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Atto a cui si riferisce:
C.4/01926 il 28 agosto 2013 in un quartiere estremamente popolato della città di Bari, si è consumato, in mezzo ai passanti, l'ennesimo omicidio di mafia nel quale ha trovato la morte il boss Felice...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 20 febbraio 2014
nell'allegato B della seduta n. 177
4-01926
presentata da
BRESCIA Giuseppe

Risposta. — La criminalità organizzata di Bari ha una struttura orizzontale, caratterizzata da confederazioni di clan prive di un vertice comune in grado di impartire disposizioni univoche; ciò determina una sostanziale fluidità degli equilibri criminali, causando cicliche e improvvise aperture di nuovi fronti di conflittualità.
Attualmente si sta assistendo ad un periodo di forte instabilità, sia per effetto dello stato di detenzione di alcune delle figure di spicco dei clan «storici», sia come conseguenza degli omicidi di alcuni loro esponenti. La recrudescenza delittuosa alla quale fa riferimento l'interrogante è quindi determinata da un mutamento degli assetti all'interno di una geografia rinnovata della malavita organizzata: l'evidente indebolimento dei clan storici permette alle giovani leve di creare nuove alleanze per la scalata delle gerarchie criminali.
Per quanto concerne invece i furti di mezzi agricoli e i reati di danneggiamento alle coltivazioni, si assicura che le forze dell'ordine, con l'ausilio del Corpo forestale dello Stato, svolgono un'assidua attività di prevenzione e contrasto.
Tali fattispecie delinquenziali, tipiche dell'ambiente rurale, infatti vengono monitorate costantemente dal gruppo di lavoro provinciale per la sicurezza agricola e agroalimentare, che si occupa anche di programmare l'attività dell'Osservatorio regionale sulla sicurezza agricola e agroalimentare (Orsa); contestualmente, l'Osservatorio provinciale sulla sicurezza agricola e agroalimentare ha il compito di dare attuazione alle direttive adottate dal predetto organismo regionale.
Per quanto concerne la situazione degli organici delle forze dell'ordine, sulla base dei dati aggiornati allo scorso mese di settembre, si rappresenta che la forza effettiva dei tre corpi a competenza generale è di 5.575 unità – 2.001 della Polizia di Stato, 2.090 dell'Arma dei Carabinieri e 1.484 della Guardia di Finanza – a fronte di una previsione tabellare di 5.954 unità; si tratta di una carenza d'organico corrispondente a un'aliquota del -10 per cento circa, rispetto al -14,2 per cento della media nazionale.
A riprova della grande attenzione riservata alle problematiche della provincia barese, il Ministro dell'interno – a seguito dell'impegno assunto in occasione del vertice tenutosi presso la prefettura di Bari lo scorso 22 maggio – ha disposto il potenziamento delle forze dell'ordine sul territorio in questione; al riguardo si conferma che, in occasione delle recenti assegnazioni di agenti della Polizia di Stato di nuova nomina, ai presidi baresi sono state riservate 86 unità, destinate in parte alla questura e ai commissariati dipendenti, in parte ai servizi di controllo del territorio.
È opportuno sottolineare, inoltre, come questa Amministrazione sia particolarmente attenta all'evoluzione delle dinamiche criminali e, in relazione a particolari contingenze, produca «modelli d'intervento tematici» costituendo dei «desk interforze». Il desk è composto da rappresentanti delle forze di polizia – Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Direzione investigativa antimafia – che operano d'intesa con il Procuratore Distrettuale Antimafia. Il suo compito è quello di elaborare a livello centrale specifiche misure di prevenzione patrimoniale, per poi individuare sul territorio i beni ascrivibili direttamente o in via mediata alle famiglie mafiose. A Bari e Foggia è attivo un desk istituito il 30 ottobre 2009 con circolare della direzione centrale della polizia criminale.
A ciò si deve aggiungere il progetto Macro, che prevede la realizzazione di una mappa nazionale dei sodalizi criminali attraverso un sistema informatico integrato con le banche dati Sistema d'indagine (Sdi) ed Sistema di supporto alle decisioni (Ssa). La mappatura consente il censimento delle organizzazioni criminali di tipo mafioso, italiane e straniere, delle quali siano state individuate la denominazione, l'area d'influenza, le attività illecite e lecite e dei soggetti ad esse collegati.
Il patrimonio informativo viene preventivamente condiviso in seno a Gruppi provinciali interforze (Gpi), costituiti presso gli uffici territoriali del Governo, coordinati da un delegato del prefetto e composti dai rappresentanti provinciali delle forze di polizia e della Direzione investigativa antimafia.
Lo scambio informativo fra i Gpi costituisce uno dei maggiori punti di forza dell'applicativo e viene aumentato con informazioni «certificate» attraverso il vaglio delle strutture investigative che, sul territorio provinciale, svolgono ai più alti livelli l'attività operativa di contrasto al crimine organizzato. Nella regione Puglia il progetto ha trovato la sua realizzazione nella costituzione dei Gpi presso tutte le prefetture; in particolare, per quella di Bari si è provveduto all'avvio il 30 marzo 2012.
Il Viceministro dell'interno: Filippo Bubbico.