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Atto a cui si riferisce:
C.5/01057 è tuttora vigente l'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, che impone il trasferimento della proprietà della Banca d'Italia allo Stato e a enti pubblici; tale articolo, al...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 3 ottobre 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01057

Con l'interrogazione a risposta immediata in Commissione l'onorevole Paglia ed altri pongono quesiti in ordine all'assetto proprietario della Banca d'Italia e alla valutazione delle quote di partecipazione al capitale.
In proposito, la Banca d'Italia, interpellata tramite la Segreteria del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, ha comunicato che per quanto concerne la partecipazione di soggetti vigilati al proprio capitale e la lamentata presenza di profili di conflitto di interesse da ciò rivenienti, l'assetto proprietario della Banca non dà luogo ad alcun conflitto di interessi, né pregiudica in alcun modo l'autonomia e l'indipendenza della stessa.
La legge, infatti, sottrae ogni potere di intervento nelle materie istituzionali, quali la vigilanza bancaria e finanziaria e la politica monetaria, agli organi che possono essere considerati espressione dei partecipanti al capitale: Assemblea dei partecipanti, Consiglio superiore, Collegio sindacale. In particolare, le funzioni di vigilanza creditizia e finanziaria fanno capo al Direttorio della Banca e sono espressamente escluse dalle competenze del Consiglio superiore, organo deputato all'amministrazione generale della Banca.
L'estraneità del Consiglio superiore alle materie della vigilanza creditizia e finanziaria, sancita dall'articolo 5 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947 n. 691 esclude l'esistenza di situazioni di conflitto di interessi tra funzioni di vigilanza e soggetti vigilati.
Si soggiunge che anche la politica monetaria – il cui processo decisionale rientra nelle competenze del Consiglio direttivo della BCE, organismo ove la Banca d'Italia è rappresentata dal Governatore – è sottratta alle competenze degli organi espressione dei partecipanti al capitale e che, conseguentemente, neppure in tale ambito possono rinvenirsi profili di conflitto di interesse.
In ordine al proprio assetto proprietario, la Banca d'Italia ha ribadito la sua disponibilità a dialogare con il Governo nel rispetto della volontà del legislatore e salvi i principi del diritto europeo sull'indipendenza delle banche centrali.
Circa la problematica relativa al valore delle quote di partecipazione al proprio capitale, la Banca d'Italia ha fatto presente che – anche in relazione a una richiesta formulata dal Ministro dell'economia e delle finanze – è stata avviata una riflessione sulla valutazione delle quote stesse, avvalendosi dell'ausilio di un Comitato di esperti di alto livello.
Il Comitato è composto dal Prof. Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, dal prof. Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, e dal Rettore dell'Università Bocconi di Milano, Prof. Andrea Sironi.
La prima riunione del Comitato si è svolta in data 20 settembre u.s. alla presenza del Governatore Ignazio Visco, del Direttore Generale Salvatore Rossi e del Vice Direttore Generale Fabio Panetta.