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Atto a cui si riferisce:
C.4/02040 il 18 agosto 1946 si verificò sulla spiaggia di Vergarolla (Pola, odierna Croazia) una violenta esplosione provocata dalla detonazione di alcune mine; si riteneva fossero inoffensive dal momento...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Sabato 21 dicembre 2013
nell'allegato B della seduta n. 143
4-02040
presentata da
GARAVINI Laura

Risposta. — La vicenda della tragica esplosione di Vergarolla del 1946 è stata nel tempo attentamente seguita dal Ministero degli affari esteri. In particolare, alle cerimonie organizzate a Pola ogni 18 agosto, l'Italia è da anni rappresentata dall'ambasciata a Zagabria (nella persona dell'ambasciatore o, in caso di sua assenza dalla sede, dal vicario) o dal Consolato generale a Fiume (nella persona del Console generale, o in caso di sua assenza dalla sede, dal vicario), che assicurano anche la deposizione di corone di fiori sul monumento commemorativo nella piazza proprio recentemente intitolata alle vittime di Vergarolla.
Quanto agli approfondimenti evocati nell'interrogazione sulle fonti e testimonianze storiche del fatto, da parte del Ministero degli affari esteri vi è disponibilità sia a sostenere un progetto scientifico da finanziarsi sulla base della legge n. 72 del 2001, sia a mettere a disposizione di studiosi, per quel periodo, il fondo archivistico dell'Ambasciata d'Italia a Belgrado ed in tale prospettiva sono già stati avviati contatti con la «Federazione delle Associazioni degli Esuli Fiumani, Istriani e Dalmati» per la realizzazione di un possibile progetto con tale obiettivo.
Più in generale, il Ministero degli affari esteri, nello spirito del «Giorno del Ricordo» sostiene pienamente le iniziative proposte nell'ambito della legge n. 72 del 2001 tese a far meglio conoscere la tragedia dell'Esodo e le atroci vicissitudini che la popolazione autoctona italiana dovette subire dal regime comunista dell’ex Jugoslavia al termine delle ostilità.
Il Viceministro degli affari esteri: Marta Dassù.