• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02769    rispondendo a precedenti atti di sindacato ispettivo, il Ministro interrogato segnalava l'esistenza del registro dei donatori di gameti e la completa tracciabilità delle donazioni,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02769presentato daGIGLI Gian Luigitesto diMartedì 7 febbraio 2017, seduta n. 737

   GIGLI e SBERNA. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   rispondendo a precedenti atti di sindacato ispettivo, il Ministro interrogato segnalava l'esistenza del registro dei donatori di gameti e la completa tracciabilità delle donazioni, garantendo interventi in caso di sospetti;
   un'inchiesta, pubblicata da Corriere.it il 28 dicembre 2016, solleva ora pesanti sospetti sull'importazione di gameti per la fecondazione eterologa delle regioni italiane;
   il giornale segnala la moltiplicazione di ovobanche in Spagna e pubblicità contenenti messaggi espliciti: «Diventa donatrice di ovociti. La tua generosità sarà ricompensata»;
   a Marbella opera Ovobank, prima banca di ovociti in Europa e principale punto di riferimento degli ospedali italiani. Alla data dell'inchiesta, Ovobank vantava 40 contratti attivi e 20 in attesa di sottoscrizione. Nelle richieste dall'Italia vengono specificate le caratteristiche delle richiedenti, utili a selezionare la donatrice più compatibile dal punto di vista immunologico e fisico. Secondo i responsabili, Ovobank riceverebbe 100-150 richieste dall'Italia al mese;
   il lavoro più difficile è trovare le mujeres donantes che, secondo la coordinatrice di Ovobank, «vengono sottoposte a visita psicologica, ginecologica e analisi del sangue. Quando va a segno l'abbinamento (...) la donatrice si sottopone a un trattamento ormonale di 10-15 giorni, con punture nella pancia (...). La giovane viene contemporaneamente una decina di volte alla clinica per i controlli ecografici». Infine, arriva il momento del prelievo vero e proprio, con anestesia e intervento chirurgico laparoscopico;
   per questa procedura, impegnativa e pericolosa, non si trovano donne disponibili in Italia. In Spagna se ne trovano molte, per la modica cifra di mille euro, che sarebbero elargiti non come compenso, vietato, ma come rimborso spese per i disagi;
   mentre la sanità italiana fatica a sostenere l'essenziale e l'Italia retrocede nelle classifiche, l'eterologa è entrata nei livelli essenziali di assistenza e le regioni pagano a Ovobank 4.000 euro a gamete, da moltiplicare per sei per ogni ricevente, per un totale di 24.000 euro a ricevente per i soli ovociti;
   nell'articolo si chiarisce che sarebbero 1.300 le donatrici collegate a Ovobank, nei cui laboratori verrebbero prelevati circa 8.000 gameti all'anno, dei quali il 60 per cento diretto in Italia. Sembrerebbe che ogni donatrice si sottoponga a 6 prelievi all'anno, non per guadagnare 6.000 euro, ma per «spirito di solidarietà», virtù molto diffusa in Spagna e irreperibile in Italia –:
   se il Ministro interrogato intenda assumere ogni iniziativa di competenza volta ad assicurare controlli adeguati, anche in ambito europeo, per impedire forme di sfruttamento del corpo femminile.
(3-02769)