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Atto a cui si riferisce:
C.4/02093 nel mese di settembre 2013, la prefettura di Trapani ha revocato la concessione per la fornitura dei servizi di gestione del Centro di identificazione ed espulsione di Milo (TP) alla...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Sabato 21 dicembre 2013
nell'allegato B della seduta n. 143
4-02093
presentata da
PALAZZOTTO Erasmo

Risposta. — La gestione del centro di identificazione ed espulsione di Milo, a Trapani, era stata affidata al consorzio l'Oasi a decorrere dall'11 agosto 2012. Tuttavia, dopo aver formalmente contestato le ripetute inadempienze riscontrate nella gestione, l'11 settembre 2013 la locale prefettura ha comunicato al citato consorzio la risoluzione della convenzione.
Di conseguenza, il 26 settembre 2013 la stessa prefettura ha trasmesso ad alcune ditte l'invito a partecipare ad apposita procedura negoziata per l'affidamento temporaneo, per un periodo di sei mesi, della gestione del centro di identificazione ed espulsione di Milo, nelle more del bando di gara per l'affidamento triennale. La procedura ha avuto esito negativo, in quanto le ditte partecipanti non possedevano i requisiti richiesti ovvero non avevano presentato un'offerta valida.
Pertanto, la prefettura di Trapani ha attivato un'ulteriore procedura negoziata, che si è conclusa il 22 novembre 2013 con l'aggiudicazione definitiva al consorzio sociale Glicine.
Sebbene il centro di identificazione ed espulsione di Milo sia tuttora gestito dal consorzio l'Oasi – nelle more della stipula del contratto con il nuovo ente gestore – è in corso di definizione l'iter per la consegna anticipata del servizio alla ditta aggiudicataria, proprio al fine di risolvere le problematiche riscontrate con l'attuale gestore, accelerando il più possibile l'effettivo subentro del consorzio Glicine.
Più in generale, con riferimento alla governance del fenomeno migratorio, si assicura che l'obiettivo del governo è di garantire il pieno rispetto dei diritti degli stranieri che entrano nel nostro Paese, nonché la massima trasparenza ed efficienza da parte dei soggetti cui è affidata la gestione del centro di identificazione ed espulsione, senza trascurare l'aspetto della sicurezza. Inoltre, il Ministero dell'interno svolge un costante monitoraggio sulle condizioni di vita all'interno dei centri, sia direttamente sia tramite le prefetture territorialmente competenti. In particolare, viene verificata la regolarità dei servizi appaltati, nonché l'effettiva erogazione dell'assistenza socio-sanitaria, psicologica e infermieristica, finalizzata a garantire la salute psico-fisica degli immigrati. In caso di accertato disservizio, le stesse prefetture applicano una penale e, in caso di grave inadempienza, hanno la facoltà di risolvere il contratto, come più volte avvenuto nei mesi scorsi.
Il Ministero dell'interno si avvale, altresì, della collaborazione di organismi impegnati nella tutela dei diritti umani, quali il Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, la Croce rossa italiana, l'agenzia dell'ONU per i rifugiati e la Caritas, con i quali le singole prefetture stipulano apposite convenzioni volte a garantire attività di assistenza o a sviluppare progetti in collaborazione con l'ente gestore. Presso ciascuno dei centri governativi, inoltre, sono state istituite apposite commissioni, con il compito di verificare, con cadenza periodica, il rispetto delle convenzioni stipulate.
Infine, pur nelle attuali ristrettezze di bilancio, il governo intende promuovere un significativo miglioramento delle condizioni dei centri per l'immigrazione. Del resto, gli episodi di tensione che hanno interessato recentemente alcuni dei centri di identificazione ed espulsione dislocati sul territorio nazionale dimostrano chiaramente che sussiste l'esigenza di intraprendere iniziative finalizzate ad assicurare sempre migliori standard di accoglienza e un maggiore livello di sicurezza. In tal senso, anche senza arrivare a ipotizzare una soppressione di tali strutture – che appaiono ancora necessarie, soprattutto per quanto riguarda l'identificazione – si ritiene che possano essere riviste alcune modalità di funzionamento nonché la struttura dei centri di identificazione ed espulsione, per assicurare condizioni di maggiore vivibilità ordinaria e nel rispetto dei tempi strettamente funzionali all'identificazione.
Compatibilmente con le risorse economiche disponibili, si potrà intervenire sui criteri posti a base d'asta per l'aggiudicazione degli appalti di gestione, anche modificando l'elenco dei servizi previsti dall'attuale capitolato unico: ad esempio riducendo il numero dei servizi, in maniera da rendere la base d'asta conforme rispetto ai servizi da apprestare, oppure diversificando la base d'asta con riferimento alle presenze; infatti, essendo i costi fissi sempre gli stessi, la presenza di un numero di persone più limitato richiede di essere affrontata con una base d'asta maggiore rispetto alla presenza di un numero superiore di persone.
Ulteriori iniziative, che coinvolgono anche altre amministrazioni, saranno attentamente valutate dal governo, come la necessità di rafforzare già in carcere l'espletamento delle procedure di identificazione, poiché il numero di persone che entrano nei centri di identificazione ed espulsione e hanno già scontato pene detentive è elevatissimo. Questi interventi saranno finalizzati a garantire una gestione trasparente ed efficiente dei centri, nel pieno rispetto della dignità degli stranieri che entrano nel nostro Paese. Per altri aspetti e, in particolare, per quanto riguarda la durata della permanenza nei centri di identificazione ed espulsione, è necessario un percorso normativo di più ampio respiro, che richiede un sostanziale contributo parlamentare, considerata la particolarità della materia, che incide sul delicato equilibrio tra sicurezza e diritti fondamentali della persona.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Domenico Manzione.