui si riferisce:
C.4/01920 alcune agenzie di stampa, comunicati di Greenpeace Italia, un articolo de La Repubblica online riportano la notizia dell'abbordaggio, il 19 settembre 2013 da parte della guardia costiera della...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 3 ottobre 2013
nell'allegato B della seduta n. 90
4-01920
presentata da
REALACCI Ermete

Risposta. — Non appena informata dell'accaduto, su istruzioni della Ministro Bonino, la Farnesina, per il tramite dell'ambasciata a Mosca e del consolato generale a San Pietroburgo, si è immediatamente attivata per assistere il connazionale Cristian D'Alessandro. Le nostre Rappresentanze diplomatiche hanno contattato ripetutamente le istituzioni russe a vario titolo coinvolte nella gestione del caso per acquisire informazioni ed in particolare per sapere se il nostro connazionale o altri cittadini italiani fossero stati sottoposti a misure restrittive e/o coinvolti in incidenti. Hanno preso contatto, inoltre, con l'ambasciata olandese (la nave batte bandiera olandese) e con diplomatici britannici e finlandesi a San Pietroburgo per coordinare le azioni da intraprendere a tutela dell'equipaggio.
L'ambasciata e il consolato generale hanno avuto conferma che la Arctic Sunrise era stata posta sotto sequestro e che, con le persone a bordo, veniva scortata presso il porto di Murmansk, con il connazionale D'Alessandro in stato di fermo. Il console generale ha, inoltre, personalmente approfondito le informazioni acquisite con i consoli generali dell'Unione europea accreditati a San Pietroburgo in una riunione presieduta dal nuovo capo delegazione dell'UE a Mosca. La nave è arrivata il 24 settembre nei pressi di Murmansk dove era già arrivato il vice console d'Italia a San Pietroburgo, che ha visitato il nostro connazionale trovandolo in buone condizioni psico-fisiche.
Il 26 settembre il tribunale di Murmansk ha convalidato il fermo del signor D'Alessandro, disponendone l'arresto per due mesi come misura cautelare. La decisione è stata assunta in un'udienza pubblica nel corso della quale gli è stato contestato il reato di pirateria in associazione. Analoga decisione è stata assunta nei confronti di tutti gli altri membri dell'equipaggio (di varie nazionalità), già sentiti nel corso di precedenti udienze. Gli inquirenti hanno preannunciato che sull'accaduto verranno avviate a breve approfondite indagini. All'udienza erano presenti anche il vice console a San Pietroburgo ed un interprete del consolato generale. Assistenza legale è stata fornita al D'Alessandro dall’equipe di avvocati messi a disposizione da Greenpeace, che hanno manifestato l'intenzione di ricorrere in appello contro la decisione.
In un incontro con il direttore generale del I dipartimento europeo del Ministero degli esteri russo, responsabile per i Paesi dell'Europa occidentale, l'ambasciata ha manifestato la viva attesa che la situazione del connazionale possa essere rapidamente chiarita, che prevalga una lettura dell'accaduto che metta in luce il carattere pacifico e puramente dimostrativo della sua azione e che, pertanto, l'intero caso possa chiudersi positivamente.
Di tutti gli sviluppi della vicenda sono stati costantemente informati la famiglia del signor D'Alessandro e Greenpeace.
La Farnesina, anche per il tramite dell'ambasciata a Mosca e del consolato generale a San Pietroburgo, continuerà a sensibilizzare le competenti autorità russe affinché il caso possa trovare una positiva soluzione e a fornire ogni consentita assistenza al nostro connazionale.
Il Viceministro degli affari esteri: Bruno Archi.